Moda ed economia circolare: cosa prepara Bruxelles con il suo Circular economy act
Il Circular economy act (Cea), ovvero la "legge sull'economia circolare", è un progetto legislativo della Commissione europea volto ad accelerare la transizione verso un'economia circolare all'interno dell'Unione europea.
Tutto ciò favorendo il riciclo, il riutilizzo, la valorizzazione dei rifiuti e lo sviluppo del mercato delle materie prime secondarie.
Per la filiera della moda, questa iniziativa non mira solo a rendere i prodotti più ecologici. Cerca anche di fare della circolarità un modello industriale economicamente sostenibile e competitivo.
L'obiettivo è fare in modo che le materie prime, i prodotti e i rifiuti vengano maggiormente riutilizzati, riparati e riciclati, anziché portare avanti un modello basato sull'estrazione, la produzione, il consumo e lo smaltimento. Questo obiettivo include:
– La creazione di un mercato europeo delle materie prime secondarie, ovvero di materiali riciclati in grado di sostituire le materie vergini.
– La circolazione dei rifiuti valorizzabili tra gli Stati membri, al fine di privilegiarne il riutilizzo e il riciclo.
– La stimolazione della domanda di materiali riciclati, in particolare nei processi industriali.
– Il rafforzamento della competitività europea, riducendo la dipendenza dalle materie prime importate.
– La rimozione degli ostacoli normativi che frenano lo sviluppo delle attività circolari.
Il settore tessile è una delle priorità dell'economia circolare europea
Inizialmente prevista per l'11 novembre 2026, la presentazione del Circular economy act da parte della Commissione europea è stata rinviata al 18 novembre, al momento della pubblicazione.
Per quanto riguarda la moda, il settore è già interessato da due normative europee relative rispettivamente alla gestione dei prodotti a fine vita e alla loro progettazione ecocompatibile, attraverso la revisione della direttiva quadro sui rifiuti e il regolamento Espr (Ecodesign for sustainable products regulation).
Il Circular economy act potrebbe facilitare l'industrializzazione del riciclo tessile, incoraggiare l'utilizzo di fibre riciclate e, di conseguenza, migliorare la redditività delle attività di raccolta, smistamento, riparazione e riutilizzo.
Potrebbe inoltre spingersi oltre nell'armonizzazione delle norme sulla responsabilità estesa del produttore (Epr) e sul riciclo delle fibre tra gli Stati membri.
OPPURE ACCEDI CON