Inditex inizia la stagione mostrando i muscoli: da Marcos Fecchino a Zoo York, Leomie Anderson e Luca Guadagnino
Madrid – Questo mercoledì, 9 settembre 2026, la multinazionale spagnola della moda, il gruppo Inditex, presenterà i risultati registrati alla chiusura del primo semestre dell'anno. Periodo compreso tra il primo febbraio e il 31 luglio di questo 2026, di cui darà conto mentre si prepara ad affrontare la seconda metà dell'esercizio. La fase dell'anno più importante, in termini economici, per l'azienda, e un ciclo che non hanno esitato ad aprire mostrando i muscoli, ed evidenziando il loro sempre più potente e illimitato potere di richiamo.
Lasciando così da parte, momentaneamente e solo per due giorni, l'analisi puramente economica sull'andamento dell'azienda spagnola, ci concentriamo ora sulle iniziative che l'azienda ha messo in atto, sotto l'egida di ciascuna delle sue otto catene di moda in portafoglio, proprio per iniziare a spianare la strada a una buona performance nel secondo semestre dell'anno. Un periodo, come accennato all'inizio, particolarmente strategico per la multinazionale spagnola della moda, dato che è, e storicamente si conferma, il periodo dell'anno con il maggior fatturato per Inditex. Fatto che possiamo illustrare sottolineando come, durante l'ultimo esercizio completo del 2025, l'azienda abbia raggiunto un fatturato nel primo semestre di circa 18.537 milioni di euro (+1,62 per cento su base annua), rispetto ai 21.507 milioni di euro fatturati nel secondo semestre (+4,57 per cento).
In questo contesto, non possiamo non notare come, e non a caso, la presentazione dei risultati del primo semestre che Inditex effettuerà questo 9 settembre avverrà, ancora una volta e come di consueto, in piena “rentrée” e inizio di stagione, dopo la “pausa” estiva. Un “impasse” di cui la multinazionale spagnola della moda si serve per dilatare i tempi di presentazione di questi conti, bilanci che, essendo i primi dettagliati dell'anno, finiscono per essere presentati accompagnati e rafforzati dalle molteplici iniziative che l'azienda si appresta a lanciare, guardando già al secondo semestre. Attivazioni che quest'anno stanno raggiungendo il loro culmine, sia per numero che soprattutto per valore strategico, e sulle quali ci concentriamo ora, analizzando le principali che sono state e saranno lanciate in questo inizio di stagione da ciascuna delle otto diverse catene di moda che compongono il portafoglio di marchi di Inditex.
Oysho: più sport e un nuovo concept di negozio
Seguendo per questa rassegna un ordine inverso, dal minore al maggiore, rispetto al volume di fatturato alla chiusura dell'ultimo anno fiscale completo di Inditex, iniziamo da Oysho. Il marchio di moda sportiva del gruppo, per ora almeno esclusivamente femminile, e la catena di cui abbiamo già parlato in dettaglio su FashionUnited nel corso di queste prime settimane della nuova “stagione” inaugurata dalla multinazionale spagnola della moda. Una fase che per Oysho è segnata dal suo debutto come “presenting & apparel partner” ufficiale del torneo Comunidad de Madrid Premier Padel P1 by Oysho, competizione che si è svolta dal 29 agosto fino a questo 6 settembre a Madrid, evidenziando come in questo caso la catena mantenga l'obiettivo di rafforzare la sua presenza in eventi sportivi di primo livello. Nel caso del padel, fungendo anche da sponsor di giocatrici come Sofia Araújo, Paula Josemaría, Martina Calvo, Alejandra Alonso, Carmen Goenaga o Raquel Eugenio, presenti proprio in questa competizione. Il tutto, mentre la catena ha inoltre inaugurato una nuova fase di sviluppo come marchio di moda sportiva, un nuovo capitolo già ufficializzato con la presentazione, la scorsa settimana, della sua nuova immagine commerciale e del suo nuovo concept di negozio.
