L’Italia accelera sul recommerce digitale: per il 77% dei consumatori l'usato supporta il bilancio familiare
Il mercato del second hand in Italia registra una forte accelerazione trainata dal canale digitale e da una spiccata propensione agli acquisti oltre confine. Secondo la sesta edizione del Recommerce Report di Ebay, ricerca condotta su un campione globale di oltre 10.500 consumatori e 1.700 venditori, il 77% degli italiani considera l’acquisto di articoli di seconda mano un elemento importante per la gestione delle finanze domestiche, un dato superiore di 7,6 punti percentuali rispetto alla media globale. “Da ormai trent’anni il recommerce rappresenta un pilastro fondamentale del nostro marketplace e i dati di quest’anno confermano come sia sempre più centrale nelle abitudini quotidiane”, ha sottolineato Jamie Iannone, chief executive officer di Ebay.
L'abbigliamento si attesta come la prima categoria merceologica per volumi d'acquisto con il 35%
Le dinamiche d'acquisto sul territorio nazionale evidenziano una spinta prioritaria legata al contenimento della spesa e all'accesso a segmenti di prodotto altrimenti preclusi nel nuovo, affiancata da considerazioni di sostenibilità e dalla ricerca di pezzi d'archivio o da collezione. L'abbigliamento si attesta come la prima categoria merceologica per volumi d'acquisto con il 35%, seguita da media e intrattenimento (30%), elettronica (26%), collezionabili (25%), prodotti per la casa (23%) e calzature e sneakers (22%). La propensione della domanda appare destinata a consolidarsi: l'87% degli acquirenti italiani prevede di mantenere o incrementare i volumi d'acquisto nei prossimi 12 mesi, con una quota del 37% orientata all'aumento (percentuale che sale al 43% tra la Gen Z, la generazione dei nati tra la fine degli anni '90 e i primi anni 2010).
Sul fronte dell'offerta, il 43% della popolazione italiana dichiara di aver venduto beni usati online negli ultimi 12 mesi (contro il 38% del dato globale), raggiungendo il 51% nella fascia d'età compresa tra i 30 e i 45 anni. Le motivazioni principali risiedono nell'ottimizzazione degli spazi domestici (63%), nella riduzione degli sprechi (51%) e nella generazione di liquidità aggiuntiva (43%).
Sotto il profilo dei canali distributivi, l'Italia evidenzia una penetrazione dell'online superiore ai benchmark internazionali: il 41% dei consumatori acquista second hand esclusivamente via web (rispetto al 28% globale), dato che raggiunge il 58% tra la Gen Z. Si rileva inoltre una spiccata transfrontalierà: il 50% degli italiani dichiara di acquistare regolarmente da mercati esteri (contro il 39% medio globale), mostrandosi meno condizionato da barriere legate a costi di spedizione (34% rispetto al 45% di media globale), verifica delle condizioni dell'articolo (33% vs 42%), autenticità (31% vs 41%) e sistemi di pagamento (18% vs 27%).
Riguardo alla tipologia di venditore, il 31% del campione predilige le transazioni tra privati, mentre il 24% si rivolge a operatori professionali ad alto volume, come ricondizionatori o merchant specializzati. L'affidabilità della descrizione e la costanza della qualità rappresentano il principale driver di scelta per il 59% dei rispondenti. Si segnala infine la progressione del format del live shopping: il 12% degli intervistati ha già concluso acquisti tramite sessioni video in diretta, il 19% vi ha assistito senza completare la transazione e il 26% si dichiara propenso a testare il canale.
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