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Salvatore Ferragamo: ricavi a -38,5 per cento nei nove mesi

Scritto da Isabella Naef

11 nov 2020

Business

Il consiglio di amministrazione di Salvatore Ferragamo spa, società a capo del Gruppo Salvatore Ferragamo, ha esaminato e approvato il resoconto intermedio consolidato di gestione al 30 settembre 2020. Numeri alla mano, nei primi nove mesi 2020, il gruppo fiorentino ha realizzato ricavi consolidati pari a 611 milioni di euro, riportando un calo del 38,5 per cento a tassi di cambio correnti (-38,6 per cento a cambi costanti) rispetto ai 994 milioni di euro registrati nei primi nove mesi 2019. I ricavi del terzo trimestre 2020 hanno registrato un calo del 18,9 per cento a tassi di cambio correnti (-18,1 per cento a cambi costanti).

Il calo del fatturato è stato determinato dal diffondersi della pandemia e dalle decisioni, prese dai vari Stati, in materia di blocchi delle attività commerciali e divieti e limitazioni del traffico internazionale

"Il calo del fatturato è stato determinato dal diffondersi della pandemia dovuta al nuovo coronavirus, conosciuto come Covid-19 e dalle conseguenti decisioni, prese dai vari Stati in materia di blocchi delle attività commerciali e divieti e limitazioni del traffico internazionale. La conseguente chiusura della maggior parte della rete distributiva del Gruppo negli stessi paesi, e la significativa diminuzione dei flussi di traffico nella restante parte, hanno impattato particolarmente i primi sei mesi del periodo in oggetto facendo registrare un progressivo recupero negli ultimi tre mesi", ha spiegato il management in una nota.

Al 30 settembre 2020 la rete distributiva, composta da un totale di 646 negozi, poteva contare su 393 punti vendita diretti e 253 punti vendita monomarca operati da terzi nel canale wholesale e travel retail, nonché sulla presenza nei principali department store e specialty store multimarca di alto livello.

Il canale distributivo retail ha registrato, al 30 settembre 2020, ricavi consolidati in calo del 35,3 per cento (-34,8 per cento a tassi di cambio costanti), con un andamento del -35,2 per cento a tassi e perimetro costanti (like-for-like), rispetto allo stesso periodo del 2019, con un andamento simile nel canale primario e secondario.

Nel solo terzo trimestre 2020 i ricavi retail sono scesi del 23 per cento (-20,8 per cento a tassi di cambio costanti), con un andamento like-for-like del -22,8 per cento e con il contributo del canale ecommerce che registra una performance in forte accelerazione.

Il canale wholesale ha riportato, al 30 settembre 2020, ricavi in calo del 44,5 per cento (-45,6 per cento a tassi di cambio costanti), soprattutto in conseguenza del rallentamento subito dal canale travel retail e dai profumi.

Nei mesi scorsi, la griffe, inoltre, ha continuato a investire nello sviluppo del canale ecommerce

Nel terzo trimestre 2020 i ricavi Wholesale sono scesi dell'8,7 per cento.

L’area Asia Pacifico si riconferma il primo mercato per il Gruppo, raggiungendo oltre il 42 per cento dei ricavi totali, in calo del 30,6 per cento (-30,3 per cento a tassi di cambio costanti), rispetto ai primi nove mesi 2019.

La performance del terzo trimestre 2020 nell’area (-4,8 per cento a tassi di cambio costanti), in deciso recupero rispetto al trimestre precedente, ha beneficiato del positivo andamento dei negozi diretti in Cina Continentale, che hanno registrato un aumento delle vendite pari a 38,3 per cento a tassi di cambio costanti, e che riportano un’ulteriore accelerazione nel mese di ottobre. Una solida crescita si è registrata, nel terzo trimestre 2020, anche nei negozi diretti in Corea del Sud e a Taiwan che continuano a mostrare un deciso aumento delle vendite anche nel mese di ottobre.