Massimo Dutti: dalla Danimarca a New York, passando per Venezia
Nel caso di Massimo Dutti, sono di particolare interesse le iniziative che il marchio di moda “premium” di Inditex ha lanciato, diciamolo chiaramente, guardando direttamente ai nuovi mercati in cui sta entrando o in cui intende continuare a rafforzare la propria presenza e impronta commerciale. A questo proposito, è importante sottolineare come già durante l'estate la catena abbia rafforzato la sua presenza e la sua visibilità in Corea del Sud, con l'apertura del suo primo negozio su strada in tutto il Paese; o come, dopo l'inaugurazione il 2 luglio del suo primo negozio in Danimarca, la catena abbia lanciato nel Paese un'iniziativa immersiva su cultura e patrimonio con la rinomata piattaforma femminista Hurs, con cui hanno già collaborato la casa editrice Phaidon e altri marchi come Chanel, Nike, Jil Sander o Armani. Un'attivazione con cui Massimo Dutti ha iniziato a dare profondità e valore alla propria immagine di marca nel mercato danese, e anche a livello internazionale, tra una parte così significativa del suo pubblico come quello femminile.
Mentre per il pubblico maschile, è degna di nota la campagna che la catena ha lanciato proprio per dare il benvenuto a settembre, con protagonista Marcos Fecchino. Una campagna scattata a Venezia, ma che ha come protagonista il noto modello, produttore e direttore creativo argentino, residente a New York, e una delle voci più influenti e rispettate della scena della moda della Grande Mela, nel suo ruolo di fondatore e direttore creativo dell'agenzia creativa MF Studio. Agenzia che ha sviluppato campagne e lavori per marchi come JW Anderson, Loewe, Isabel Marant o Versace, e per testate come Vogue, Gq o la francese Purple, e con il cui fondatore Massimo Dutti stringe legami in questa apertura della stagione 2026/2027, mentre — e questo è l'aspetto più rilevante — la catena si prepara a sbarcare a New York con l'apertura di un negozio a Soho. Il primo che avrà nella Grande Mela dopo il ripiegamento in tutto il Paese che la catena ha iniziato nel 2019, e che si è tradotto nella chiusura di tutti i suoi negozi e nella successiva attuazione di una rinnovata roadmap per il Paese, che ha iniziato a essere implementata con l'apertura del suo nuovo primo negozio negli Stati Uniti, a novembre 2024 a Miami. Un piano che sarà rafforzato quest'anno con, almeno, un nuovo negozio a Miami e un primo negozio a New York, una scena retail che Massimo Dutti sembra aver iniziato a spianare da Venezia, per mano di Fecchino.
Pull&Bear: con Disney e la Formula 1
Con lo sguardo fisso e sostenuto sul linguaggio con cui sembrano saper giocare particolarmente bene con le nuove generazioni di consumatori marchi oggi così in voga come Yuxus, Nude Project, Eme Studios, Cold Culture o Scuffers, Pull&Bear, la catena di moda giovane con il minor fatturato di Inditex, ha aperto la stagione lanciando la sua prima collezione in collaborazione con Disney e la Formula 1. Una collaborazione a tre, tra due mondi apparentemente così distanti come quelli rappresentati dalla fabbrica Disney e dall'universo della Formula 1, e che include inoltre t-shirt esclusive dedicate alle gare del Gran Premio d'Italia e a quello del Gran Premio di Spagna del 2026, il primo che si terrà a Madrid, sul suo nuovo circuito cittadino “Madring”. Una proposta con cui il marchio mette in evidenza il suo profilo di brand internazionale, con la capacità di siglare partnership collaborative globali, dalle quali rivolgersi contemporaneamente a comunità internazionali e a un pubblico di nicchia come quello degli amanti della Formula 1 in Italia e in Spagna.
Stradivarius: silenzio complice
Se lo stile delle collaborazioni dei nuovi marchi di moda emergenti sembra essere ciò che muove attualmente Pull&Bear, l'altro suo versante, quello del silenzio, della ricerca dell'anonimato e del voler giocare ai margini dell'“underground” e al di fuori degli schemi prestabiliti dall'industria stessa, sembra essere il profilo con cui Stradivarius ha deciso di continuare a operare sul mercato. La terza catena di Inditex per fatturato, che ha aperto la stagione proclamando nuovamente il suo “silenzio complice” verso il suo pubblico; un silenzio carico di valore e significato. In particolare, quello di cercare di attrarre quelle ragazze — la catena è, insieme a Oysho, l'unica dell'universo Inditex a disporre di un'offerta limitata ed esclusiva per il pubblico femminile — che cercano di sentirsi alla moda e vestire all'ultima tendenza, senza sentire di partecipare al modello di business di un grande conglomerato della moda.
