Per il gruppo cinese Suning l’Europa è una sede di produzione

Fino a ora, per le economie occidentali la Cina è stata soprattutto un paese di produzione. Da anni, il settore della moda fa produrre in Cina perché le normative cinesi in materia di ambiente e di previdenza sociale sono particolarmente lassiste e i salari molto bassi. Nel frattempo, questo paese gigantesco che era uno dei paesi poveri dell’Asia, si è trasformato in uno dei paesi più prosperosi del mondo e una classe media in costante crescita produce fatturati commerciali in continuo aumento, anche per i prodotti di importazione.

Il gruppo ha sourcing-center in Italia, Francia e Germania

Grandi gruppi commerciali, come i rivenditori online Alibaba o Suning, dimostrano questo sviluppo trasformandosi lentamente in player globali che mettono le ali allo sviluppo cinese trasformando la nazione da una nazione di sourcing a una nazione di consumo con aumenti esponenziali del fatturato. Per questi gruppi, l’Europa non svolge più da tempo il ruolo di promettente mercato di sbocco ma sta diventando una importante sede di produzione per un numero sempre maggiore di cinesi.

Il Suning Holdings Group, una delle maggiori aziende commerciali cinesi, ha adottato una nuova strategia che vuole imporre la vendita e la distribuzione in Cina di prodotti di qualità europei aprendo così ai produttori europei un nuovo accesso al mercato asiatico.

Suning si focalizza in particolare sulla moda, sull’arredamento e sul design, tanto che il gruppo ha addirittura lanciato un nuovo concept per l’allestimento dei negozi che vendono i suoi prodotti: Jiwu.

Jiwu significa “Ultimate Creation” e diventerà una grande catena di filiali per articoli di design europei. Jiwu si è posto l’obiettivo di “importare prodotti di moda e di alta qualità dall’Europa alla Cina”, come dichiarato in un comunicato dell’azienda. Siamo di fronte alla nascita di una nuova generazione di consumatori sul prosperoso mercato domestico.

All’apertura, in marzo, della prima filiale Jiwu con area di 400 metri quadrati dedicata alla vendita nella metropoli di Nanchino, seguirà la rapida apertura di altre sedi. Nei prossimi tre anni, il gruppo aprirà in tutta la Cina almeno 300 store Jiwu, investendo miliardi.

Per poter rifornire adeguatamente le nuove filiali, Suning aprirà parecchie filiali di acquisto in Europa. Recentemente, il gruppo ha acquistato una prima filiale a Milano che fungerà “da catalizzatore per gli ambiziosi programmi di espansione di Suning in Europa”. Entro la fine dell’anno seguiranno ulteriori rappresentanze nel Regno Unito, in Francia e in Germania.

Sono già stati siglati partenariati con una serie di marchi di punta italiani di vari settori, fra i quali Versace Home, Sicis, TechnoGym, Furla e San Benedetto. Il programma per gli anni a venire è orientato fortemente sulla moda del segmento di lusso, sui prodotti per la salute e l’economia domestica, nonché su beni con coefficiente di rendimento inferiore.

“Con Jiwu intendiamo diffondere una cultura del consumo individualizzato, presentando la bellezza della vita e invitare ancora più marchi europei a creare serie di prodotti particolari”, afferma il manager di Suning Steven Zhang. La sua azienda offrirà così a molti produttori europei un nuovo accesso al mercato cinese. “Questo è anche il motivo per il quale stiamo aprendo una nuova filiale a Milano e, a seguire, anche in altre città”.

Al di fuori dell’Europa, Suning dispone già di una rete di sourcing internazionale che copre Hongkong, il Giappone e gli Stati Uniti d’America. Entro il 2020, il gruppo prevede che la quota del fatturato globale generato dal commercio internazionale aumenterà del 30 percento. Non sono invece ancora noti i marchi e i produttori tedeschi nel mirino dei cinesi.

Foto: Suning
 

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