Tendam accelera sul suo piano strategico: più negozi, più marchi e una maggiore impronta internazionale

Madrid – Parallelamente alla presentazione dei risultati dell'esercizio 2025, anno fiscale che va dal primo marzo 2025 al 28 febbraio 2026, il presidente e ceo di Tendam, Jaume Miquel, ha anticipato i punti chiave del nuovo piano strategico dell'azienda, nonché i termini e gli obiettivi con cui si cercherà di attuarlo. Un processo che sta accelerando proprio a partire da quest'anno, il 2026.

Completando così le informazioni sulla chiusura dell'esercizio che abbiamo pubblicato su FashionUnited martedì 16 giugno 2026, in concomitanza con la presentazione dei risultati dell'esercizio 2025, Jaume Miquel ha tenuto una serie di incontri con giornalisti di testate generaliste ed economiche spagnole, come Expansión, Cinco Días, El Confidencial e El Español. Una serie di brevi interviste dalle quali, in modo più informale che formale per un'azienda delle dimensioni di Tendam e delle sue aspirazioni, il presidente e ceo della proprietaria di Cortefiel, Springfield e Women'secret ha anticipato diverse questioni chiave del nuovo piano strategico che la multinazionale spagnola della moda sta attuando. Una roadmap che, di fatto, è stata indicata come la base della transizione "di successo e ordinata" culminata a luglio 2025 con la chiusura dell'acquisizione del 67,91% del suo capitale da parte del gruppo emiratino 2PointZero — precedentemente noto come Multiply, per circa 880 milioni di euro. Miquel ha infatti sottolineato che proprio questo piano strategico è stato concordato come piano aziendale da attuare dopo l'ingresso di 2PointZero, tra il nuovo investitore di maggioranza, i fondi di investimento Cvc Funds e Pai Partners che rimangono nell'azienda come azionisti di minoranza, e la stessa direzione di Tendam, guidata da Miquel.

Puna volta contestualizzato, tutto ciò che è stato discusso dal presidente e ceo di Tendam durante i suoi incontri di ieri può essere riassunto in sei punti principali. Questi includono gli impegni di investimento e di remunerazione per gli azionisti per quest'anno; gli obiettivi di crescita nel canale fisico; nel canale online; la diversificazione dell'offerta commerciale; l'espansione del business internazionale; e infine le previsioni per la chiusura dell'anno e per il medio termine. Aree che ora andremo ad analizzare nel dettaglio.

Investimenti per 100 milioni di euro nel 2026

Partendo dal capitolo strategico degli investimenti in capex, Tendam si è mantenuta negli ultimi anni su un livello di investimenti tra i 40 e i 50 milioni di euro annui. Una cifra che, a dimostrazione dell'accelerazione nell'attuazione del nuovo piano strategico proprio nel 2026, è stata raddoppiata per quest'esercizio, raggiungendo circa 100 milioni di euro. Fondi già stanziati che saranno utilizzati per promuovere lo sviluppo e le strategie di questa roadmap, con l'obiettivo di avvicinare l'azienda ai suoi traguardi a breve e medio termine.

Inoltre, sempre in termini economici, Miquel ha evidenziato l'indebitamento finanziario netto di 304,3 milioni di euro con cui Tendam ha chiuso l'esercizio 2025. Un debito che rappresenta un rapporto di leva finanziaria di 1,32 volte il patrimonio netto, in linea con l'obiettivo dell'azienda di mantenerlo tra 1 e 1,5. Un tasso che permetterà all'azienda di introdurre la sua nuova politica di remunerazione degli azionisti, con un dividendo a valere sui risultati dell'anno precedente pari al 60 per cento dell'utile netto. Un impegno che nel 2026 porterà 2PointZero, Cvc Funds e Pai Partners a dividersi circa 67,2 milioni di euro, sui 112 milioni di euro di utile netto registrati da Tendam nel 2025.