Un gioco di equilibri complicatissimo per un'azienda come Inditex, ma che Stradivarius sembra saper giocare, almeno a giudicare dalla sua buona performance di fatturato, allontanandosi dal modello delle collaborazioni e dai nomi delle grandi figure del settore, per concentrarsi su influencer e sulla realizzazione di azioni di brand immersive ed esperienziali, attraverso la sua iniziativa “The Collective”. Nel suo caso, inoltre, tutto questo è arricchito da contenuti sui social media dai quali, effettivamente, la catena trasmette la stessa immagine di marca dei principali brand di moda emergenti, con scene che ci invitano persino a scoprire parte delle sue operazioni interne, come lo sballaggio e la sistemazione in negozio di alcune delle sue ultime novità.
Bershka: con Marina Sena e Zoo York
Per Bershka, la più grande catena di Inditex per volume d'affari, seconda solo all'“universo Zara”, l'inizio di questa stagione è segnato da due nomi propri: quello dell'artista brasiliana Marina Sena e quello del marchio di moda urbana statunitense Zoo York. Due nomi che sono protagonisti delle principali iniziative lanciate in questa “rentrée” dalla catena di moda, a livello globale, ma ancora una volta con un focus su due Paesi molto specifici: il Brasile, un nuovo mercato in cui Bershka è sbarcata a metà marzo con un primo negozio in Brasile, nel centro commerciale Morumbi Shopping di San Paolo, e in cui ha già aperto il suo secondo negozio, inaugurato nel centro commerciale Barra Shopping di Rio de Janeiro lo scorso 27 agosto; e gli Stati Uniti, Paese in cui Bershka è approdata all'inizio di agosto, e in cui Inditex punta ad aprire quest'anno un totale di due negozi della catena, entrambi a Miami.
Da questa relazione diretta tra l'arrivo in nuovi mercati e nuove iniziative, emerge uno schema chiaro di come Bershka stia cercando di consolidare il suo ingresso in nuovi Paesi, attraverso una serie di iniziative diverse con cui aspira chiaramente a guadagnare capillarità, attrarre il pubblico locale e presentarsi come un attore di peso per la proiezione di ogni tipo di agente e profilo diverso, su scala globale. Una strategia ben definita, nei suoi modi, ambizioni e contributi, che in questo inizio di stagione si sta concretizzando, nel caso del Brasile, con una collaborazione con l'artista Marina Sena, presentata come “una delle artiste più importanti del panorama musicale brasiliano”, intrapresa sotto l'egida dell'iniziativa “Bershka Music”, e che si è materializzata nel lancio di un brano esclusivo della cantante, “Taiobeiras”, creato per il lancio di una collezione capsule “Marina Sena” dalle linee “boho”. Mentre per il caso degli Stati Uniti, Bershka ha iniziato a proiettarsi e a cercare di guadagnare quote di mercato, sviluppando una collezione capsule — anch'essa di portata globale — con il marchio newyorkese Zoo York, descritto come “uno dei brand più iconici della cultura skate di New York”.
Lefties: ingresso nel Regno Unito e campagna con Leomie Anderson
Come già evidenziato da FashionUnited nell'articolo, pubblicato il primo settembre, dedicato esclusivamente a Lefties e al suo sbarco nel Regno Unito, questa “rentrée” del 2026 è segnata per la catena dal suo nuovo, e per ora ultimo, salto a livello internazionale, con il suo ingresso nel mercato britannico con un primo negozio nel centro commerciale Liverpool One di Liverpool. Un'apertura che la catena di moda “familiare” di Inditex ha realizzato accompagnata da una campagna con protagonista la modella e presentatrice britannica Leomie Anderson, dalla quale si proietta l'immagine di un marchio di moda connesso con il pubblico locale, e dal quale, attraverso iniziative e attivazioni come questa, non esiteranno a cercare di conquistare, sedurre e risvegliare l'interesse delle diverse comunità locali nei mercati in cui operano.
