• Home
  • News
  • Business
  • Puig e The Estée Lauder confermano le trattative per una fusione

Puig e The Estée Lauder confermano le trattative per una fusione

Madrid – Potenziale, e va sottolineato il termine potenziale, unione di colossi nel mondo della moda e della bellezza, dopo che sia la spagnola Puig, proprietaria di Carolina Herrera e Jean Paul Gaultier, sia la statunitense The Estée Lauder Companies, a cui fanno capo Tom Ford, Clinique e Mac, hanno confermato di essere in trattative per una fusione tra le due società. Un'operazione che getterebbe le basi per un gigante con un fatturato annuo di quasi 20 miliardi di dollari.

A questo proposito, nella tarda serata di ieri, lunedì 23 marzo, il management di Puig ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui informava che la multinazionale spagnola della moda e della bellezza è in trattative per una possibile fusione con The Estée Lauder Companies. La stessa informazione è stata confermata contemporaneamente dal management della multinazionale americana della bellezza, precisando che, in ogni caso, le parti non hanno ancora raggiunto alcun tipo di accordo e che non si può garantire né che l'operazione vada in porto, né le sue condizioni.

"Puig conferma di essere in trattative per una possibile aggregazione aziendale con The Estée Lauder Companies Inc., che comporterebbe la potenziale fusione delle attività di entrambe le società", ha annunciato il management di Puig attraverso il suddetto comunicato, inviato alla Commissione nazionale del mercato dei valori (Cnmv). Tuttavia, è stato sottolineato che "non è stata presa alcuna decisione definitiva né è stato raggiunto alcun accordo" e "finché non ci sarà un accordo", hanno precisato, "non si può garantire che l'operazione possa avere luogo né i suoi termini".

Un gigante da 20 miliardi di dollari di fatturato

Anche se non è possibile analizzare i termini di un'operazione per la quale, come confermano entrambe le parti, non esiste al momento alcun tipo di accordo o preaccordo formale, è possibile valutarne le potenzialità sulla base dei bilanci annuali dei rispettivi esercizi 2025. Un esercizio che Puig ha chiuso tra il primo gennaio e il 31 dicembre dello scorso anno, con un fatturato netto di 5,042 miliardi di euro (+5,26%); e The Estée Lauder tra il primo luglio 2024 e il 30 giugno 2025, con vendite nette di 14,326 miliardi di dollari (-8,21%). Una cifra che, tradotta in euro al cambio attuale, rappresenterebbe circa 12,37 miliardi di euro e, combinata con i ricavi di Puig, un totale di 17,412 miliardi di euro, circa 20,165 miliardi di dollari al cambio attuale.

Se in termini di fatturato sarebbe chiaro quale delle due parti agirebbe come dominante in queste trattative, se guardiamo invece alla sezione degli utili, Puig ha chiuso l'ultimo esercizio con un utile netto di 617 milioni di euro (+13,74%). Una performance più che positiva e del tutto antitetica a quella registrata da The Estée Lauder, che ha chiuso l'ultimo esercizio completo 2025 con una perdita netta di -1,133 miliardi di dollari. Un risultato negativo, frutto di vari fattori tra cui l'attuazione del suo piano di ristrutturazione strategica, che finirebbe per inghiottire gli utili registrati da Puig, se non fosse per i dati, ora positivi, che l'azienda statunitense ha iniziato a registrare nei primi mesi dell'attuale esercizio 2025/2026. Anno fiscale per il quale, al 31 dicembre scorso, ha chiuso il primo semestre con un fatturato di 7,71 miliardi di dollari (+4,68%), con un utile netto positivo di 209 milioni di dollari, a fronte di una perdita di -746 milioni di dollari registrata nello stesso periodo dell'esercizio precedente.

Per quanto riguarda i rispettivi valori come società quotate, Puig aveva, ai dati di chiusura delle contrattazioni di lunedì 23 marzo, una capitalizzazione di mercato di 8,77 miliardi di euro e un enterprise value (Ev) di 9,5 miliardi di euro. The Estée Lauder, da parte sua, ha una capitalizzazione di mercato di 26,68 miliardi di dollari (circa 23,037 miliardi di euro) e un enterprise value (Ev) di circa 34,99 miliardi di dollari (circa 30,212 miliardi di euro). Valori che, se combinati e se l'operazione andasse in porto, porterebbero alla creazione di un gigante del valore di circa 40 miliardi di euro.

