Lusso: l’86% dei consumatori indiani prevede di aumentare la propria spesa nei prossimi 12 mesi
Quasi due terzi dei consumatori indiani e cinesi hanno speso oltre 20mila euro in beni di lusso negli ultimi 24 mesi e l’86% dei consumatori indiani prevede di aumentare ulteriormente la propria spesa nei prossimi 12 mesi, il dato più significativo tra tutti i mercati analizzati. Insomma, dati alla mano la crescita del lusso continua, ma mutano driver e geografie come evidenziato dal nuovo Luxury global barometer di Simon-Kucher, società di consulenza strategica globale, fondata in Germania nel 1985, condotto su più di mille consumatori nel mondo.
Lo studio fotografa un settore ancora resiliente, con India e Cina che guidano il mercato.
“Il nostro recente studio conferma un lusso a due velocità: da un lato i mercati maturi, più selettivi e sensibili al valore; dall’altro nuove geografie come India e Cina che accelerano e ridefiniscono l'immaginario del lusso globale”, hanno commentato, attraverso una nota, Francesco Fiorese, partner di Simon Kucher e Marco Torino, senior director. “Per i brand diventa cruciale evolvere verso modelli più ingaggianti sui consumatori tramite esperienzialità e pricing in chiave iper-mirata, ottimizzazione di assortimenti distintivi nonché del targeting seguendo consumatori con aspettative molto dinamiche".
A trainare l’India sono anche i nuovi comportamenti d’acquisto
Le geografie più mature mostrano segnali di rallentamento ma restano solide e i consumatori si orientano verso scelte più selettive e consapevoli. Un cambio di paradigma che apre nuove sfide strategiche per i player del comparto.
A trainare l’India sono anche i nuovi comportamenti d’acquisto: meno fedeltà ai singoli brand, forte attenzione allo status symbol e una propensione nettamente superiore all’acquisto online, con meno del 50% che preferisce il negozio fisico a fronte di oltre il 70% negli Usa, in Europa e in Cina.
L'India registra inoltre un Net promoter score di +60 per l’esperienza di acquisto nel lusso, il più alto tra i mercati considerati.
Negli Stati Uniti e in Europa il mercato resta stabile, ma emergono segnali di razionalizzazione
Negli Stati Uniti e in Europa il mercato resta stabile, ma emergono segnali di razionalizzazione. Dati alla mano, oltre il 60% dei consumatori percepisce un aumento dei prezzi negli ultimi 24 mesi; un americano su tre ritiene che il value for money sia peggiorato. Tra letendenza rilevante, anche l’aumento della quota di acquirenti “quiet luxury enthusiast” negli Usa, cresciuta di 22 punti percentuali, segno della transizione verso un lusso più discreto e meno “logo-driven”.
Nonostante i prezzi in aumento, i segmenti di mercato non reagiscono allo stesso modo. La percezione degli aumenti è forte in Usa, Europa e India, soprattutto su categorie come auto (fino al 45% in India e 42% negli Usa), gioielleria (47% in India) ed esperienze di lusso. Il comparto orologi, però, rimane un’eccezione: meno del 10% degli intervistati percepisce un peggioramento del value for money, confermando la solidità del comparto.
Lo studio individua sette archetipi di shopper, dagli icons collector ai power patron, dai quiet luxury enthusiast agli status shopper, che cambiano profondamente da mercato a mercato. In particolare, l’India mostra una crescita dei profili fashion forward icon (+17 punti), in linea con le dinamiche cinesi; gli Usa amplificano la spinta verso la discrezione e il minimalismo.
Lo studio evidenzia margini di miglioramento significativi nelle attività di marketing, soprattutto in Usa, Cina ed Europa, dove oltre un terzo dei consumatori giudica insufficiente la personalizzazione e l’efficacia delle comunicazioni ricevute.
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