Osservatorio Altagamma: l'alto di gamma nel 2019 vale circa 1268 miliardi di euro

Pur non essendo immune dal clima internazionale piuttosto teso degli ultimi mesi, l'alto di gamma sembra tenere botta. Dati alla mano, nel 2019, questo segmento mostra un valore di mercato totale intorno ai 1.268 miliardi di euro, con una crescita del 4 per cento a cambi costanti.

Questi dati sono emersi ieri, a Milano, durante la presentazione degli Studi Altagamma 2019 Worldwide Market Monitor, presentato da Claudia D’Arpizio, partner di Bain & Company, dello scenario del tax free shopping in Europa e il contributo dei globe shopper vip alla crescita, illustrato da Pier Francesco Nervini, chief operating Officer North & Central Europe & global accounts di Global Blue, e dell'Altagamma Consensus 2020, presentato da Stefania Lazzaroni, direttore generale di Fondazione Altagamma.

Come evidenziato ieri, inoltre, risulta in crescita (4 per cento) anche il personal luxury, che quest’anno raggiungerà quota 281 miliardi di euro.

Le generazioni Y (Millenial) e Z hanno contribuito per il 100 per cento alla crescita del mercato nel 2019

Insomma, nonostante il perdurare di alcuni elementi negativi esogeni come la tensione commerciale tra Usa e Cina, la situazione a Hong Kong e la fragilità dell’Europa, la dinamicità del comparto dell’alto di gamma e l’ampliamento della base dei consumatori garantiscono la buona salute del settore. Questa performance è dovuta principalmente al consolidamento dei principali driver di crescita degli ultimi anni: la Cina, protagonista del lusso sia come mercato (+30 per cento) che come nazionalità di clienti (35 per cento del totale), le giovani generazioni con Millennial e Gen Z responsabili del 100 per cento della crescita nel 2019 e il digitale, con il canale online che vale il 22 per cento del totale delle vendite.

Dopo un 2018 difficile, anche il tax-free shopping mostra una crescita del 10 per cento nei primi 10 mesi dell’anno in Europa, e ancora di più in Italia (+16 per cento).

Nel dettaglio, l' Altagamma 2019 Worldwide Luxury market monitor realizzato da Bain & Company ha evidenziato che il mercato dei beni di lusso per la persona cresce nel 2019 a 281 miliardi (+7 per cento a tassi correnti, +4 per cento costanti) e si confermano le aspettative di crescita al 2025 (+3/5 per cento a tassi costanti). La Cina rimane il mercato che traina la crescita (+30 per cento a cambi correnti; +26 per cento a costanti), seguita dal resto dell’Asia e dal Giappone. Hong Kong cala di circa 2 miliardi rispetto al 2018. I cinesi guidano il 90 per cento della crescita nel 2019.

A crescere di più nel 2019 sono le scarpe e i gioielli (+12 per cento a cambi correnti)

Le generazioni Y (Millenial) e Z hanno contribuito per il 100 per cento alla crescita del mercato nel 2019. È in Cina e nel Sud-Est Asiatico che queste si mostrano più dinamiche e attratte dai beni personali di lusso.

Il canale online è il più dinamico dal punto di vista della crescita (+22 per cento a cambi correnti), soprattutto in Asia e nella categoria degli accessori; il canale retail continua a mostrare crescite organiche sostenute.

Gli ultra-ricchi (uhnw, ossia ultra high net worth) rappresentano circa il 30 per cento del mercato globale, con abitudini di acquisto sempre più “estreme”. La mid-class soprattutto asiatica contribuisce ad ampliare la customer base del lusso (linee entry-price e canale outlet crescono di conseguenza).

A crescere di più nel 2019 sono le scarpe e i gioielli (+12 per cento a cambi correnti), ma si assottigliano le differenze di performance tra categorie di prodotto, grazie a un cliente più aperto a nuove value proposition e anche ai nuovi modelli di business. In questo scenario cresce il mercato del seconda mano, che sale a 26 miliardi (+ 16 per cento rispetto al 2018).

Il consumatore è sempre più attivo: interagisce, conversa, condivide, osserva e giudica il mercato e i brand. In questo settore, quindi, diventa sempre più cruciale che i brand mettano al centro il consumatore, suscitino emozioni, mettano al centro strategie concrete di social responsability e abbiano come propellente la creatività in ogni sua forma, e non solamente in termini di prodotto.

Foto: Pexels

 

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