Acquisizione di franchising e 2.500 negozi entro il 2030

Spostando l'attenzione sulla performance per canali di distribuzione e vendita, a partire dal canale fisico, Tendam ha aggiunto alla sua rete commerciale 43 nuove aperture nette nel 2025, di cui 29 dirette e 14 in franchising, chiudendo l'esercizio con un totale di 1.844 punti vendita. Un numero già superato in questo inizio del 2026, con un primo trimestre in cui l'azienda ha già integrato 42 negozi nella sua rete, 34 diretti e 8 in franchising, degli oltre 100 previsti per quest'anno. Un solo negozio in meno, quindi, rispetto a tutte le aperture del 2025, a riprova dell'accelerazione che l'azienda sta imprimendo all'attuazione del suo nuovo piano strategico.

Dopo questa rapida crescita nel primo trimestre dell'anno, periodo compreso tra il primo marzo e il 31 maggio, Tendam conta attualmente circa 1.886 negozi attivi, a cui se ne aggiungeranno altri 58 quest'anno, portando la rete a circa 1.944 punti vendita entro la fine del 2026. L'obiettivo è di aumentare questo numero di circa 556 negozi per raggiungere i 2.500 entro il 2030, di cui 700 in franchising e 1.800 a gestione diretta. Ciò comporterebbe l'aggiunta di 600 negozi diretti ai circa 1.200 attuali, un obiettivo che evidenzia una scommessa decisa su un modello di vendita diretta al cliente finale. A tal fine, il ceo di Tendam anticipa che l'azienda sta valutando anche il riacquisto selettivo di franchising. Un processo che potrebbe avvenire anche a livello di intero mercato, con l'assorbimento di operazioni o la creazione di joint venture per consentire all'azienda un maggiore controllo sulle sue attività nei Paesi chiave.

Più omnicanalità e più marchi di terzi

Per quanto riguarda il canale online, Tendam sembra più che soddisfatta delle sue performance nel digitale, dopo un 2025 in cui le vendite online del gruppo sono cresciute del +12,9%, arrivando a rappresentare il 17% delle vendite totali dell'azienda. Una crescita avvenuta mantenendo il tasso di reso al 26%, a fronte del 35% che Miquel indica come media del settore.

Tra i fattori distintivi che contribuiscono a questa buona performance, e sui quali l'azienda continuerà a puntare, c'è in primo luogo l'omnicanalità, che fa sì che il 28 per cento delle vendite digitali avvenga nei negozi fisici, il 54,8% degli acquisti online venga ritirato in negozio e l'82,3% dei resi online venga gestito nei punti vendita del gruppo. A ciò si aggiungono i club fedeltà, con oltre 27,6 milioni di soci che contribuiscono a ridurre il tasso di reso, perché il "socio" conosce bene la propria taglia. Infine, un'offerta commerciale che si definisce più allineata a un modello "slow fashion" che "fast fashion", incoraggiando acquisti più ponderati che d'impulso.

Si tratta di una posizione che andrebbe analizzata per capire fino a che punto sia compatibile con la politica di sconti generalizzati durante tutto l'anno adottata dai principali marchi del gruppo Tendam. Marchi che, in ogni caso, vedono le loro vendite, sia fisiche sia online, potenziate dall'inserimento di brand di terzi nei loro negozi e piattaforme. Una mossa rischiosa, che attualmente coinvolge circa 211 marchi esterni, e alla quale Miquel intende porre un freno solo se si dovesse verificare una cannibalizzazione con i marchi propri del gruppo. Un allarme che, a oggi, assicura non si è ancora acceso, motivo per cui l'azienda continuerà a integrare la sua offerta con marchi di terzi.

Acquisizione di un nuovo marchio entro il 2026

In linea con le ambizioni di 2PointZero di fare di Tendam l'elemento chiave della sua nuova verticale retail, sono già note le intenzioni del gruppo emiratino di voler completare il proprio perimetro come gruppo di moda con nuove acquisizioni che ne alimentino la crescita inorganica. A questo proposito, il presidente e ceo di Tendam ha confermato che l'azienda prevede di realizzare la sua prima acquisizione sotto l'egida di 2PointZero nel 2026, o almeno di poterla annunciare prima della fine dell'anno.

