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Uno studio rivela che il mercato dell'usato non è una minaccia per i marchi della moda

Scritto da Robyn Turk

25 ott 2019

Moda

Le aziende di alta moda dovrebbero celebrare il crescente interesse dei consumatori per l’usato piuttosto che vederlo come una minaccia. Mentre case di moda come Chanel si sono espresse in maniera contraria verso rivenditori come The RealReal e What Goes around comes around, una nuova ricerca condotto da Boston Consulting Group (Bcg) in collaborazione con il rivenditore Vestaire Collective conferma che il mercato dell'usato è in realtà un modo interessante di aumentare le vendite dei marchi di lusso, aiutando nuovi segmenti di consumatori ad avvicinarsi alla moda.

Bcg e Vestaire Collective hanno intervistato oltre 1000 clienti di Vestaire Collective nel 2018 e utilizzato le risposte di 12.000 partecipanti del sondaggio Bcg del 2019 per determinare in che modo i brand di alta moda possono beneficiare dell’esplosione del mercato dell’usato.

La vendita dell'usato: un sistema di reclutamento per i marchi di alta moda

Lo studio ha stabilito che il mercato dell'usato agisce come un sistema di reclutamento per i grandi brand di lusso, in quanto incoraggia nuovi acquirenti ad avvicinarsi a queste. Il 71 per cento degli acquirenti compra articoli usati di marche che non possono permettersi a prezzo pieno. Bcg e Vestaire Collective hanno concluso quindi che questi dati dimostrano che il mercato dell’usato può servire come tramite tra i marchi d’alta moda e nuovi consumatori che saranno loro primari clienti in futuro, quando il potere d'acquisto degli stessi aumenterà.

Allo stesso modo, il 62 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver acquistato un primo capo di lusso come usato e quasi tutti hanno confermato di voler comprare di nuovo capi dello stesso brand. Il 57 per cento degli acquirenti acquisterebbero un capo di un marchio d’alta moda nuovo.

I retailer di seconda mano sono acquirenti di prima mano

“Gli acquirenti e i venditori nel mercato dell'usato non sono gli stessi", ha affermato Olivier Abtan, amministratore delegato e partner di Bcg. "Gli acquirenti di solito non possono permettersi nuovi prodotti e il mercato dell’usato è il loro modo di farsi strada nel mondo delle grandi firme. I venditori di seconda mano, invece, sono di solito acquirenti di beni di lusso tradizionali. Vendono per reinvestire in nuovi prodotti a prezzo pieno."

I consumatori rivendono quindi articoli di lusso per poter reinvestire in nuovi capi, poiché come osservato da Vestaire Collective, non è loro abitudine acquistare articoli di seconda mano.

Pertanto, lo studio dimostra che i marchi d’alta moda dovrebbero supportare il mercato dell’usato in quanto incoraggia gli attuali clienti a fare più acquisti. Il 44 per cento dei venditori ha detto che grazie al mercato dell’usato, acquistano ora articoli di lusso più costosi.

L'usato è un ottimo modo per aumentare la sostenibilità

La vendita di moda usata è diventata quasi sinonimo di sostenibilità e sempre più aziende mirano a creare soluzioni per ridurre l’elevata quantità di abbigliamento sprecato. L'opzione di vendere capi usati a un nuovo proprietario estende la vita di questi articoli e questo rappresenta un fattore importante per i consumatori più giovani che si preoccupano per l’impatto sociale e ambientale dei loro acquisti.

Bcg e Vestaire Collective lo confermarono come millennial e Gen-Z gli acquirenti attribuiscono maggiore importanza sull’impatto dei loro acquisti rispetto alle generazioni precedenti, infatti oltre il 70 per cento di questi mira a fare shopping eticamente. Tra questi giovani consumatori, il 57 per cento ha dichiarato che l'impatto ambientale è la preoccupazione principale.

“Il mercato dell'usato prolunga la vita dei prodotti di lusso. La maggior parte di ciò che viene venduto su queste piattaforme di seconda mano è di alta qualità, con il 62 per cento dei vestiti non indossati o appena indossati. I marchi che desiderano essere più ecologici, beneficiano di questa economia circolare" spiega Abtan.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su FashionUnited.uk e successivamente tradotto per FashionUnited.it

Immagine: Vestaire Collective

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