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Futuro oscuro per Jonathan Andic: dalla stigmatizzazione alla perdita dell'eredità e all'uscita da Mango

Il figlio del fondatore di Mango è riuscito a evitare il carcere preventivo questo martedì dopo aver depositato la cauzione di un milione di euro imposta dal giudice.
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Negozio Mango al numero 36 del Paseo de Gracia a Barcellona (Spagna). Credits: Mango.
Scritto da Jaime Martinez

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Madrid – Si prospetta un futuro oscuro per Jonathan Andic, il figlio maggiore del fondatore di Mango, Isak Andic, e attuale unico rappresentante della famiglia nel suo consiglio di amministrazione, in qualità di vicepresidente non esecutivo, dopo il suo arresto martedì 19 maggio con l'accusa di omicidio del padre. Un'imputazione, ormai definitiva, da parte di un giudice che ravvisa un "cumulo di indizi" probatori che indicherebbero la sua "partecipazione attiva e premeditata" al decesso di Isak Andic, e che può sfociare solo in due scenari: la sua stigmatizzazione, anche se dichiarato innocente; o la sua dichiarazione di colpevolezza, con la relativa pena detentiva, la perdita dell'eredità e la sua completa dissociazione da Mango.

Fornendo un ultimo aggiornamento sui fatti di ieri, dopo lo shock per la notizia dell'arresto di Jonathan Andic con l'accusa di omicidio del padre da parte dei Mossos d'Esquadra, l'un tempo promettente erede dell'uomo più ricco della Catalogna è stato trasferito, in manette, dalla sua casa alla periferia di Barcellona al Tribunale Istruttorio Numero 5 di Martorell, per testimoniare davanti al responsabile del caso, il giudice Raquel Nieto. Una deposizione, la prima davanti al giudice, che era già stata ventilata dalla fine dello scorso febbraio, sebbene allora si prevedessero forme processuali molto diverse da quelle che si sono poi verificate, prevedendo allora una semplice convocazione a testimoniare, e non un arresto da parte della polizia autonoma per il successivo trasferimento in tribunale.

In manette e scortato da cinque agenti di polizia, Andic è arrivato al tribunale di Martorell intorno alle 12 e 30 del mattino, per testimoniare davanti al giudice responsabile del caso. Durante l'udienza, secondo le informazioni anticipate da media generalisti come El País o El Mundo, Jonathan Andic ha risposto solo alle domande del suo avvocato, Cristobal Martell, a cui è seguita una breve udienza durante la quale il pubblico ministero, rappresentato da Teresa Yoldi, ha richiesto come misura cautelare la detenzione di Jonathan Andic, evitabile con cauzione. Richiesta infine accolta dal giudice, che ha disposto per il figlio maggiore di Isak Andic la detenzione, evitabile con il pagamento di una cauzione di un milione di euro. Importo che la sua difesa ha raccolto in meno di un'ora, tempo durante il quale Jonathan Andic è rimasto nelle celle di sicurezza del tribunale di Martorell. Strutture che ha infine lasciato in libertà su cauzione, con l'imposizione, come misure cautelari disposte dal giudice, della consegna del passaporto, del divieto di espatrio e dell'obbligo di comparizione settimanale in tribunale.

Dalle incongruenze nelle dichiarazioni, alle perizie tecniche sui fatti

Concentrandosi sulle argomentazioni presentate dal giudice per disporre la detenzione preventiva evitabile con cauzione per Jonathan Andic, sono cinque i principali blocchi di "indizi probatori" indicati nell'ordinanza di imputazione del responsabile del caso. Motivi tutti tratti dalle relazioni e dalle indagini che gli agenti della polizia autonoma della Catalogna hanno condotto meticolosamente dal decesso, sabato 14 dicembre 2024, di Isak Andic, e che nel loro insieme costituiscono un "cumulo di indizi" che indicano la più che probabile "partecipazione attiva e premeditata" di Jonathan Andic nella morte del padre.

A questo proposito, in primo luogo il giudice fa riferimento nell'ordinanza, secondo quanto riportato dalle informazioni anticipate dai già citati media generalisti, alle incongruenze rilevate dagli agenti durante le dichiarazioni rese da Jonathan Andic sui fatti, il 14 e 31 dicembre 2024. Tra queste, il fatto che in un primo momento avesse detto che stavano camminando insieme e che suo padre si era fermato per scattare una fotografia, momento in cui lo perse di vista e in cui avvenne la sua presunta caduta; fatti che ha modificato nella sua seconda dichiarazione per indicare che lui camminava davanti a suo padre e che non poté vedere come precipitò nel vuoto, senza più menzionare un telefono cellulare che fu trovato nella tasca di Isak Andic.

