Shein rivela una perdita trimestrale mentre la crescita dei ricavi rallenta in vista della quotazione a Hong Kong

Il retailer di fast fashion Shein, con sede a Singapore, ha reso noti un calo della redditività e un rallentamento della crescita dei ricavi, offrendo agli investitori una prima visione dettagliata della propria salute finanziaria in vista di una prevista offerta pubblica iniziale (Ipo) a Hong Kong.

Secondo un documento regolamentare depositato presso la Borsa di Hong Kong sotto la denominazione Shein Global Holdings, la società ha registrato una perdita netta di 99 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026. Questo risultato contrasta con un utile netto di 395 milioni di dollari conseguito nel corrispondente periodo dell'anno precedente. I ricavi del primo trimestre sono cresciuti moderatamente a 9,05 miliardi di dollari rispetto agli 8,95 miliardi di dollari dell'anno precedente, riflettendo un ritmo di espansione più lento rispetto ai tassi storici.

La società ha comunicato un reddito operativo di 258 milioni di dollari per il primo trimestre, con un calo del 26% su base annua. Per l'intero anno 2025, l'utile netto si è attestato a 2,06 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 3,37 miliardi di dollari registrati nel 2024. Il management ha precisato che la perdita netta del primo trimestre è stata determinata principalmente da perdite di fair value pari a 328 milioni di dollari sulle proprie azioni privilegiate convertibili rimborsabili.

I cambiamenti normativi e le tensioni commerciali internazionali pesano sulla crescita

Il documento regolamentare fa parte del processo di quotazione a Hong Kong di Shein, che ha ottenuto l'approvazione alla quotazione dopo ritardi pluriennali, a seguito del mancato avanzamento dei precedenti tentativi di quotazione a New York e Londra. Storicamente, il retailer ha fornito agli investitori indicazioni limitate in merito a ricavi e redditività. La società è sostenuta da investitori istituzionali tra cui Idg Capital, Mubadala Investment Co., Tiger Global Management e Hsg.

Lo slancio di crescita del retailer si è attenuato poiché i cambiamenti nella politica commerciale statunitense e le perturbazioni geopolitiche hanno contribuito ad aumentare i costi dei materiali, determinando adeguamenti di prezzo per i consumatori finali. Indicatori quali il traffico web globale, i download di applicazioni mobile e i volumi di vendita negli Stati Uniti hanno registrato una stagnazione o un calo nel corso dell'anno in corso.

Shein ha dichiarato che l'eliminazione dell'esenzione doganale de minimis statunitense sulle spedizioni importate di valore inferiore a 800 dollari ha penalizzato le proprie performance commerciali negli Usa e la crescita complessiva dei ricavi netti. Tuttavia, la società ha sottolineato che le tendenze di vendita nella regione hanno successivamente mostrato segnali di normalizzazione.

La politica tariffaria europea e la concorrenza di mercato rappresentano rischi persistenti

La società ha evidenziato ulteriori ostacoli derivanti dai cambiamenti normativi dell'Unione Europea, in particolare dall'eliminazione dell'esenzione dai dazi doganali di 150 euro. Shein ha comunicato che il mercato europeo ha rappresentato circa un terzo dei propri ricavi complessivi nel 2025 e nel primo trimestre del 2026. Il management ha avvertito che l'impatto commerciale della modifica normativa Ue potrebbe eguagliare o superare le difficoltà registrate a seguito dell'adeguamento de minimis statunitense.

Oltre alle barriere commerciali, Shein continua a fronteggiare le pressioni competitive della sussidiaria di Pdd Holdings, Temu, nei principali mercati europei e statunitensi, mentre le autorità di regolamentazione internazionali mantengono un'attenzione elevata sulle sue pratiche operative.

Fondata originariamente nella Cina continentale prima di trasferire la propria sede legale a Singapore, Shein ha costruito una piattaforma internazionale di fast fashion direct-to-consumer (D2c) distribuendo capi d'abbigliamento a basso prezzo e orientati alle tendenze direttamente dalle reti di fornitori ai mercati retail globali.


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