L’industria cosmetica in Italia raggiunge il fatturato record di 18 miliardi di euro

Nel 2025 il sistema cosmetico italiano ha raggiunto risultati senza precedenti: il fatturato dell’industria cosmetica in Italia ha toccato il valore record di 18 miliardi di euro, con una crescita media annua del 6,1% nell’ultimo decennio, pari a oltre sei volte la crescita del prodotto interno lordo italiano.

Allargando lo sguardo all’intera filiera, includendo quindi sia le attività a monte come packaging, macchinari e materie prime, sia i canali distributivi a valle, il fatturato generato è stato di 49 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2024), mentre il valore aggiunto è stato pari a 31,5 miliardi di euro. Sul piano occupazionale, i lavoratori lungo l’intera filiera sono circa 500mila, di cui 105mila diretti; inoltre, la contribuzione fiscale riconducibile alla filiera cosmetica è stata di 10,5 miliardi di euro.

Questi i dati dell’Osservatorio 2026 realizzato da Teha, The european house Ambrosetti in collaborazione con Cosmetica Italia, che delinea una vera e propria agenda di intervento per sostenere uno dei comparti più dinamici dell’economia italiana.

Benedetto Lavino, presidente di Cosemtica Italia Credits: Cosmetica Italia

"Il profilo che emerge dall’osservatorio è quello di un settore in grado capace di coniugare crescita, occupazione qualificata, capacità produttiva e innovazione, rappresentando un asset strategico per l’economia nazionale. Cresce, investe, innova esporta e genera valore lungo tutta la filiera", ha commentato Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia.

L’export resta il principale motore di crescita con un’incidenza del 48% sul fatturato del settore

"L’Italia possiede già una filiera cosmetica leader. Ora serve una strategia-Paese per trasformare questa leadership in vantaggio competitivo duraturo. È necessario, quindi, proseguire nell’importante lavoro di squadra con tutti gli stakeholder e soprattutto con le nostre istituzioni, puntando, in particolare, su tre priorità: la semplificazione e armonizzazione del quadro normativo sulla transizione sostenibile per consentire una programmazione più efficiente delle attività industriali e degli investimenti; il sostegno al rafforzamento degli investimenti in ricerca e sviluppo attraverso una maggiorazione del credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo fino al 40%; la definizione di una strategia-Paese capace di trasformare una leadership industriale e manifatturiera in un asset di posizionamento internazionale del sistema cosmetico italiano, con costruzione della domanda e crescita del valore percepito di tutto l’Italian beauty", ha aggiunto, attraverso una nota, Lavino.

L’osservatorio conferma la stabilità della spesa in cosmetici (nel 2025 il valore dei consumi in Italia è stato di 12,8 miliardi di euro), a riprova dell’essenzialità di questi prodotti con dinamiche analoghe a quelle dei beni per la salute.

L’export resta inoltre il principale motore di crescita con un’incidenza del 48% sul fatturato del settore: nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto il valore record di 8,6 miliardi (+4,1% rispetto al 2024), posizionando la cosmetica al primo posto tra i principali comparti del made in Italy per incremento dell’export. A conferma della forte domanda internazionale anche il dato della bilancia commerciale, positiva da 15 anni, e con un massimo storico nel 2025 di 5,1 miliardi.

L’osservatorio evidenzia inoltre come il settore rappresenti un modello avanzato di sviluppo sostenibile e inclusivo. Gli investimenti nella transizione sostenibile sono pari a 300 milioni di euro, con un’attenzione crescente delle aziende verso politiche per la gestione efficiente dei consumi energetici, l’abbattimento delle emissioni climalteranti, la gestione dei rifiuti e della risorsa idrica.

"La cosmetica è uno dei settori più dinamici del made in Italy e un pilastro strategico nelle politiche industriali e commerciali dell’Italia", ha commentato Valerio De Molli, managing partner e ceo di Teha Group e The european house - Ambrosetti. "Tra gli approfondimenti realizzati quest’anno dall’Osservatorio di Teha per Cosmetica Italia vi è la strategicità dell’approvvigionamento delle materie prime richieste dalle produzioni cosmetiche. Infatti, la competitività dell’industria cosmetica italiana dipende anche dalla capacità di presidiare in modo sicuro, efficiente e sostenibile l’accesso a questi input produttivi".


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