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Spagna, la grande assente del Business of luxury summit del Financial Times 2026

Madrid – Il settore del lusso si prepara a uno dei suoi appuntamenti più importanti dell'anno, con la celebrazione da domenica 17 a martedì 19 maggio della 22esima edizione del The Financial Times business of luxury summit 2026. Un incontro in cui le principali voci del settore analizzeranno la complessa situazione e le sfide che deve affrontare, e al cui programma quest'anno non parteciperà nessun rappresentante di aziende spagnole; la grande assente dell'appuntamento di quest'anno.

A questo proposito, la totale assenza di relatori e rappresentanti spagnoli al summit sul lusso del Financial Times (Ft) del 2026 contrasta nettamente con l'edizione del 2025, che si è tenuta proprio in Spagna, a Barcellona, sulla scia dell'allora ben celebrata quotazione in Borsa di Puig, il 3 maggio 2024. Una pietra miliare per la centenaria multinazionale spagnola della moda e della bellezza che lo stesso media economico britannico le riconobbe allora, con la designazione non solo di Barcellona, ma anche di Marc Puig, presidente esecutivo di Puig, come uno dei principali relatori di quell'evento. Un appuntamento il cui parterre fu allora protagonista, insieme a profili come Andrea Guerra, ceo di Prada; Kristina Blahnik, ceo di Manolo Blahnik; Diego Della Valle, presidente e ceo del gruppo Tod's; o Frédéric Arnault, ceo della maison Loro Piana e uno dei figli di Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato della holding Lvmh.

Ma da allora sembra essere passata molta acqua sotto i ponti, tanti quanti i circa 3.370 milioni di euro di capitalizzazione di mercato che il Gruppo Puig ha perso per strada dalla sua quotazione in Borsa, e che non parteciperà al programma dell'evento del 2026. Un incontro in cui, tuttavia, si prevede che la multinazionale spagnola della moda e della bellezza continuerà a catalizzare gran parte dell'attenzione di tutti i partecipanti, questa volta in occasione dell'intervista con cui Stéphane de La Faverie, presidente e ceo di The Estée Lauder Companies, aprirà la giornata di martedì 19 maggio. Una conferenza che sta già generando grandi aspettative, dato che le trattative tra Puig ed Estée Lauder per una potenziale fusione tra le due società rimangono aperte e senza aggiornamenti ufficiali. Un'operazione che, comunque la si voglia chiamare, tutto fa pensare che si concretizzerà in un'acquisizione del Gruppo Puig da parte di The Estée Lauder. Un'azienda che, come avevamo già anticipato su FashionUnited, rischia di finire per scomparire all'ombra di Estée Lauder, una metafora che sembra prendere forma nel quadro di questo “Business of Luxury Summit 2026” del Financial Times con l'assenza di Puig e l'ingresso come relatore principale del presidente esecutivo della multinazionale americana della bellezza.

Al di là di questo caso specifico, o meglio, proprio a partire da questo caso specifico dell'assenza di Puig, che è anche naturale dopo la sua partecipazione all'evento del 2025, ciò che più di ogni altra cosa viene messo in evidenza in questo summit sul lusso del Ft, è come la Spagna continui a essere un attore senza voce né peso nell'industria del lusso internazionale. Un settore in cui il Paese, le sue aziende e i suoi creativi continuano a essere sottovalutati, se si considera che è in Spagna che le grandi firme del lusso internazionale continuano a produrre gran parte dei pezzi che commercializzano, soprattutto nelle categorie calzature e borse. Creazioni “Made in Spain” che molti dei partecipanti a questo summit molto probabilmente custodiscono nei loro armadi, o che addirittura indossano per assistere alle conferenze che si susseguiranno nel corso delle giornate presso l'esclusivo resort Borgo Egnazia di Savelletri di Fasano, in Puglia, che ospiterà il summit di quest'anno.

Al di là di chi potrà partecipare a titolo personale, come già sottolineato, all'incontro del 2026 non parteciperanno come relatori né designer, né aziende, né dirigenti spagnoli. Una circostanza che contrasta con la presenza di spicco che continueranno ad avere professionisti e aziende francesi, italiane, statunitensi o britanniche, e che ribadisce l'urgente necessità di iniziare a implementare come meritano le Linee strategiche per la moda d'autore concordate dai rappresentanti del settore e da quelli delle principali amministrazioni pubbliche spagnole. Un piano strategico che il Congresso e il Senato hanno già esortato il Governo a dotare di tutti gli stanziamenti sufficienti e necessari per la sua corretta esecuzione.

Con Delphine Arnault, Jonathan Anderson e Victoria Beckham

Tornando a questo Business of luxury summit 2026 del Financial Times, oltre al parterre di editor del media britannico che faranno da moderatori, tra i relatori del summit di quest'anno ci saranno Delphine Arnault, presidente e ceo di Christian Dior; Jonathan Anderson, direttore creativo di Dior; Victoria Beckham, fondatrice e direttrice creativa della sua omonima casa di moda; il già citato Stéphane de La Faverie, presidente e ceo di The Estée Lauder; Joanne Crevoiserta, ceo di Tapestry; Cédric Charbit, ceo di Saint Laurent; Ermenegildo Zegna, presidente del Gruppo Zegna; Halide Alagöz, chief product officer di Ralph Lauren; lo stilista Thom Browne; l'altrettanto creativo Rhuigi Villaseñor; Éric Vallat, ceo di Lacoste; Susie McCabe, co-amministratore delegato dei centri commerciali outlet McArthur Glen; Omer Acar, ceo delle catene alberghiere Raffles e Fairmont; Clare Hornby, fondatrice e ceo del marchio londinese di moda di lusso Me+Me; e Jonathan Kiman, chief marketing officer di Burberry.

