L'utile operativo di Primark cala del 12% mentre il retailer si prepara allo scorporo

Il conglomerato britannico del retail e dell'alimentare Associated British Foods (Abf) ha pubblicato i risultati finanziari annuali per le 52 settimane concluse il 12 settembre 2026, rivelando un calo del 12% dell'utile operativo rettificato a valuta costante per la sua divisione retail Primark, sceso a 1,01 miliardi di sterline (1,35 miliardi di dollari).

Il colosso del fast fashion ha generato ricavi per 9,82 miliardi di sterline, segnando un aumento del 2% a valuta costante e un rialzo del 4% a tassi di cambio effettivi rispetto al periodo finanziario precedente. La crescita è stata sostenuta dall'espansione della rete di negozi, con i nuovi spazi che hanno contribuito per il 5% all'incremento complessivo del fatturato. Tuttavia, le vendite like-for-like (Lfl) del gruppo sono diminuite del 2,6% nel corso dell'anno, a causa delle diffuse pressioni macroeconomiche e della fiducia contenuta dei consumatori nei mercati chiave.

Il margine operativo rettificato di Primark si è ridotto al 10,2% rispetto all'11,9% del 2025, riflettendo ribassi promozionali più marcati insieme a ingenti investimenti commerciali nel coinvolgimento digitale, nel posizionamento del prodotto e nel marketing. L'azienda ha inoltre mantenuto una strategia immobiliare attiva, investendo 576 milioni di sterline in progetti di capitale durante il periodo.

Performance regionali divergenti tra Regno Unito, Europa e Stati Uniti

Le performance nei diversi mercati geografici hanno mostrato forti contrasti. Nel Regno Unito, che rappresenta il 39% delle vendite retail totali, il fatturato complessivo è cresciuto del 2% e le vendite Lfl sono aumentate dello 0,5%. Iniziative strategiche, tra cui l'espansione dei servizi Click and collect, hanno sostenuto l'affluenza nei negozi, consentendo a Primark di portare la propria quota del mercato totale dell'abbigliamento, delle calzature e degli accessori nel Regno Unito al 6,9%.

L'Europa continentale, che rappresenta il 47% del fatturato retail, ha vissuto condizioni più difficili, registrando un calo dell'1% nelle vendite e una flessione del 4,7% nella performance Lfl. L'andamento sostanzialmente stabile in Spagna e Portogallo è stato controbilanciato dai cali persistenti in Francia, Italia e Germania, dove gli sforzi di ripresa locale rimangono in una fase iniziale.

Negli Stati Uniti, i ricavi totali sono cresciuti del 13%, trainati dall'apertura di 14 nuovi punti vendita, tra cui un flagship store di alto profilo a Manhattan, portando il portafoglio di negozi nazionali a 47 sedi. Nonostante le difficoltà di fondo legate ai dazi e alla cautela dei consumatori, il retailer ha registrato una solida attrattiva del brand nella regione. Primark si è espansa anche tramite accordi di franchising in Medio Oriente, gestendo quattro negozi tra Dubai e Kuwait.

Evoluzione omnichannel e strategia di prodotto

L'attenzione strategica si è concentrata sul womenswear, la principale categoria commerciale del marchio, che ha registrato una crescita delle vendite Lfl in tutte le regioni grazie agli investimenti nell'abbigliamento tecnico e nelle capsule collection. La catena ha avviato un rinnovamento simile per l'assortimento kidswear e ha effettuato investimenti sui prezzi di centinaia di linee base nell'ambito della campagna "Iconic Value".

Sul fronte digitale, Primark si sta preparando a testare i servizi di consegna a domicilio in Gran Bretagna per integrare il proprio modello commerciale incentrato sui negozi fisici. Per supportare le operazioni di evasione degli ordini, l'azienda ha completato l'acquisizione di un polo logistico automatizzato a Sheffield.

I traguardi di sostenibilità delineati nel programma Primark Cares includono l'81% dei capi di abbigliamento venduti contenenti materiali riciclati o provenienti da fonti più sostenibili a luglio 2026, oltre a una riduzione annua del 21% delle emissioni di gas serra di Scope 3.

Tempistiche dello scorporo in linea per il 2027

La divisione retail prosegue la sua formale separazione operativa da Abf, con lo scorporo che dovrebbe concludersi nel dicembre 2027. La leadership esecutiva è stata riorganizzata in vista della prevista quotazione in borsa, inclusa la conferma dell'ex responsabile ad interim Eoin Tonge nel ruolo di chief executive officer, affiancato dal chief commercial officer Filip Ekvall e dalla chief financial officer Lucy Slinger.

"In Primark, quest'anno abbiamo compiuto passi significativi per rilanciare la nostra proposta ai clienti, sia migliorando l'offerta di prodotti sia rafforzando le nostre credenziali di convenienza, sostenuti da maggiori investimenti nel marketing e nel coinvolgimento digitale. Le nostre aree prioritarie chiave, il Regno Unito e il womenswear, hanno registrato una crescita e hanno sovraperformato rispetto agli altri nostri mercati e categorie. Ora stiamo costruendo su ciò che ha funzionato bene, applicando la stessa attenzione e gli stessi investimenti nei nostri mercati europei e nelle altre categorie di prodotto", ha dichiarato il chief executive di Abf, George Weston.

"Siamo in linea con i tempi per completare lo scorporo di Primark da Ab Foods nel dicembre 2027, posizionando entrambe le aziende per realizzare le rispettive prospettive di crescita a medio e lungo termine", ha aggiunto Weston.

I ricavi del gruppo Abf hanno chiuso a 19,58 miliardi di sterline, in calo dell'1% a valuta costante, mentre l'utile operativo rettificato del gruppo si è contratto del 14% a 1,51 miliardi di sterline, penalizzato da margini retail più deboli e dalle perdite nelle attività europee legate allo zucchero. Per l'anno finanziario 2027, Primark prevede un margine operativo rettificato di circa il 10%, con l'espansione della rete di negozi che dovrebbe contribuire per 4 punti percentuali alla crescita totale delle vendite.


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