Novità per le imprese riguardo al bilancio di sostenibilità 2026-2027
Ci sono novità per le imprese che devono pubblicare il bilancio di sostenibilità. La riforma della Csrd, Corporate sustainability reporting directive, conclusa con l’approvazione del pacchetto Omnibus I, riduce drasticamente il numero di imprese soggette all’obbligo di redazione del bilancio di sostenibilità 2026-2027. In questa nuova Csrd, Corporate sustainability reporting directive, semplificata, l’obbligo di bilancio di sostenibilità si applica alle imprese che superano entrambe le seguenti soglie: più di 1000 dipendenti medi e più di 450 milioni di fatturato netto.
"L’obbligo di bilancio di sostenibilità secondo questo nuovo perimetro di applicazione si applica dal primo gennaio 2027, con pubblicazione nel 2028 su Fy 2027", spiegano gli esperti di Ollum, società di consulenza specializzata in sostenibilità d'impresa che accompagna le aziende in un percorso completo verso la riduzione degli impatti ambientali.
Introdotti nuovi Esrs, acronimo di European sustainability reporting standards
Queste imprese dovranno redigere il rapporto di sostenibilità seguendo i nuovi standard Esrs, acronimo di European sustainability reporting standards. Il 4 dicembre 2025 Efrag, l’ente che si occupa di realizzare gli standard di rendicontazione, ha consegnato alla Commissione europea la nuova versione dello standard ESRS.
Rispetto alla prima versione, i nuovi Esrs, proseguno gli esperti di Ollum, riducono il numero di informazioni Esg richieste alle aziende di circa il 60-65%. Tra le misure adottate vi è una maggiore flessibilità per quanto riguarda i dati della catena di fornitura, con la possibilità di effettuare delle stime quando i dati diretti non sono disponibili, e una maggiore proporzionalità, pensata per rendere gli standard meno onerosi per le imprese, evitando obblighi eccessivi per aziende di dimensioni minori. La responsabilità passa ora alla Commissione europea, che analizzerà nel dettaglio la nuova versione degli Esrs, valutandone la coerenza con la Csrd. Se accettati, verranno adottati formalmente con un atto delegato.
Ma cosa succede alle aziende già soggette a Csrd nel 2024? Esiste un primo gruppo di imprese cha ha già pubblicato il primo bilancio di sostenibilità secondo la direttiva Csrd, ovvero le grandi imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti (la cosiddetta “Wave 1”).
Queste imprese hanno continuato a rendicontare nel corso del 2025, come previsto dal provvedimento stop-the-clock (una direttiva Ue che posticipa l'entrata in vigore di alcuni obblighi di rendicontazione di sostenibilità (Csrd) e di due diligence (Csddd) per dare più tempo alle aziende di adeguarsi, ndr).
Molte delle imprese della Wave 1 non superano le soglie previste dalla nuova Csrd, e quindi usciranno dal suo perimetro di applicazione. Cosa succede a queste imprese? Gli esperti di Ollum sottolineano che vengono introdotte due regole: a livello europeo, le imprese della Wave 1 che non superano le nuove soglie della Csrd (1.000 dipendenti e 450 milioni), rimangono obbligate a rendicontare fino all’anno finanziario 2026 compreso (pubblicazione 2027). A livello nazionale, gli Stati membri possono decidere di esentare le imprese della Wave 1 dalla rendicontazione Esg già a partire dall’anno finanziario 2025.
La responsabilità, aggiunge Ollum, passa ora alla Commissione europea, che analizzerà nel dettaglio la nuova versione degli Esrs, valutandone la coerenza con la Csrd. Se accettati, verranno adottati formalmente con un atto delegato.
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