Ecco la prima collezione di John Galliano per Zara: l'apoteosi del "fast couture"
Madrid – Godetevela, ma prendete carta e penna perché state, stiamo, per addentrarci nell'intricato mondo dell'alta sartoria, dei suoi modelli e delle sue silhouette, ma anche di codici che, come quelli di qualsiasi disciplina, si allontanano da quelli che il comune mortale maneggia abitualmente. Un viaggio a cui ci invita la prima, e attesissima, collezione disegnata per Zara da John Galliano.
Era a questo proposito, circa due anni fa, a settembre, quando, come ultimo punto di una tendenza che avevamo già percepito come più che latente all'interno di Zara, noi di FashionUnited abbiamo messo in luce come la principale catena del gruppo Inditex avesse finito per decretare quella che allora battezzammo la nascita del "fast couture". Un'evoluzione del concetto di "fast fashion" —dalla sua concezione come modello che mira a democratizzare la moda e il design— verso i codici, le sensibilità e i processi più tipici dell'alta sartoria, o "haute couture", che era chiaro avesse iniziato a radicarsi all'interno della multinazionale spagnola della moda, così come, d'altra parte, si cominciava a percepire in varia misura tra le altre grandi catene di moda di massa del settore, e per la quale, in ogni caso, Zara ha ora raggiunto il suo culmine con "Re{form} Zara Vol. 1". Nome con cui è stata presentata la prima collezione disegnata per Zara dallo stilista John Galliano, ex direttore creativo di Givenchy, Dior e Margiela, nell'ambito dell'accordo di collaborazione creativa che il marchio e lo stilista manterranno per un periodo di almeno due anni, come annunciato lo scorso marzo.
Seguendo le tempistiche annunciate all'epoca e aggiornate pochi giorni fa dalla direzione della catena, come avevamo anticipato su FashionUnited all'inizio di questa settimana, dopo una lunga e trepidante attesa, il primo ottobre è stata la data scelta per il lancio di questa prima collezione di Zara disegnata da John Galliano. Una proposta che, in linea con le aspettative per una collezione di tale importanza, sarà presentata ufficialmente con una "installazione ed esperienza" effimera organizzata dalla catena a Parigi, in concomitanza con le celebrazioni dell'attuale edizione della settimana della moda di Parigi. Una passerella che, quindi, come già sottolineavamo all'inizio della settimana, Zara, Inditex e lo stesso Galliano hanno deciso di controprogrammare con un'attivazione effimera che potrà essere visitata dal primo al prossimo 6 ottobre, dalle 11 alle 20, al numero 70 di rue des Archives a Parigi. Una visita accessibile su appuntamento, prenotabile dal sito ufficiale di Zara, dove si potranno scoprire nel dettaglio, e dal vivo, tutti i capi di abbigliamento e gli accessori di questa collezione, disegnata da John Galliano a partire dal suo immaginario di "rivoluzionarie francesi" e da tutte le tecniche apprese durante i suoi lunghi anni alla guida di case di Alta Sartoria, partendo da pezzi provenienti dagli archivi di Zara.
"Re{form} Zara è un atto di rivoluzione, ricostruzione e rinnovamento: una collaborazione creativa tra il couturier John Galliano e Zara", dalla cui prima consegna si "apre un dialogo tra il creatore e gli archivi di Zara", sottolineano dalla direzione della catena di moda. "Concepita da John Galliano e costruita a partire dalla memoria di Zara", approfondiscono, "la proposta, senza distinzione di genere, parte da capi e accessori archetipici che vengono ri{form}ati attraverso tecniche proprie dell'Alta Sartoria e riprodotti in nuovi materiali". Tutto è subordinato all'intimo "dialogo tra il couturier John Galliano e i capi essenziali del guardaroba di Zara" che si è instaurato nell'ambito di questa collaborazione creativa, dalla quale lo stilista, a partire da questa prima collezione, e "intendendo i pezzi d'archivio come prototipi", spiegano, "taglia, decostruisce e ricompone spontaneamente espressioni esistenti per trasformarle in nuove". Un universo "riformato", dal quale, e "in modo istintivo, prendono vita personaggi appartenenti a un capitolo fondamentale" dell'universo creativo di Galliano: "les incroyables" e "les merveilleuses"; "i dandy e le dive ribelli della Francia post-rivoluzionaria", qui "reinterpretati con uno sguardo contemporaneo attraverso composizioni sovversive e illusorie", insieme a "nuove prospettive" e impulsi creativi, provenienti dallo "spirito borghese dell'abbigliamento da giardinaggio" e dal "glamour cinematografico del film noir".
