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L'intelligenza artificiale entra nella c-suite della moda

Mentre la moda affronta l'incertezza economica e la dirompenza tecnologica, la c-suite (termine che indica il gruppo dei dirigenti di un'azienda, i cui titoli iniziano con la lettera "c" di chief come ceo, cfo), si sta ridisegnando. L'intelligenza artificiale non è più confinata agli studi di design o alle dashboard di marketing, ma sta rimodellando la stessa leadership esecutiva.

In Kering, il ceo Luca de Meo ha nominato la scorsa settimana il primo chief digital, Ai & It officer del gruppo, Pierre Houlès. Il suo mandato è quello di rafforzare la strategia digitale del gruppo e accelerare la revisione della sua infrastruttura tecnologica, allineandola con gli obiettivi operativi e di innovazione di Kering. Il ruolo è pensato per integrare il progresso tecnologico al centro del business, supportando sia le performance sia l'appeal creativo delle sue maison. Ruoli dirigenziali simili, incentrati sull'Ia, sono emersi negli ultimi due anni anche da Ralph Lauren, Lululemon e Marks & Spencer, secondo Business of Fashion (BoF).

L'ascesa del responsabile dell'Ia segnala più di una semplice sperimentazione. Come ha dichiarato a BoF Paula Reid della società di executive search Reid & Co., l'Ia sta avendo un impatto su "ogni parte del business" e richiede un'elevazione al più alto livello organizzativo. Sempre più spesso, le aziende reclutano personale da settori ad alta tecnologia per ricoprire queste posizioni, a testimonianza della portata e della complessità dell'implementazione.

L'ascesa dei ruoli di leadership nell'Ia

Fondamentalmente, la leadership dell'IA viene strutturata per evitare un'esecuzione a compartimenti stagni. Yvonne Pengue di Spot on minds ha sottolineato a Business of Fashion che questi mandati sono "trasversali" e abbracciano marketing, supply chain, merchandising e comunicazione. Combinando l'Ia con la supervisione dei dati e del digitale, i brand mirano a garantire un'adozione a livello di intera organizzazione piuttosto che progetti pilota isolati.

La reinvenzione dei ruoli esecutivi nella moda fa parte di un più ampio cambiamento nei profili di leadership del retail, guidato dalla dirompenza digitale e da nuovi imperativi di crescita. I dirigenti del retail necessitano sempre più di competenze digitali: il 71% dei leader di settore intervistati si aspetta che i consumatori aumentino l'uso dell'Ia generativa nello shopping e stanno dando priorità a strategie che rafforzano il commercio digitale e le esperienze omnichannel come motori principali della crescita. I retailer che pianificano il futuro si stanno concentrando su programmi di fidelizzazione (46%), canali digitali (45%) e offerte omnichannel integrate (44%) per conquistare quote di mercato e ricavi in un panorama di consumo frammentato. Questi cambiamenti sottolineano perché i ruoli di crescita strategica e di leadership commerciale stiano rapidamente emergendo come priorità organizzative, secondo una ricerca di Deloitte.

Nel frattempo, aziende come Gap Inc. puntano sulla rilevanza culturale, nominando dirigenti focalizzati sull'intrattenimento per integrare la moda con i media, la musica e lo sport, a dimostrazione che la crescita è sempre più legata allo storytelling e al coinvolgimento dei consumatori.

Nel loro insieme, questi titoli in evoluzione (Ia, crescita, intrattenimento) indicano una priorità comune: porre il consumatore al centro della strategia, preparando al contempo le organizzazioni al cambiamento strutturale. Per le aziende di moda, l'Ia non è più solo uno strumento. Sta diventando una questione di governance e una competenza distintiva della moderna suite dirigenziale.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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