Moda junior a +2 percento nel FY 2017

Anno positivo per la moda bimbo. Stando ai dati di Smi, Sistema moda Italia, diffusi a ridosso dell'apertura di Pitti Bimbo, kermesse al via oggi, 18 gennaio, a Firenze, secondo le stime preliminari, nel 2017 la moda junior (accezione che comprende l’abbigliamento in maglia e tessuto per ragazzi/e di età tra 0-14 anni, intimo e accessori inclusi) assisterebbe a una prosecuzione del trend positivo del giro d’affari. Anche se su ritmi più affievoliti rispetto a quelli sperimentati nel corso del 2016, il turnover settoriale dovrebbe infatti sperimentare un +1,9 percento, portandosi così al di sopra dei 2,8 miliardi di euro.

Con riferimento al valore della produzione è stato registrato un mantenimento del trend positivo. In particolare, la dinamica è pari al +0,9 percento.

Guardando alle performance oltreconfine, per la moda junior Smi stima una crescita media annua delle vendite estere corrispondente al +3,1 percento. L’export dovrebbe concorrere al 37,9 percento del turnover settoriale, guadagnando così quasi un punto percentuale rispetto al 2016.

Con riferimento all’import, analogamente a quanto registrato per il complesso della filiera Tessile-Moda, Smi ha rilevato un -0,5 percento su base annua.

La dinamica prevista per i flussi commerciali in entrata e in uscita dall’Italia determinerebbe un miglioramento del deficit commerciale di comparto, da -726 a -685 milioni di euro.

Secondo le previsioni, i consumi nazionali (in tale accezione comprensivi dei consumi delle famiglie, dei consumi extra-familiari e delle scorte) dovrebbero archiviare il 2017 confermando sostanzialmente i livelli del 2016. La flessione su base annua, infatti, è stimata al -0,1 percento.

Il mercato spagnolo resta la prima destinazione per l'export con una quota pari al 12,2 percento dell’export totale di comparto, nonostante sia da registrare una contrazione non marginale pari al -10,1 percento. In controtendenza, il Regno Unito, pur in forte decelerazione rispetto alla performance del 2016 (si ricorda pari al +17,5%) che ha mostrato un incremento del +2,4 percento, concorrendo al 10,6 percento del totale settoriale esportato. A seguire, Francia, Germania e Svizzera (con quote simili di poco superiori al 6 percento), mentre la Germania ha ceduto oltre il -25 percento rispetto al medesimo periodo del 2016, Francia e Svizzera hanno contenuto rispettivamente le perdite al -4,5 percento e al -3,0 percento.

La Russia, che dal 2010 al 2014 era stata il primo mercato di sbocco del childrenswear italiano, ha cambiato passo ed è tornata a crescere del +6,3 percento; la Grecia ha mostrato un aumento del +9,7 percento e il Portogallo del +22,5 percento.

Foto: Herno Kids, autunno inverno 2018-19, credit Herno press office