Le tecniche dell'alta sartoria al servizio di Zara
Partendo da queste linee generali, tipiche di quelle che sostengono le collezioni di moda delle grandi maison del settore, si è data forma a questa prima proposta, che potremmo suddividere in due realtà: la sua parte estetica, o visiva, in cui troviamo quelle "merveilleuses" e quegli "incroyables" che, estratti direttamente dall'immaginario creativo di Galliano, non solo hanno ispirato e guidato la mano dello stilista nel dare forma alla collezione, ma le hanno anche dato vita nelle immagini della campagna; e dall'altra la sua parte formale. Una realtà, quella delle linee e dei modelli, intrinsecamente legata all'estetica, a cui Galliano ha dato forma attingendo alle sue ricche conoscenze delle tecniche più proprie dell'Alta Sartoria.
Come risultato di entrambi i processi, ci troviamo di fronte a una collezione con cui lo stilista di Gibilterra introduce nell'immaginario di Zara tecniche solitamente impiegate per la costruzione delle collezioni di alta sartoria a cui ha dato forma nel corso della sua lunga e prolifica carriera, come quella del "the flix"; una tecnica che, come ci illustra la catena, prende il nome dai libri di immagini fisse che, sfogliati rapidamente, generano l'illusione del movimento. La costruzione di un'"illusione", che nella moda si traduce nella sovrapposizione di una serie di capi per creare l'immagine di un pezzo di maggiore identità, come accade in questa prima collezione di John Galliano per Zara con, ad esempio, diversi abiti trasparenti che possono essere sovrapposti tra loro; o con un cappotto estratto dagli archivi di Zara che è stato "riformato" fino a diventare un corpetto traslucido, con dettagli in pelliccia sintetica su collo, polsini e orlo, che permette a chi lo indossa di completare il pezzo in mille modi diversi, sovrapponendolo a qualsiasi altro capo o styling.
Come seconda tecnica da evidenziare, si segnala "the shi/ft", con cui si riconfigurano capi già esistenti, modificandone dimensioni, fattura o materialità, fino a ridefinirli completamente e a identificarli in altre categorie di abbigliamento. Un processo particolarmente presente in questa collezione, dove si è concretizzato attraverso camicie dell'archivio di Zara "trasformate" in cappotti di pelle; un abito di pizzo trasformato in un colletto con jabot a balze; un maglione dell'archivio di Zara rovesciato e presentato come una stola; o dei "calzoni sans-culotte", frutto della fusione di pantaloni e shorts estratti dall'archivio della catena di moda.
A chiudere la serie delle principali tecniche al servizio di questa collezione, Zara evidenzia quella dei "deep pockets", che permette di dotare la sartoria di un "linguaggio del corpo", attraverso aggiustamenti nella struttura delle spalle, della vita o delle tasche. Una tecnica che ha fatto brillare Galliano in particolare durante il suo periodo da Margiela, e che si intravede specialmente in questa prima collezione per Zara con una serie di giacche d'archivio modificate, introducendo una serie di "gesti" nei dettagli e nei tagli che trasferiscono ai capi l'atteggiamento di sfida e le "espressioni energiche" con cui Galliano immagina i suoi "incroyables" rivoluzionari, basandosi d'altra parte su illustrazioni di quella Francia post-rivoluzionaria.