Due ampi (e diversificati) portafogli

Per quanto riguarda il contributo di ciascuna azienda alla nuova società nata dalla combinazione delle attività delle due multinazionali della moda e della bellezza, Puig, fondata nel 1914 da Antonio Puig Castelló come azienda specializzata in cosmetici e profumi, in questi 112 anni di storia, la multinazionale spagnola, che appena una settimana fa ha ristrutturato i suoi organi di gestione con la nomina di Jose Manuel Albesa a nuovo ceo, ha costruito un portafoglio di marchi di moda e bellezza tanto ampio quanto diversificato. Un portafoglio che comprende marchi come Rabanne, Carolina Herrera, Charlotte Tilbury, Jean Paul Gaultier, Nina Ricci, Dries Van Noten, Byredo, Penhaligon’s, L’Artisan Perfumeur, Uriage, Apivita, Dr. Barbara Sturm, Kama Ayurveda e Loto del Sur, completato dalle licenze di aziende e marchi come Christian Loubotin, Antonio Banderas e Adolfo Domínguez, i cui prodotti Puig commercializza in oltre 150 Paesi del mondo.

Per quanto riguarda The Estée Lauder Companies, fondata nel 1946 da Estée e Joseph Lauder, l'azienda è una delle più grandi e rappresentative società a livello mondiale specializzata nella produzione, commercializzazione e vendita di prodotti per la cura della pelle, il make-up, le fragranze e la cura dei capelli. Articoli che sviluppa e vende sotto l'ombrello di oltre 20 marchi riconosciuti, tra cui Estée Lauder, il marchio proprio dell'azienda da cui è nato il gruppo Estée Lauder, Aramis, Clinique, Lab Series, Origins, il marchio di cosmetici Mac, Bobbi Brown, La Mer, Aveda, Jo Malone London, Bumble and Bumble, Darphin, Tom Ford di cui è interamente proprietaria-, Smashbox Cosmetics, Aerin, Le Labo, Les Editions de Parfums Frédéric Malle, Glamglow, Kilian, Too Faced, la coreana Dr.Jart+, la canadese Deciem Beauty Group, società madre dei marchi The Ordinary e Niod, e Balmain Beauty, gestita attraverso un accordo di licenza. Un portafoglio di marchi, come si vede, molto ampio, i cui prodotti The Estée Lauder Companies commercializza e distribuisce in circa 150 Paesi.

In sintesi
  • Puig e The Estée Lauder Companies sono in trattative per una possibile fusione, che creerebbe un colosso della moda e della bellezza con un fatturato annuo di quasi 20 miliardi di dollari.
  • Entrambe le società hanno confermato le trattative, pur sottolineando che non è stato raggiunto alcun accordo definitivo e che non vi è alcuna garanzia che l'operazione si concretizzi o a quali condizioni.
  • La fusione unirebbe gli ampi portafogli di marchi di entrambe le aziende, tra cui Carolina Herrera e Jean Paul Gaultier di Puig, e Tom Ford e Clinique di The Estée Lauder Companies, creando una società con un valore combinato di circa 40 miliardi di euro.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

FashionUnited ha implementato strumenti di intelligenza artificiale per ottimizzare la traduzione degli articoli sulle nostre piattaforme. Con una rete globale di giornalisti attivi in oltre 30 mercati, forniamo business intelligence e contenuti aggiornati in 9 lingue.

Questo permette ai nostri giornalisti di dedicare più tempo alla ricerca di notizie e alla stesura di articoli esclusivi.

Prima della pubblicazione, le traduzioni assistite dall'intelligenza artificiale vengono sempre riviste da un redattore. Se avete domande o commenti su questo processo, contattateci pure all'indirizzo info@fashionunited.com.


OPPURE ACCEDI CON
Acquisizioni
Bellezza
Estee Lauder
Moda lusso
Puig