• Home
  • News
  • Moda
  • I numeri chiave del made in Italy e le potenzialità delle imprese italiane

I numeri chiave del made in Italy e le potenzialità delle imprese italiane

La carta d’identità del Made in Italy si può sintetizzare in cinque numeri chiave: diecimila, mille, cento, dieci, uno. Ammontano a poco più di diecimila le medie
e grandi imprese manifatturiere italiane esportatrici,
che coprono oltre l’85% dell’export; sono circa mille i prodotti italiani nei primi tre posti al mondo per surplus con l’estero e sono circa mille
i marchi storici del made in Italy; l’Italia conta più di cento prodotti con surplus commerciali superiori ai 500 milioni di dollari; la concentrazione dell’export manifatturiero a livello delle prime dieci imprese è inferiore in Italia a quella di tutti gli altri Paesi, con una più ampia diversificazione del rischio e, infine, l’Italia è il Paese numero uno nel G20 e tra i primi in assoluto al mondo per più alta diversificazione dei prodotti esportati, anche in questo caso con una più ampia diversificazione del rischio. Questo l'identikit del made in Italy, tracciato dal report "Le nuove sfide del made in Italy", presentato eri a Roma, al Mimit.

L’Italia consolida il proprio posizionamento tra i principali esportatori mondiali, affiancando il Giappone al quarto posto

Lo studio è stato elaborato dal Mimit e coordinato dal vicepresidente e direttore della Fondazione Edison, Marco Fortis, tra i principali studiosi dell’economia industriale italiana, in vista della Giornata nazionale del made in Italy del 15 aprile.

Il rapporto, illustrato dal senatore Adolfo Urso, analizza la capacità dell’economia italiana di reagire allo scenario post-pandemico e alla crescente instabilità globale, segnata da tensioni geopolitiche, conflitti e criticità nelle catene di approvvigionamento.

In questo contesto, l’Italia consolida il proprio posizionamento tra i principali esportatori mondiali, affiancando il Giappone al quarto posto, con un surplus commerciale di 122 miliardi di dollari, terzo al mondo dopo Cina e Germania, e una crescita degli investimenti esteri pari al 20% negli ultimi tre anni.

La resilienza del sistema produttivo si manifesta sia nei comparti delle “cinque A”: alimentazione, abbigliamento, arredo, auto e automazione

“Questo rapporto, realizzato dal Mimit in vista della prossima Giornata Nazionale del Made in Italy, vuole essere un punto di partenza per un confronto sulle potenzialità e le sfide del nostro sistema produttivo. La sua forza risiede nella diversificazione delle produzioni di eccellenza e dei mercati, che ha consentito all’Italia, anche nel difficile contesto del 2025, di affiancare il Giappone tra i principali esportatori mondiali e di registrare una crescita degli investimenti esteri di quasi il 20%. Oggi dobbiamo affrontare nuove criticità legate al quadro geopolitico, a partire dalle tensioni nel Golfo Persico, con la consapevolezza dei punti di forza ma anche dei nodi strutturali ancora aperti, tra cui il costo dell’energia, che continua a penalizzare le imprese”, ha sottolineato, attraverso una nota, il ministro delle Imprese e del made in Italy, senatore Adolfo Urso.

“Il lavoro che abbiamo realizzato evidenzia come, nonostante le difficoltà del 2025 con i dazi americani, l'export italiano abbia tenuto e, anzi, sia quello cresciuto di più in dollari tra i paesi del G7, anche rispetto alla Cina. L'Italia ha confermato da una parte i suoi punti di forza, che sono la diversificazione dei prodotti esportati e la diversificazione dei mercati, due elementi che ci permettono di ridurre i rischi sull'instabilità geopolitica, e dall'altra ha espresso una forte crescita di nuovi settori come la cantieristica, la farmaceutica, l'aerospazio, la cosmetica, che hanno affiancato la meccanica e i prodotti della moda, dell'agroalimentare e dell'arredocasa come punti di forza del nostro export”, ha aggiunto Marco Fortis.

La resilienza del sistema produttivo si manifesta sia nei comparti tradizionali delle “cinque A”, ovvero alimentazione, abbigliamento, arredo, auto e automazione, sia nei settori ad alto contenuto tecnologico, dalla farmaceutica alla space economy, dalla blue economy alla difesa, fino all’industria culturale.


OPPURE ACCEDI CON
Adolfo Urso
Export
Made in Italy
Mimit
Tessile Abbigliamento