I colossi del lusso Kering ed Lvmh uniscono le forze per la tutela idrica del bacino dell’Arno
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I principali gruppi mondiali della moda e del lusso hanno formalizzato a Firenze il lancio del Water Resilience Lab – Bacino dell’Arno, una piattaforma pubblico-privata destinata a mitigare i rischi legati a siccità, alluvioni e inquinamento lungo l'asta fluviale toscana.
L'iniziativa, presentata oggi, 2 novembre, presso Palazzo Medici Riccardi in occasione del sessantesimo anniversario dell'alluvione del 1966, vede come promotori Kering, la società di consulenza ambientale Etifor e Conservation International, con l'adesione operativa e finanziaria di Lvmh e Burberry. "Nessuna azienda o attore, indipendentemente dalle proprie dimensioni o dalla propria capacità di influenza, può affrontare da solo le sfide poste dal cambiamento climatico, dalla perdita di biodiversità e dal rischio idrico", ha sottolineato, attraverso una nota, Marie-Claire Daveu, chief sustainability and institutional affairs officer di Kering, sottolineando che "unire le forze con le istituzioni pubbliche, la comunità scientifica e i partner industriali dell'intero bacino dell'Arno non rappresenta soltanto una responsabilità nei confronti del territorio e delle sue comunità, ma anche un investimento strategico per contribuire a garantire continuità e resilienza alle nostre catene del valore".
Il progetto risponde a vulnerabilità operative e climatiche che incidono direttamente sulla continuità produttiva dei distretti manifatturieri della pelletteria, del tessile e della concia radicati nell'area. Secondo i dati presentati durante i lavori, gli eventi alluvionali che hanno colpito la Toscana nel 2023 hanno generato danni quantificati in 1,89 miliardi di euro; le proiezioni climatiche indicano inoltre che entro il 2030 l'area affronterà oltre 50 giorni all'anno di stress termico. Sul fronte nazionale, la fragilità territoriale riguarda il 94,5% dei comuni italiani esposti a rischi idrogeologici, con oltre 640.000 unità produttive situate in zone alluvionali.
"La nostra adesione al Water Resilience Lab – Bacino dell’Arno testimonia la convinzione che la tutela degli ecosistemi e il rafforzamento della resilienza agli eventi estremi richiedano un approccio territoriale radicato e collaborativo", ha commentato Hélène Valade, environment development director del Gruppo Lvmh, precisando che il piano "rispecchia pienamente le ambizioni della nostra strategia ambientale Life 360, coniugando azione collettiva, innovazione scientifica e rigenerazione degli ecosistemi".
L'architettura finanziaria e operativa della piattaforma fa leva su meccanismi di cofinanziamento pubblico-privato coordinati a livello distrettuale da enti come la Regione Toscana, la Città Metropolitana di Firenze, l’Associazione nazionale bonifiche irrigazioni miglioramenti fondiari (Anbi Toscana) e l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci Toscana). A livello corporate, il veicolo include ulteriori partner finanziari e operativi come Assicurazioni Generali, Kone, Mosaiq Group, Italpreziosi e Giardini di Toscana, affiancati dall'organizzazione di settore Global fashion agenda.