Zara e Zara Home: con 0fr. Paris, Luca Guadagnino e Stefano Baisi (in attesa della prima collezione di Galliano)
Entrando infine nel cuore di Inditex e dell'universo “Zara” stesso — va ricordato che Lefties attualmente integra ancora il suo modello di business e le sue strutture nell'appendice di Zara nei conti del gruppo — ci concentriamo ora su Zara Home, la catena di articoli per la casa della multinazionale spagnola della moda, e su Zara, la sua ammiraglia e principale catena per volume di fatturato. Due marchi dai quali, al di là di nuove inaugurazioni e aperture, come quelle realizzate nelle ultime settimane dal Messico alla Corea del Sud, Inditex sta mettendo in particolare evidenza il suo potere di richiamo e il suo peso come gigante dell'industria della moda, con la capacità di realizzare progetti di alto valore e impatto in diverse parti del mondo. Progetti dai quali, inoltre, si proiettano come custodi e sostenitori del “savoir-faire” europeo.
Questo è esattamente ciò che hanno dimostrato in questo inizio di stagione con la collaborazione di Zara Home con la libreria e galleria d'arte parigina 0fr. Paris, con il lancio di una collezione di quaderni, astucci e pezzi di design, e con lo studio di design floreale berlinese Studio Mary Lennox, con il lancio di vasi, piedistalli, vassoi e utensili floreali. Mentre per Zara, e in attesa del lancio — previsto per la fine del mese — della prima collezione per il marchio disegnata da John Galliano, l'inizio della stagione è caratterizzato dal lancio delle sue nuove collezioni stagionali, tra cui la nuova collezione uomo della linea “Into the Process”, con scarpe e borse in pelle; e da lanci singolari come la collaborazione tra Athleticz — la linea di moda sportiva maschile di Zara — e il marchio Ridar, brand sudcoreano specializzato in prodotti per il running — di nuovo una collaborazione intrapresa al “calore” delle strategie di espansione di un marchio Inditex nel mercato nativo del suo co-protagonista —; o con la stessa 0fr. Paris, la cui partnership con Zara include il lancio di una collezione di prodotti sia per Zara Home, sia per le linee di moda della catena Woman, Man e Kids.
Seguendo questa dinamica, e sempre alle porte della prossima presentazione dei risultati, Inditex ha voluto mostrare i muscoli a un pubblico particolarmente rilevante per i suoi interessi come gruppo multinazionale, come quello che si riunisce davanti alle pagine del britannico Financial Times. Uno dei giornali economici e finanziari più prestigiosi e influenti del mondo, al quale sono state anticipate le prime immagini della collezione collaborativa che la coppia di creativi formata dal rinomato regista italiano Luca Guadagnino e dall'architetto e designer industriale italiano Stefano Baisi ha disegnato per Zara. Un tandem creativo che ha lavorato fianco a fianco sia davanti che dietro le quinte, in questo caso dallo studio di interior design e architettura Studio Luca Guadagnino, e che si è incaricato di sviluppare per la catena un'attesissima collezione di pezzi di design, mobili, articoli per la tavola... e capi di abbigliamento e accessori. Una proposta composta, anticipa il media britannico, da circa 65 articoli per la casa, dai bicchieri ai divani, e circa 75 pezzi di abbigliamento e accessori che, tra riferimenti all'opera di Gio Ponti, Lina Bo Bardi o Ettore Sottsass, sarà presentata in concomitanza con la prossima edizione della Settimana della Moda di Milano, che si terrà nel capoluogo lombardo dal 22 al 28 settembre.
- Inditex si prepara per il secondo semestre del 2026, il periodo di maggior fatturato, con una serie di iniziative strategiche per tutti i suoi marchi.
- I marchi di Inditex stanno implementando diverse strategie, che vanno dal potenziamento sportivo di Oysho e l'espansione internazionale di Massimo Dutti, allo sviluppo di collaborazioni strategiche per Bershka e Pull&Bear, fino al rafforzamento dello spirito "silenzioso" di Stradivarius.
- In attesa della prima collezione di John Galliano per Zara, Zara e Zara Home stanno dimostrando in particolare il crescente potere di richiamo del gruppo con collaborazioni di alto profilo, tra cui 0fr. Paris, Studio Mary Lennox e un'attesa collezione capsule di Luca Guadagnino e Stefano Baisi.
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