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Registrare un marchio negli Emirati Arabi Uniti: tutte le novità

Scritto da Guest Contributor

5 apr 2022

Business

Negli Emirati Arabi Uniti vi è una propensione all’acquisto di prodotti italiani superiore del 30 per cento rispetto all’acquisto di prodotti provenienti da altri Paesi. Tra i settori dell’economia italiana che puntano a incrementare le esportazioni verso tale Paese vi sono quelli del tessile e dell’abbigliamento.

Ora è possibile ottenere la tutela di un marchio anche attraverso la procedura del marchio internazionale

Sino alla fine del 2021 ottenere la registrazione di un marchio negli Emirati Arabi Uniti comportava una procedura tra le più costose al mondo, e richiedeva anche la legalizzazione consolare della lettera di incarico (necessaria per conferire la rappresentanza agli agenti accreditati di fronte al Ministero dell’Economia locale).

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Vi è stato però un mutamento della normativa, per cui dal 28 dicembre 2021 è possibile ottenere la tutela di un marchio non solo attraverso un deposito nazionale, ma anche attraverso la procedura del marchio internazionale. Inoltre, il 2 gennaio 2022 sono entrate in vigore nuove disposizioni che hanno snellito e reso meno costosa la procedura di registrazione.

Una delle cose più importanti è che è ora possibile effettuare il deposito multiclasse, ovvero depositare un marchio per una o più classi di interesse (va ricordato che, ai fini del deposito dei marchi, i prodotti e servizi sono suddivisi in 45 classi, secondo l’Accordo di Nizza). Precedentemente era ammesso solo il deposito monoclasse. Occorreva quindi depositare un marchio per ciascuna classe di prodotti e/o servizi alla quale si fosse interessati.

Tuttavia, il deposito multiclasse non comporta un abbattimento delle tasse di registrazione negli Emirati. Infatti, per esempio, per quanto riguarda le tasse di estensione internazionale, ammontanti a 1.630 Chf (quasi 1.600 euro, costo alto se si considera che la tassa individuale per gli Stati Uniti ammonta a 460 Chf), tale importo è relativo non solo alla tassa base per una classe, ma è richiesto anche per l’aggiunta di ciascuna classe.

La domanda di registrazione non dovrà poi essere pubblicata sia sul Bollettino dei marchi sia su due quotidiani locali, ma solamente sul Bollettino. Questo effettivamente comporta una riduzione delle spese di pubblicazione, che prima erano anch’esse piuttosto elevate. La durata del marchio è di 10 anni dalla data di deposito, e sono ammessi alla registrazione i marchi 3D, i marchi olografici, i marchi sonori, i marchi di forma ed i marchi olfattivi.

Infine, non è più necessario registrare le licenze di marchio, sono state rafforzate le misure relative ai controlli doganali, rafforzata la tutela processuale dei titoli di Proprietà Intellettuale, inasprite le sanzioni per i contraffattori, ed è stata prevista la protezione temporanea per l’esposizione in fiere per i marchi delle Pmi.

Tra tutte queste novità, la modifica che ritenuta di maggior interesse è l’adesione agli Accordi sul marchio internazionale, cosa che effettivamente ha ridotto i costi per l’ottenimento della tutela, eliminando la necessità sia di incaricare, e quindi pagare, un agente locale, sia di depositare una lettera di incarico legalizzata. Nel caso in cui si renderà necessario replicare a eventuali obiezioni dell’esaminatore emiratino (cosa che dovrebbe essere di competenza di un agente locale), resta comunque da chiarire se a tal fine sarà comunque necessario presentare una lettera di incarico legalizzata.

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L'autore
Questo articolo è stato scritto per FashionUnited da Rosalba Palmas di Palmas IP.

Foto: Pexels, Aleksandar Pasaric