Marta Ortega (Inditex): “Non vogliamo cambiare l'essenza di Zara”
Madrid – A suggellare la già strettissima relazione tra il gruppo Inditex e la rivista Vogue, la principale testata di moda del gruppo editoriale Condé Nast, Marta Ortega, presidente non esecutivo del consiglio di amministrazione della multinazionale spagnola, è la protagonista di uno dei principali reportage del numero di settembre della rivista. Un articolo in cui si affrontano alcune delle questioni più attuali riguardanti l'azienda e la sua principale catena di moda, insieme a profili come quelli di Pieter Mulier, John Galliano, Pierpaolo Piccioli o Óscar García Maceiras, amministratore delegato di Inditex.
Firmato da Gaby Wood e arricchito dalle fotografie di Marta Ortega scattate dalla fotografa statunitense Annie Leibovitz, protagonista dell'ultima mostra invernale della Fondazione Marta Ortega Pérez, nei giardini della sua casa a La Coruña e nella sede centrale di Inditex, il reportage si sviluppa con un tono, per così dire, particolarmente edulcorato e compiacente. Un aspetto che, tuttavia, non toglie interesse a una pubblicazione che, come sottolineano da Condé Nast, fa parte del numero di settembre dell'edizione spagnola di Vogue in vendita da oggi, ma che avrà anche una portata globale e potrà essere letta in diverse edizioni della testata di moda in tutto il mondo.
Intrecciando contenuti aziendali e sulla performance di Inditex nell'ultimo anno fiscale con aspetti legati alla vita più intima e privata della sua presidente non esecutivo, questa combinazione rende difficile, di primo acchito, comprendere appieno le intenzioni dietro la pubblicazione di questo reportage. Un pezzo che, in definitiva, contribuisce a delineare e promuovere l'immagine pubblica di Marta Ortega, ma che, in ogni caso, vede la luce alle porte di quella che si preannuncia come una delle più grandi nuove pietre miliari nella storia recente di Inditex e di Zara: il prossimo lancio — previsto per la fine di questo mese di settembre — della prima collezione di John Galliano per la catena di moda. Una proposta che, con questo reportage, Marta Ortega sembra non solo voler promuovere, ma anche inserire in un contesto più ampio, permettendo al contempo ai lettori di Vogue di avvicinarsi e conoscere più da vicino aspetti intimi della sua vita, come il cambiamento del suo rapporto con l'equitazione dopo essere diventata madre, o come ha conosciuto e qual è la dinamica di coppia con il suo secondo marito, Carlos Torretta. Il tutto, in una pubblicazione che include le voci di Pieter Mulier, attuale direttore creativo di Versace; della top model degli anni '90 Linda Evangelista; di Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Balenciaga; e dello stesso John Galliano, di nuovo al centro dell'attenzione dopo la sua nomina a collaboratore di Zara e protagonista della prossima mostra di primavera del MET.
“Meno dell'1 per cento del prodotto rimane invenduto”
Iniziando, come non poteva essere altrimenti, con le dichiarazioni rilasciate dalla stessa Marta Ortega a Vogue, una delle rarissime volte in cui la presidente di Inditex ha concesso un'intervista, come la stessa rivista non esita a sottolineare, nel corso del reportage la figlia di Amancio Ortega si esprime direttamente su questioni che spaziano dalla sua infanzia, al suo rapporto con l'equitazione, a come ha conosciuto il suo attuale marito Carlos Torretta, alla sua passione per la fotografia, a come sono stati i suoi inizi nel gruppo o come ha finito per costituire la sua fondazione MOP, fino alla visione che ha di suo padre e della moda. Questione che si completa con dichiarazioni direttamente legate a Inditex e a Zara, e ai loro modelli di business.
Partendo da queste dichiarazioni dal tono intimista, con cui si offre un'immagine più vicina e personale della presidente di Inditex, Marta Ortega parla dell'influenza della nonna materna, che “è probabilmente la persona che più mi ha segnato nella vita... Ha cresciuto otto figli. Non le è mai importato da dove venisse qualcuno o cosa facesse; l'unica cosa che le interessava era che le persone fossero lavoratrici e oneste”; del suo rapporto con il mondo dell'equitazione, che ha finito per mettere da parte quando è nata sua figlia Matilda, la prima dei due figli avuti con Carlos Torretta; e di suo padre Amancio Ortega, fondatore e massimo azionista di Inditex. Una persona che “per me è un motivo di orgoglio”. “Non pretendo di essere come mio padre, perché nessuno lo sarà mai”, sottolinea dalle pagine di Vogue la presidente di Inditex, prima di confessare: “sento di essere in un grande momento della mia vita”. “Faccio un lavoro che mi piace ogni giorno e condivido le mie giornate con professionisti incredibili”, e “poter dedicarmi a questo in una città che mi permette di stare vicino ai miei cari è un privilegio enorme”, aggiunge.
Per quanto riguarda le parole con cui ci avvicina alla realtà di Inditex e alla sua visione per l'azienda, “non credo che l'azienda sarebbe quello che è se avessimo lasciato A Coruña”, osserva Marta Ortega, prima di sottolineare come “non abbiamo molte cariche” e, sebbene “siamo un'azienda enorme”, questione indubitabile, “dall'interno non si percepisce così. Alla fine, formiamo una grande famiglia e credo che la magia stia proprio in questo”, sostiene la presidente del consiglio di amministrazione del gruppo spagnolo. Azienda di cui evidenzia anche come “il nostro modello è completamente orientato alla domanda”. “La chiave sta nel mantenere un livello di stock estremamente ridotto e ridurre al minimo le eccedenze”, e da qui il fatto che “meno dell'1 per cento del prodotto rimane invenduto”, difende. Con questo obiettivo, “non realizziamo grandi produzioni che non funzionano e che poi devono essere stoccate in un magazzino”, e “anche se c'è chi insiste nel definirlo 'fast fashion', il modello di business che gestiamo è probabilmente la cosa più sostenibile che abbiamo”, sostiene.