Il mercato giapponese nei primi nove mesi del 2020 ha riportato una diminuzione dei ricavi del 30,9 per cento (-31,2 per cento a tassi di cambio costanti), con un terzo trimestre 2020 in calo del -17,3 per cento (-13,6 per cento a tassi di cambio costanti) per effetto di una comparazione sfavorevole nel mese di settembre rispetto al 2019. L’andamento del mese di ottobre registra vendite nel canale retail in aumento rispetto allo stesso periodo del 2019.

L’intero continente asiatico rappresenta attualmente oltre il 52 per cento delle vendite totali del Gruppo.

L’area Emea ha registrato, nel corso dei primi nove mesi 2020, un calo dei ricavi del 45 per cento (-44,6 per cento a tassi di cambio costanti) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un terzo trimestre (-30,1 per cento a tassi di cambio costanti) ancora fortemente impattato dai limitati flussi turistici nel periodo.

L’area del Nord America ha registrato, nel corso dei primi nove mesi 2020, un calo dei ricavi pari al 45,1 per cento (-47,5 per cento a tassi di cambio costanti), rispetto allo stesso periodo dell’esercizio 2019, con un andamento nel terzo trimestre 2020 del -24,0 per cento (-23,1 per cento a tassi di cambio costanti2) in deciso recupero rispetto al trimestre precedente.

L’area del Centro e Sud America ha registrato un calo del 47,5 per cento (-42 per cento a tassi di cambio costanti) con un andamento nel terzo trimestre 2020 del -31,9 per cento (-24,2 per cento a tassi di cambio costanti).

L’utile netto del periodo, inclusivo del risultato di terzi, è stato negativo per 96 milioni di euro, rispetto ai 61 milioni di euro positivi registrati nei primi nove mesi 2019.

Al 30 settembre 2020 il gruppo ha registrato una posizione finanziaria netta adjusted positiva di 75 milioni di euro, rispetto a una posizione finanziaria netta positiva di 150 milioni di euro al 30 settembre 2019.

La pandemia da Covid-19 e le conseguenti misure di contenimento e di distanziamento sociale messe in atto progressivamente dai Governi di molti Paesi nel mondo, al fine di contenere il contagio e ridurre la diffusione del virus, hanno continuato a produrre effetti negativi anche nel terzo trimestre 2020, anche se in misura minore rispetto alla prima metà del 2020. "All’inizio del quarto trimestre 2020, stiamo nuovamente assistendo nelle maggior parte dei Paesi del mondo ad un progressivo intensificarsi di queste misure, per far fronte a una seconda ondata di diffusione del virus. Tali accadimenti hanno avuto e continuano ad avere impatti significativi sulle diverse aree di business per il Gruppo Salvatore Ferragamo, sia in termini di riduzione dei ricavi, che di marginalità", sottolinea il management nella nota.

Nei mesi scorsi, la griffe, inoltre, ha continuato a investire nello sviluppo del canale ecommerce, lanciando, nel corso dei primi nove mesi del 2020, il nuovo sito web per il commercio elettronico in Canada, Stati Uniti, Messico, Corea del Sud, Australia, Repubblica Popolare Cinese, Giappone e numeri Paesi europei (area Euro e Regno Unito).

La gestione del personale nei primi nove mesi del 2020 è stata fortemente caratterizzata, a fronte della pandemia da Covid-19, da misure a tutela della salute dei dipendenti sia presso gli uffici, sia nei negozi diretti. Sono stati a tal proposito definiti specifici protocolli di sicurezza con misure stringenti ed è stata infine attivata, per il personale italiano, un’assicurazione sanitaria complementare legata alle sintomatologie da Covid-19. Dove la normativa lo permetteva, l’azienda ha offerto la possibilità di effettuare test sierologici volontari e gratuiti. Durante questo periodo, sono state avviate le procedure per richiedere gli aiuti governativi nei vari Paesi in cui il Gruppo opera, laddove previsti, e che hanno avuto esito positivo. Inoltre, il management dell’azienda ha volontariamente deciso di rinunciare a parte del proprio compenso per l’anno in corso.

Foto: dall'ufficio stampa Salvatore Ferragamo