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Ovs aumenta la quota di mercato nel 2020

Scritto da FashionUnited

16 apr 2021

Business

Foto: Ovs, dall'ufficio stampa

Nel 2020 le vendite realizzate da Ovs attraverso la propria rete di negozi sono risultate in flessione del 27 per cento. Le vendite realizzate attraverso il sito dell'insegna nell’anno sono incrementate del 63 per cento. Come sottolinea il management in una nota, questi andamenti si sono tradotti in un sensibile aumento di quota di mercato, che è passata dall'8,1 all'8,4 per cento, in assenza di un aumento di superfici di vendita.

La posizione finanziaria netta rettificata al 31 gennaio 2021 è pari a 401 milioni di euro

"La redditività ha risentito naturalmente delle minori vendite, con una dinamica trimestrale interamente attribuibile ai periodi di lockdown. Nel secondo e terzo trimestre infatti, meno colpiti dalle chiusure, la redditività è stata in linea con quella dell’anno precedente. L’esercizio si chiude con un ebitda rettificato di 72,9 milioni di euro e un risultato netto rettificato negativo per 4,8 milioni di euro, dopo ammortamenti ad aliquota piena nonostante il minor utilizzo di attrezzature e impianti", si legge in una nota. Il risultato netto reported è positivo e pari a 35,1 milioni di euro, beneficiando di 95,1 milioni di euro di effetto positivo sulle imposte derivante dal riallineamento fiscale delle insegne Ovs e Upim.

Beraldo (ceo Ovs): "prevediamo per il 2021 un rilevante aumento delle vendite rispetto al 2020"

La posizione finanziaria netta rettificata al 31 gennaio 2021 è pari a 401 milioni di euro, con un assorbimento di cassa causato dalla pandemia contenuto alla luce di quanto accaduto, soprattutto grazie al contenimento costi e di riduzione degli ordinativi di merce.

Tra i principali obiettivi di business realizzati nell’anno la società evidenzia il successo del lancio del marchio Piombo che, introdotto in tutti i negozi Ovs, "ci ha consentito di realizzare una forte crescita della produttività negli spazi destinati", ha aggiunto il management.

Per quanto concerne l’acquisto del brand Stefanel, la società sottolinea che ha arricchito "ulteriormente l’approccio multi-brand, al fine di sfruttare le nostre sinergie di sourcing a beneficio di un’ulteriore diversificazione di posizionamento e di ottimizzazione nell’utilizzo degli spazi commerciali".

"Si è concluso un anno che ha comportato condizioni eccezionalmente sfavorevoli per il nostro settore e per le imprese che vi operano. In questo contesto la nostra azienda ha saputo mostrare una grande capacità di resilienza a dimostrazione di un posizionamento, una determinazione e una visione strategica che rappresentano solide basi per una crescita futura. Siamo consapevoli che gli eventi subiti hanno accelerato irreversibilmente alcuni trend peraltro già ampiamente in atto. In particolare: la sempre maggiore attenzione da parte dei consumatori verso i temi della sostenibilità e dell’economia circolare; un maggior peso dei canali di vendita digitali; un maggiore interesse verso capi di abbigliamento per un utilizzo domestico o activewear, a discapito di abiti da ufficio o da cerimonia, nonché il passaggio da un approccio alla moda “fast”, finalizzato a cambiare spesso abiti, a favore di una maggiore attenzione alla qualità e durata del proprio guardaroba", ha sottolineato l'amministratore delegato, Stefano Beraldo.

"Riteniamo che l’attenzione data alle fibre naturali, come il cotone certificato biologico o Better cotton initiative che oramai caratterizza l’85 per cento della nostra offerta (con l’obiettivo di raggiungere il 100 per cento nel 2021), il denim a basso consumo d’acqua, e le molte altre conquiste raggiunte in termini di sostenibilità, unitamente al nostro posizionamento rivolto alle famiglie, ci posizionino per vocazione tra i brand maggiormente credibili in Italia in questo campo", ha aggiunto Beraldo.

Per quanto riguarda i dati, il ceo ha aggiunto "con 72,9 milioni di Ebitda, siamo riusciti a realizzare gli obiettivi ridefiniti alla luce del primo lockdown, seppur affrontando un quarto trimestre caratterizzato da ulteriori, inattese, gravi restrizioni, quali soprattutto la chiusura dei centri commerciali durante i fine settimana e circa un 30 per cento di ore di apertura perdute rispetto al medesimo trimestre dell’anno precedente. Nonostante le inattese restrizioni, il quarto trimestre ha contribuito con 32,8 milioni di ebitda".

"Benché iniziato con una terza ondata di contagi e conseguenti misure restrittive, prevediamo per il 2021 un rilevante aumento delle vendite rispetto al 2020. A ciò si accompagnerà una materiale ripresa della redditività, anche grazie a una riduzione dei costi in parte strutturale e in parte frutto di un’attenta gestione", ha concluso il ceo.