Lvmh compra Tiffany per 135 dollari per azione

Il colosso del lusso francese Lvmh acquisisce Tiffany per 135 dollari ad azione. Questa mattina una nota, infatti, annuncia che Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton acquisirà la griffe dei gioielli per 135 dollari per azione (tra i 14,7 miliardi e i 16,2 miliardi).

Come spiega una nota, per oltre 180 anni Tiffany è stato sinonimo di eleganza, design innovazione, creatività eccellente e artigianalità.

L’acquisizione di Tiffany permette a Lvmh di rafforzarsi nella gioielleria

Fondata nel 1837, quando Charles Lewis Tiffany aprì il primo store a Manhattan, Tiffany conta oggi oltre 300 negozi nel mondo.

L'acquisizione di Tiffany rafforzerà la posizione di Lvmh nel settore della gioielleria e aumenterà ulteriormente la sua presenza negli Stati Uniti. L'aggiunta di Tiffany trasformerà la divisione orologi e gioielli di Lvmh e completerà le 75 maison dell'azienda guidata da Bernard Arnault.

"Siamo lieti di avere l'opportunità di dare il benvenuto nella famiglia Lvmh a Tiffany, un'azienda con un'eredità senza pari e una posizione unica nel mondo della gioielleria mondiale. Abbiamo un immenso rispetto e ammirazione per Tiffany e intendiamo sviluppare questo gioiello con la stessa dedizione e lo stesso impegno che abbiamo applicato a tutte le nostre maison. Saremo orgogliosi di avere Tiffany accanto ai nostri marchi iconici e non vediamo l'ora di assicurarci che Tiffany continui a prosperare nei secoli a venire", ha detto Arnault, presidente e amministratore delegato del colosso francese.

"A seguito di una revisione strategica che includeva un attento processo interno e una consulenza esterna esperta, il consiglio ha concluso che questa operazione con Lvmh offre un percorso entusiasmante con un gruppo che apprezza e investirà nelle attività uniche e nel forte capitale umano di Tiffany, offrendo al contempo un prezzo interessante e la certezza del valore ai nostri azionisti", ha detto, nella nota, Roger N. Farah, presidente del consiglio di amministrazione di Tiffany.

"Tiffany si è concentrata sull'attuazione delle nostre priorità strategiche chiave per guidare una crescita sostenibile a lungo termine. Questa operazione, che avviene in un momento di trasformazione interna del nostro leggendario marchio, fornirà ulteriore supporto, risorse e slancio a queste priorità man mano che ci avvicineremo a diventare The next generation luxury jeweler", ha aggiunto Alessandro Bogliolo, amministratore delegato di Tiffany.

L'operazione dovrebbe concludersi a metà del 2020 e sarà sottoposta all'approvazione dei board di entrambe le aziende e degli azionisti.

La divisione orologi e gioielleria della società francese comprende Bulgari, Tag Heur, Zenith, Fred, Hublot, Chaumet.

Tiffany, che registra circa 4 miliardi di ricavi l'anno, ha sofferto negli ultimi anni la concorrenza dei principali competitor.

Nell’ultimo anno fiscale la griffe dei gioielli ha registrato un aumento del 6,5 per cento dei ricavi a quota 4,4 miliardi di dollari.

Il colosso del lusso francese Lvmh ha archiviato il secondo trimestre con ricavi in crescita a quota 12,5 miliardi di euro. Nel semestre a fine giugno l’Ebit è aumentato del 14 per cento, a 5,3 miliardi, con un margine operativo del 21,1 per cento, stabile rispetto a un anno prima. Nel primo semestre le vendite hanno superato i 25 miliardi di euro.

Nei primi sei mesi dell'anno il gruppo, che conta circa 70 marchi, ha realizzato un utile netto pari a 3,2 miliardi di euro, con un incremento del 9 per cento rispetto all'anno precedente. Tutte le aree geografiche hanno contribuito alla crescita: in Asia (escluso il Giappone), dove il gruppo genera il 33 per cento del proprio business, il fatturato è salito del 18 per cento rispetto al primo semestre. Seguono gli Stati Uniti (23 per cento del fatturato), dove il gruppo è cresciuto dell'8 per cento, mentre l'Europa è cresciuta del 10 per cento.

Foto: Tiffany website

 

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