"Femminilità dissidenti": quando il Palais Galliera ripercorre gli albori di una rivoluzione commerciale
Quest'autunno, dal 26 settembre 2026 al 14 febbraio 2027, il Palais Galliera presenta la mostra "Un guardaroba per sé. Femminilità dissidenti nel XIX secolo". Questo evento mette in luce un importante fenomeno storico: l'appropriazione dei codici di abbigliamento maschili da parte delle donne del XIX secolo.
Un'esplorazione degli archivi di abbigliamento e fotografici
Concepita come una risposta agli approcci spesso normativi della moda femminile, la retrospettiva riunisce quasi 500 opere (tra cui la quasi totalità del guardaroba della pittrice Rosa Bonheur). Il percorso svela la crescente adozione di elementi del guardaroba maschile attraverso pezzi d'archivio come i costumi da amazzone, i pantaloni, i tailleur, le cravatte e i cilindri.
Per contestualizzare queste silhouette, il museo offre una ricca selezione iconografica che comprende dipinti, manifesti di moda e 150 fotografie amatoriali inedite. Questo confronto tra abiti e archivi visivi illustra come la mascolinizzazione della moda femminile abbia messo in discussione le binarità di genere della società dell'epoca. La mostra mette così in dialogo figure storiche come Maria Antonietta, George Sand o Natalie Clifford Barney con numerose donne anonime.
Attraverso lo studio di questi archivi, il team del museo, sotto la curatela generale di Émilie Hammen, direttrice del Palais Galliera, ricorda che la moda rimane un potente strumento per ridefinire le identità e i ruoli sociali. Ma anche che l'idea di «genderless» non è un'invenzione contemporanea, ma l'eredità diretta di queste donne del XIX secolo.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.
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