A questo proposito, Miquel ha ribadito che l'obiettivo dell'azienda è rafforzare il proprio portafoglio di marchi attraverso l'acquisizione di aziende, spagnole e/o estere, che si trovino in una posizione finanziaria solida e non in situazione di "distress" o rischio di insolvenza, come fu il caso di Hoss Intropia, acquisita in fase di liquidazione nel 2019. Marchi che possano comunque trarre slancio dalla multinazionale spagnola della moda, sull'esempio di Slowlove. il brand di Sara Carbonero e Isabel Jiménez acquisito da Tendam nel 2021. Un'acquisizione, quella di allora, che non si allineerebbe del tutto alle nuove direttive di acquisto, secondo le quali Tendam punterebbe, per la sua prima operazione sotto 2PointZero, a un marchio più consolidato, di medie dimensioni e con un profilo medio, che non sia né "fast fashion" né di lusso, per poi concentrarsi su aziende di dimensioni maggiori.

Completando le informazioni su questo punto, Miquel esclude che l'azienda punti per ora al lancio di altri marchi propri creati "in house". Una strategia di diversificazione che aveva già portato Tendam a rafforzare il suo catalogo dopo lo scoppio della pandemia con la creazione e il lancio dei marchi High Spirits, Dash and Stars, Ooto e Hi&Bye, e con Springfield Kids come ultima novità. Ora si cercherà unicamente di consolidare questa strategia, dando a ciascuno dei suoi marchi nativi il proprio "spazio" sul mercato. A tal fine, e in linea con la strategia di raggiungere i 2.500 negozi entro il 2030, il centinaio di nuove aperture previste per il 2026 riguarderà principalmente i nuovi e, per ora, minori marchi di Tendam, come Hoss Intropia, Slowlove, Ooto e Dash and Stars.

Maggiore impronta internazionale

Per quanto riguarda la performance sui mercati, attraverso l'attuazione del suo nuovo piano strategico, Tendam ha come principale ambizione quella di promuovere e aumentare in modo sostenuto e costante la sua impronta internazionale, che attualmente rappresenta circa 440,19 milioni di euro, il 30 per cento dei 1.467,3 milioni di euro fatturati dall'azienda nel 2025. Una percentuale che prevedono di portare tra il 40 e il 50% entro il 2030, man mano che i marchi del gruppo cresceranno al di fuori della Spagna ed entreranno in nuovi mercati.

Su questo punto, dopo il suo ingresso in Romania nel 2025, l'azienda non esclude di entrare in un nuovo mercato nel 2026, anche se le sue strategie di crescita rimarranno principalmente orientate, oltre che sulla Spagna, soprattutto sul Messico e sui mercati strategici di Portogallo, Ungheria e Balcani. Per quanto riguarda la regione del Medio Oriente, prioritaria per l'azienda dopo l'ingresso del gruppo emiratino e in cui Tendam opera con circa 200 punti vendita, Miquel sostiene che la performance sia stata migliore del previsto dopo lo scoppio del conflitto in Iran, sebbene ciò non abbia impedito all'azienda di registrare un calo delle vendite nella regione, dove le strategie di crescita sono state sospese. Piani che si spera di poter riattivare al più presto, una volta che la situazione si sarà stabilizzata.

Raddoppiare vendite e utili entro il 2030

Infine, dopo un primo trimestre del 2026 che l'azienda ha chiuso con vendite per 288,2 milioni di euro (+10,4%) e un ebitda di 62,7 milioni (+11,9%), le prospettive di Tendam prevedono di chiudere l'esercizio con un aumento dei ricavi tra il +8 e il +10%. Una crescita che manterrà l'azienda in linea con i suoi obiettivi a medio termine, che includono il raddoppio del volume di vendite e della redditività registrati alla fine del 2025, entro l'esercizio 2030. Tra cinque anni, quindi, Tendam prevede di portare il suo fatturato a circa 2.900 milioni di euro e il suo utile netto a circa 220 milioni di euro.

In sintesi
  • Tendam raddoppierà vendite e utili entro il 2030, con l'obiettivo di raggiungere 2,9 miliardi di euro di fatturato e 220 milioni di euro di utile netto.
  • L'azienda prevede di investire 100 milioni di euro nel 2026 per promuovere il suo piano strategico, raddoppiando gli investimenti degli anni precedenti.
  • Tendam punta a espandere la sua rete di negozi fisici a 2.500 entro il 2030, con un focus sulla vendita diretta e il possibile riacquisto di franchising.
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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