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Richemont investe 42 milioni di euro in opere sociali

Scritto da Isabella Naef

3 giu 2022

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Richemont media centre
Richemont, il gruppo svizzero del lusso, ha pubblicato ieri il suo Rapporto annuale di Sostenibilità 2022, che illustra la performance Esg (environmental, social and governance) per l'anno che si è chiuso il 31 marzo 2022. L'azienda ginevrina ha anche nominato la prima responsabile della sostenibilità.

L'azienda ha nominato la prima responsabile della sostenibilità: Bérangère Ruchat

Il Gruppo, spiega una nota, ha intensificato l'attenzione alla sostenibilità sia a livello esecutivo, sia di consiglio di amministrazione con la nomina di Bérangère Ruchat, prima chief sustainability officer di Richemont, e di Jasmine Whitbread, nuova presidentessa del comitato del consiglio di amministrazione per la governance e la sostenibilità.

"Abbiamo continuato ad accelerare i nostri sforzi in materia di sostenibilità nel corso dell'esercizio 2022, raggiungendo i nostri obiettivi a breve, medio e lungo termine", ha detto Burkhart Grund, chief finance officer di Richemont. "Con l'arrivo di Bérangère Ruchat e Jasmine Whitbread, stiamo intensificando la nostra attenzione per la sostenibilità e ponendo le basi che porteranno ai migliori progressi ambientali e sociali in tutte le nostre operazioni e catene di fornitura".

"Con il mio team, sto sviluppando ulteriormente la visione del Gruppo per accelerare e amplificare la trasformazione Esg del Gruppo", ha sottolineato Bérangère Ruchat. "La nostra missione è infondere una mentalità orientata all'impatto, consentendo ai nostri colleghi di comprendere e integrare le dimensioni ambientali e sociali in ogni decisione aziendale. Seguendo gli standard globali, ci impegniamo ad ampliare il nostro reporting di sostenibilità e ad operare con il più alto livello di corporate governance."

Prestazioni Esg per l'anno fiscale 2022

Richemont è stata riconosciuta per la sua leadership nella sostenibilità aziendale, ottenendo una posizione A nel Cdp per la lotta al cambiamento climatico, una delle 200 aziende su 12.000 classificate, si legge nella nota. "Facendo avanzare l'impegno del Gruppo a produrre il 100 per cento di elettricità rinnovabile in tutti i suoi siti entro il 2025, oggi Richemont opera con il 92 per cento di elettricità rinnovabile in tutto il mondo, con un miglioramento di 28 punti percentuali dal 2019. Inoltre, agendo sulla gestione responsabile dei rifiuti, Richemont è sulla buona strada per eliminare il cloruro di polivinile (Pvc) dalle nostre creazioni e imballaggi entro dicembre 2022" prosegue il management nella nota.

L'azienda, inoltre, ha concluso la sua prima valutazione dell'impatto sociale del prodotto sull'oro estratto artigianalmente e su piccola scala e ha definito un approccio per i futuri progetti sociali. La società ha continuato a collaborare con la Fondazione Equal-Salary, con l'obiettivo di raggiungere il 100 per cento di parità retributiva entro il 2024. Entro dicembre 2022 Richemont raggiungerà una forza lavoro certificata del 40 per cento, comprendendo i tre maggiori siti del Gruppo. Donati anche 42 milioni di euro per iniziative legate agli investimenti comunitari, nei settori della sanità, dello sviluppo sociale ed economico, dell'istruzione, del benessere delle donne e dei bambini. Queste donazioni rappresentano un aumento del 17 per cento rispetto all'anno precedente e del 40 per cento su un periodo di cinque anni.

Richemont opera in quattro aree di business: gioielli con Buccellati, Cartier e Van Cleef & Arpels; orologi con A. Lange & Söhne, Baume & Mercier, Iwc Schaffhausen, Jaeger-LeCoultre, Panerai, Piaget, Roger Dubuis e Vacheron Constantin; distributori online con Watchfinder & Co, Net-a-porter, Mr Porter, The Outnet, Yoox e la divisione onloine flagship store; moda e accessori con Alaïa, Az Factory, Chloé, Delvaux, Dunhill, Montblanc, Peter Millar, Purdey e Serapian.

Richemont ha archiviato l'esercizio 2021/2022 a fine marzo, con un fatturato a quota 19,181 miliardi di euro, in aumento del 46 per cento su base annua e del 44 per cento esclusi gli effetti di cambio. L'utile netto è risultato in aumento del 61 per cento, a quota 2,01 miliardi di euro, l'Ebit del 129,4 per cento a 3,39 miliardi con un margine del 17,7 per cento (11,2 per cento un anno prima). Il consiglio di amministrazione propone di portare il dividendo ordinario da 2,00 a 2,25 franchi per azione. Sarà inoltre distribuito un dividendo speciale di 1 franco.

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