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Occupazione: settembre record

Scritto da Isabella Naef

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Una dipendente al lavoro Credits: Pexels, George Milton
Secondo i dati dell'Istat, a settembre 2023, rispetto al mese precedente, aumentano gli occupati e i disoccupati mentre gli inattivi diminuiscono.

L’aumento dell’occupazione (+0,2 per cento, pari a +42mila unità) è sintesi della crescita osservata tra gli uomini, i dipendenti permanenti, gli autonomi, gli under35 e tra chi ha almeno 50 anni, da un lato, e del calo registrato tra le donne, i dipendenti a termine e tra i 35-49enni, dall’altro. Il tasso di occupazione sale al 61,7 per cento (+0,1 punti), scrive l'Istat.

Il numero degli occupati si attesta a 23milioni 656mila, ossia il dato più alto dal 1977, anno d'inizio delle serie storiche ricostruite, con una crescita rispetto a settembre 2022 di 512mila unità. Il tasso di occupazione sale al 61,7 per cento (+0,1 punti).

Il numero di occupati, a settembre, supera quello di settembre 2022 del 2,2 per cento

La crescita del numero di persone in cerca di lavoro (+1,9 per cento, pari a +35mila unità) coinvolge le donne e riguarda tutte le classi d’età. Il tasso di disoccupazione totale sale al 7,4 per cento (+0,1 punti), quello giovanile, pari al 21,9 per cento, scende di 0,1 punti.

Il calo del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,7 per cento pari a -92mila unità) si registra tra uomini e donne e per tutte le classi d’età. Il tasso di inattività scende al 33,2 per cento (-0,2 punti).

Confrontando il terzo trimestre 2023 con il secondo, si registra un aumento del livello di occupazione pari allo 0,3 per cento, per un totale di 80mila occupati, proseguono gli esperti dell'Istat.

La crescita dell’occupazione, osservata nel confronto trimestrale, si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-1,9 per cento, pari a -36mila unità) e degli inattivi (-0,5 per cento, pari a -63mila unità).

Il numero di occupati, a settembre 2023, supera quello di settembre 2022 del 2,2 per cento (+512mila unità). L’aumento coinvolge uomini, donne e tutte le classi d’età, a eccezione dei 35-49enni per effetto della dinamica demografica negativa: il tasso di occupazione, che nel complesso è in aumento di 1,4 punti percentuali, sale anche in questa classe di età (+0,6 punti) perché la diminuzione del numero di occupati 35-49enni è meno marcata di quella della corrispondente popolazione complessiva.

"A settembre 2023 l’occupazione continua a crescere – di 42 mila unità rispetto al mese precedente, tra i dipendenti permanenti e tra gli autonomi. Il numero degli occupati si attesta a 23milioni 656mila e registra, rispetto a settembre 2022, un aumento di 443 mila dipendenti permanenti e di 115 mila autonomi; il numero dei dipendenti a termine risulta invece inferiore di 47 mila unità. Su base mensile, il tasso di occupazione e quello di disoccupazione salgono rispettivamente al 61,7 per cento e al 7,4 per cento, mentre scende al 33,2 per cento il tasso di inattività", hanno commentato gli esperti dell'Istituto nazionale di statistica.

Per Confcommercio si tratta di “segnali confortanti, si rafforzano autonomi e occupati stabili”.

“In crescita sia sul mese precedente, sia sul mese corrispondente, anche a settembre il mercato del lavoro evidenzia segnali confortanti: gli occupati nel complesso, nella media dei primi nove mesi del 2023, sono cresciuti di 437mila unità e le persone in cerca di occupazione si sono ridotte di 118mila unità, portando il tasso di disoccupazione medio al 7,6 per cento, sei decimi di punto in meno rispetto al 2022; anche la crescita del tasso di disoccupazione va letta favorevolmente: una quota di inattivi o scoraggiati rientra nel mercato del lavoro attraverso azioni di ricerca di impiego” è il commento dell’Ufficio studi di Confcommercio ai dati sull’occupazione a settembre diffusi dall’Istat.

“Particolarmente significative le indicazioni secondo la tipologia contrattuale, a dimostrazione di livelli occupazionali che si rafforzano nelle forme stabili e di maggiore qualità, mentre si ridimensiona la componente a termine. Gli occupati alle dipendenze, infatti, oltre a proseguire la crescita dei mesi precedenti, evidenziano nella media del periodo un incremento di 375mila unità rispetto al 2022, sintesi di un sensibile aumento di quelli a carattere permanente, +475mila unità, e di una flessione delle posizioni a termine, pari a 100mila unità. Buona, finalmente", conclude l’Ufficio studi, "anche la performance della componente dei lavoratori autonomi che segnalano la crescita tendenziale più elevata dell’anno in corso (+115mila rispetto al 2022) e, comunque, nella media dei nove mesi esibiscono un incremento di 62mila unità, un segnale che sembra dimostrare il graduale, anche se lento, recupero delle posizioni perse nella fase acuta della pandemia”.

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