Insieme a loro, a completare il parterre di relatori di questa edizione, troviamo Megan Greene, membro esterno del Comitato di politica monetaria della Banca d'Inghilterra; Nerio Alessandri, ceo di Technogym; Claire Bergkamp, ceo di Textile Exchange; Simon Mitchell, co-fondatore di Sybarite; la consulente Floriane de Saint Pierre; Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana; Tamara Lohan, brand director della catena alberghiera Hyatt; Aldo Melpignano, presidente e ceo del gruppo alberghiero Egnazia Ospitalità Italiana; l'interior designer India Mahdavi; il noto giornalista economico Martin Wolf del Ft; le consulenti Claudia D’Arpizio e Federica Levato di Bain&Company; Matteo Atti, chief marketing officer di Vista; il consulente Vadim Grigoryan; Bianca Anghelina, fondatrice e ceo della società specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale Aily Labs; Nikolaus von Doetinchem, direttore commerciale della lega internazionale di equitazione Premier Jumping League (Pjl); la consulente Caroline Pill; Cristiano Fiorio, direttore marketing di Maserati; e Matteo Lunelli, presidente di Altagamma, l'associazione italiana dei marchi di lusso.

Accessibile sia in modalità online, con biglietti a 479 euro, sia in presenza, con biglietti a partire da 4.999 euro, dalle sue diverse conferenze il summit riunirà “leader mondiali” del settore “per analizzare le tensioni che stanno trasformando il lusso”, e che vanno “dal comportamento dei consumatori, alle strategie creative e commerciali”, sottolineano dal Ft. Uno studio sulla situazione del settore, e sulle dinamiche che attualmente lo avvolgono, che si realizzerà in un momento in cui il “lusso si trova a un punto di svolta”, dopo che lo scorso anno ha perso “circa 20 milioni di consumatori, sia perché gli acquirenti hanno ridotto le loro spese, sia perché hanno optato per prodotti più economici o hanno reindirizzato i loro investimenti verso esperienze e articoli di lusso di seconda mano”. E di fronte a questo contesto, e “in mezzo alle incertezze economiche, alle mutevoli dinamiche del commercio e all'aumento delle tensioni geopolitiche, compreso il conflitto in Medio Oriente”, sorge la domanda, a cui si cercherà di rispondere durante il summit, di “come possono i marchi”, di fronte a questo complesso panorama, “proteggere i loro margini, ripensare i loro prezzi e le loro catene di approvvigionamento, e mantenere il loro valore a lungo termine agli occhi dei clienti”.

Con i “summit nazionali” di Luxury Spain e Círculo Fortuny

Nonostante questa esclusione dalla scena internazionale, a livello nazionale la Spagna si prepara a ospitare due summit “domestici” specializzati nello stesso settore del lusso. In primo luogo, con la celebrazione, prevista per il prossimo 2 giugno, presso l'Hotel Wellington di Madrid, della settima edizione del Congresso del Lusso in Spagna - Luxury Spain Congress. Un appuntamento promosso e diretto da Cristina Martín, fondatrice e presidente esecutiva dell'Associazione Spagnola del Lusso – Luxury Spain, per il quale si anticipa la partecipazione di profili legati a marchi e gruppi come Audemars Piguet, Maserati, Lvmh, Bulgari, Balenciaga, Shiseido, Diageo, Visa, Meta, Google, TikTok, Iberia, Estée Lauder o il centro di alta formazione Isem. A questo proposito, è già stata confermata la partecipazione di Olivier Fellous, direttore generale di Audemars Piguet per l'Iberia, e del noto chef Ramon Freixa, per un evento che vedrà la partecipazione di oltre 40 relatori e che analizzerà “l'evoluzione del lusso contemporaneo e la sua proiezione globale”, sotto il tema di questa edizione “Luxury Forward: Heritage, Innovation & Global Influence”.

Appena due giorni dopo questo incontro, il 4 giugno è in programma la V Edizione dei Premi Maestro artesano del Circulo Fortuny. Un conclave, nel suo senso più genuino, accessibile esclusivamente su invito, e che, con tavole rotonde, interventi internazionali e, infine, la cerimonia di consegna dei Premi Maestro Artesano Círculo Fortuny, si presenta come “il grande incontro del saper fare, del talento e della creatività dell'alta artigianalità spagnola”, da parte della stessa associazione spagnola di aziende e operatori del lusso. Un'entità a cui aderiscono 80 soci, di 12 settori di attività, e che si distingue, ancora una volta, come una delle organizzazioni partner dell'evento organizzato in Italia dal Financial Times. Un ruolo che permette loro di offrire uno sconto del 30 percento sul prezzo dei biglietti del Business of Luxury Summit, anche se è evidente che non arriva a influenzare la notevole assenza di rappresentanti spagnoli nell'edizione di quest'anno.

In sintesi
  • La 22esima edizione del The Financial Times Business of Luxury Summit 2026 si terrà dal 17 al 19 maggio, evidenziando l'assenza di rappresentanti spagnoli nel suo programma, a differenza dell'edizione 2025 tenutasi a Barcellona, che ha visto la partecipazione di Marc Puig come uno dei suoi principali relatori.
  • La possibile fusione tra Puig ed Estée Lauder catalizza gran parte dell'attenzione dell'incontro, con la partecipazione di Stéphane de La Faverie, presidente di Estée Lauder, come relatore principale dell'edizione di quest'anno.
  • Nonostante la mancanza di rappresentanza spagnola al summit internazionale, in Spagna si terranno a giugno due eventi nazionali dedicati al lusso: il 7° Congresso del Lusso in Spagna di Luxury Spain e la V Edizione dei Premi Maestro Artesano del Círculo Fortuny, con l'obiettivo di valorizzare il settore, seppur a livello locale.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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