"Altre tecniche", e le loro materializzazioni, aggiungono da Zara, "includono 'in-cut-yable', un modo di intervenire sui capispalla e riformarli in redingote; 'wrapture', una combinazione di gonne, sottovesti e fodere d'archivio di Zara invertite e fuse per creare gonne a portafoglio; 'pinch-to-zoom', un metodo con cui i cappotti vengono ampliati, trasformati, bolliti e ristretti fino a raggiungere la forma desiderata; 'split fit', cardigan riformati e ristretti per creare aperture quando abbottonati; 'floating bra', abiti lingerie d'archivio di Zara tagliati per diventare reggiseni a impero con spalline fluide sulla schiena; 'plume zoom', un tessuto trattato per sembrare piume da lontano; 'la mouche volant', un ricamo ispirato alle mouches del XVIII secolo e adattato in forma di strisce tridimensionali di 'mosche volanti' su abiti e berretti; e il taglio sbieco, in cui il tessuto viene tagliato in diagonale per conferire fluidità".
Tra abiti drappeggiati, trench in vinile, cappelli di Stephen Jones e la prima borsa "con nome" di Zara (ispirata a un sacco della spazzatura)
Guardando oltre le tecniche impiegate per la costruzione dei pezzi, la collezione si presenta basata su una ricca palette cromatica che spazia dai colori più tipici del guardaroba maschile tradizionale, composto da neri, grigi, marroni, bordeaux, blu navy o bianchi, per aprirsi ad accenti di rosso e a tonalità proprie degli universi del giardinaggio e del cinema noir. Contrappunti estetici che, al di là dei modelli, si materializzano da un lato con verdi oliva, kaki, menta, marroni, dorati, azzurri pallidi, ocra e arancioni; e dall'altro, con rosa orchidea, viola, turchesi e verdi acidi.
Su questa palette di colori si scoprono i diversi capi della collezione, tra cui troviamo abiti drappeggiati realizzati in tessuti di chiffon voilant, con stampe di pizzo o con dettagli in finiture di vinile; cappotti, giacche, redingote, completi e calzoni nelle lane tradizionali del guardaroba maschile; abiti a rete con dettagli in pelliccia sintetica o con dettagli di piume in tessuto georgette; camicie di popeline; trench di lana, cotone e vinile; o giubbotti e gonne a matita in pelle. Pezzi che si completano con gli accessori che accompagnano questa prima collezione di John Galliano per Zara, tra cui una varietà di scarpe dell'archivio della catena rivisitate dallo stilista; colli alti di ispirazione romantica staccabili e cravattoni di seta; guanti di ispirazione opera in tulle e in pelle; calzini alti fino al ginocchio, a costine da portare arricciati sui talloni; una collezione di cappelli co-disegnata da Galliano e dal cappellaio Stephen Jones; o la "Tri-Chic", nome con cui è stata battezzata quella che diventa la prima borsa "con un nome" di Zara. Un design che si preannuncia controverso, ispirato a un sacco della spazzatura.
"La 'Tri-Chic' è una borsa a sacco reversibile che sovverte il linguaggio dei sacchi della spazzatura per trasferirlo nell'universo glamour delle borse", segnalano a questo proposito dalla direzione della catena. "Il suo nome fa un cenno a 'tri sélectif' —la raccolta differenziata dei rifiuti in francese—", e a un design che corrisponde a un modello di borsa "con cinghie e una chiusura a catena metallica che permettono di portarla in tre modi diversi: a mano, a spalla o come zaino". "Dotata di una grammatica gestuale, è concepita per invitare e amplificare le pose e gli atteggiamenti di chi la indossa", aggiungono, su questa prima borsa con un nome, e disegnata da Galliano per Zara. Un modello che si presenta nella sua misura grande in combinazioni di nylon nero e giallo, di nylon nero e kaki, in pelle nera e camoscio, e in pelle kaki e camoscio stampato con effetto tweed; e nella sua versione 'mini' in pelle con finiture metallizzate.
- Zara lancia "Re{form} Zara Vol. 1", la prima collezione disegnata da John Galliano, segnando il culmine della strategia "fast couture" del marchio.
- La collezione viene presentata con un'installazione effimera a Parigi durante la Settimana della Moda, offrendo un'esperienza immersiva per scoprire i pezzi.
- Galliano introduce tecniche di Alta Sartoria come "the flix", "the shi/ft" e "deep pockets", reinterpretando gli archivi di Zara sotto l'ispirazione creativa —aggiornata— dei suoi emblematici "rivoluzionari francesi", e presentando tra gli altri pezzi la prima borsa "con un nome" della catena: la "Tri-Chic".