Come parte e bandiera di queste dinamiche si trova Zara, il fiore all'occhiello del gigante spagnolo della moda, e catena sulla quale Marta Ortega ha voluto esprimersi in modo particolare in questa pubblicazione per Vogue. Parole che in questo caso sembrano arrivare per contestualizzare la strategia di elevazione del marchio, perseguita con decisione fin dall'ingresso di Marta Ortega come presidente non esecutivo del Consiglio di Amministrazione di Inditex, il primo aprile 2022; una strategia che ha suscitato pubblicamente commenti contrastanti tra i clienti abituali di Zara, un pubblico di fronte al quale la figlia di Amancio Ortega ha voluto essere chiara, avvertendo che “siamo molto lontani dal voler essere un marchio di lusso”. “Le case di lusso fanno un lavoro ammirevole e ispirano moltissimo tutti noi, ma non vogliamo cambiare l'essenza di Zara”, ribadisce Marta Ortega. “Il nostro obiettivo è offrire un prodotto ben fatto che raggiunga il maggior numero di persone possibile”, perché “le cose belle e ben disegnate non dovrebbero essere riservate solo a pochi”, aggiunge nell'intervista a questo proposito.
Con dichiarazioni di Pieter Mulier, Pierpaolo Piccioli e John Galliano
Completano l'articolo, dal lato aziendale di Inditex, e con una presenza chiaramente più defilata, le dichiarazioni dello stesso Carlos Torretta, secondo e attuale marito di Marta Ortega, che ricopre il ruolo di direttore della comunicazione di Zara, e di Óscar García Maceiras, amministratore delegato di Inditex, di cui si riportano solo alcuni commenti senza virgolette; mentre dall'“universo moda” vicino a Inditex e alla sua presidente, si aggiungono le dichiarazioni di Pieter Mulier, direttore creativo di Versace; della modella Linda Evangelista; di Karl Templer, direttore creativo di Zara; di Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Balenciaga; del fotografo David Sims, il cui lavoro sarà protagonista della prossima mostra invernale della Fondazione MOP; e di quel John Galliano che si appresta a debuttare come “collaboratore creativo” di Zara. Un ruolo che, come svela in questa pubblicazione, all'inizio era molto riluttante ad accettare.
Dopo aver ricordato in questo senso che il suo compito si concentrerà principalmente su una “rilettura” dell'archivio di Zara, e aver confessato che quando ricevette la proposta da Inditex la sua risposta fu un netto e categorico rifiuto, Galliano racconta di essere rimasto “sbalordito” quando visitò per la prima volta la sede di Inditex ad Arteixo nel marzo 2025 per tenere una delle consuete conferenze che l'azienda organizza per i team della sua sede centrale. “Mi è sembrato un dispiegamento degno di un film di James Bond, davvero, la quantità di prodotto che movimentano in tutto il pianeta... È stato come dire: 'Wow, ho lavorato nel prêt-à-porter, tesoro, ma questo è incredibile!'”, commenta riguardo a quella prima visita che ha portato alla sua assunzione, per un periodo iniziale di almeno due anni, come collaboratore creativo di Zara. Un incarico su cui Galliano ha offerto anche qualche dettaglio, avvertendo che “ci sono un paio di tessuti che usiamo tutti noi couturier”, come “la mussola di seta e l'organza”, ma riguardo ai quali “mi hanno detto: 'Ah, no, quelli non puoi usarli perché sono altamente infiammabili. Al loro posto, puoi usare quest'altro'. Pensano a tutto”.
Dal punto di vista di Marta Ortega, e alla luce delle dichiarazioni rilasciate in questa intervista a Vogue, poter contare su Galliano come collaboratore creativo per Zara si presenta come un sogno personale più che realizzato, considerando che “il designer che ho sempre ammirato di più è John Galliano, e ho la fortuna di lavorare con lui”, confessa. Parole di ammirazione che dedica anche ad altre grandi figure dell'universo della moda attuale, destacando a questo proposito “Phoebe Philo, ovviamente”, o come “Sarah Burton sta facendo un lavoro favoloso”. “Sono sempre stata una fan incondizionata della signora Prada”, aggiunge, prima di menzionare profili come quelli di “Willy Chavarria, Matthieu Blazy” e “Jonathan Anderson”, protagonista per alcune ore di un forte rumor — già smentito dal designer nordirlandese — che lo indicava come potenziale nuovo collaboratore di Zara. Parole che, in ogni caso, Marta Ortega dedica a tutti loro in uno dei momenti più interessanti di questa intervista per Vogue, in cui, interrogata su come il gruppo affronti i diritti di proprietà intellettuale nel mondo della moda, risponde che “la moda è un linguaggio condiviso”. “Il modo in cui lo parli è ciò che fa la differenza tra le persone”, ma in ogni caso “provo un rispetto assoluto per il lavoro dei designer: sono cliente e ammiratrice di molti di loro”, avverte, prima di offrire la sua particolare visione su questo microcosmo attorno al quale gravitano tutte le dinamiche, le strategie e le iniziative del gruppo Inditex: “La moda è presente nella vita di milioni di persone ogni giorno. È il nostro biglietto da visita per il mondo. Canalizza un'immensa creatività e richiede un'enorme sensibilità. E può essere meravigliosa, se la facciamo bene”.