Come seconda prova, vengono presentate le visite preventive che Jonathan Andic aveva effettuato sul luogo dei fatti. Visite che il figlio del fondatore di Mango ha affermato di aver fatto circa due settimane prima del presunto incidente che costò la vita a suo padre, ma che gli agenti della polizia autonoma hanno dimostrato, attraverso la localizzazione del suo veicolo, essere avvenute il 7, 8 e 10 dicembre 2024. Una frequentazione del luogo dei fatti, in date così ravvicinate e così prossime all'evento del 14 dicembre, che ha portato gli agenti a percepire l'aggravante della premeditazione e pianificazione nel presunto reato di omicidio di Isak Andic. Sospetti che si sono riflessi nell'ordinanza di imputazione del giudice, dalla quale si evince che Jonathan Andic avrebbe cercato di "creare una situazione e circostanze concrete il più discrete possibili prima dei fatti, nello stesso momento e durante i minuti successivi alla caduta", come si desume dalle "diverse versioni e affermazioni" fornite, e "che non corrispondono alla realtà del giorno dei fatti".

In terzo luogo, ci sarebbero i punti estratti dalle diverse perizie tecniche e dall'autopsia eseguita sul corpo del fondatore di Mango. Documenti che, a mo' di conclusione, presentano in primo luogo il sospetto che Jonathan Andic abbia tentato di simulare la caduta del padre usurando le suole delle sue scarpe e tracciando a terra una "scivolata arrotondata" che poteva essere fatta solo "deliberatamente esercitando pressione sul suolo", in un'"azione di sfregamento con la suola delle scarpe da ginnastica del defunto" che non poteva essere "fortuita" e che doveva essere stata fatta "almeno quattro volte nei due sensi (avanti-indietro)". Aggiungendo a queste osservazioni, l'ordinanza afferma che inoltre "le lesioni riportate nell'autopsia" fanno escludere "praticamente che la caduta sia stata prodotto di una scivolata o di un inciampo", e che piuttosto Isak Andic sia precipitato nel vuoto "come se si fosse lanciato da uno scivolo, con i piedi in avanti", dato che il suo corpo "non presenta lesioni sui palmi delle mani", per cui "si esclude la scivolata su una pietra o la caduta in avanti".

Come quarto pilastro su cui il giudice basa la sua ordinanza di detenzione su cauzione, dalla quale inoltre viene formalmente conferita a Jonathan Andic la qualità di indagato per un presunto reato di omicidio, ci sarebbero i sospetti che gravano nuovamente su come il vicepresidente del consiglio di Mango si sia sbarazzato del telefono cellulare che portava il giorno dei fatti. Un iPhone 14 che aveva sostituito con un modello 16 Pro, e sul quale ha successivamente sostenuto che gli fosse stato rubato durante un viaggio in Ecuador, il tutto in date che "coincidono con le informazioni fornite dai media sulla riapertura del fascicolo giudiziario", a marzo 2025.

L'"ossessione per il denaro" di Jonathan Andic

In quinto e ultimo luogo, e con una menzione che facciamo a parte, ci sarebbero i sospetti, che si ritiene siano ormai fondati, derivanti dalla cattiva e radicata relazione tra padre e figlio. Tese relazioni familiari la cui origine risiederebbe in quella fase durante la quale, non con troppa fortuna, anzi tutto il contrario, Jonathan Andic finì per detenere da solo la direzione esecutiva di Mango, e che si concluse, come già raccontato in dettaglio da FashionUnited dopo il decesso di Isak Andic, con la sua destituzione e con l'ingresso di Toni Ruiz, prima come direttore finanziario, poi come direttore generale, e infine come amministratore delegato, e attualmente anche presidente del consiglio di amministrazione, di Mango. A questo proposito, nell'ordinanza si sottolinea che, a fronte della buona relazione con il padre difesa da Jonathan Andic, "dall'analisi dei messaggi di Whatsapp si dimostra il contrario", principalmente a causa dell'"ossessione di Jonathan Andic per il denaro, al punto da chiedere un'eredità in vita" a suo padre. Una richiesta che il fondatore di Mango "si vede costretto ad accettare per continuare ad avere un rapporto con suo figlio".

Sarebbe in questo contesto che si dovrebbe collocare quella ripartizione di fondi che fu concordata mentre Isak Andic era in vita, e che portò alla costituzione delle diverse società patrimoniali di ciascuno dei suoi tre figli, Jonathan, Judith e Sara Andic, di cui si è avuta notizia poche settimane dopo il decesso del fondatore di Mango. Una mossa che già allora sembrava palesare le intenzioni di Isak Andic di effettuare una qualche distribuzione del suo patrimonio, una mossa sulla quale ora l'ordinanza del giudice indica che, in primo luogo, la decisione di accettare quella ripartizione in vita di parte dell'eredità è stata propiziata dalla psicologa che stava seguendo padre e figlio; e in secondo luogo, che inoltre Isak Andic stava contemplando di modificare il suo testamento per promuovere la creazione di una fondazione per aiutare le persone bisognose. Una decisione di cui si fa constare che Jonathan Andic venne a conoscenza a metà del 2024, il che provocò un "cambiamento notevole" nel suo atteggiamento verso il padre, e le sue pretese di "riconciliarsi" con lui e di cercare di dimostrare il suo "cambiamento di atteggiamento verso il denaro". Un avvicinamento che si cerca quindi di dipingere come più che interessato, e che sarebbe avvenuto con l'unico scopo di impedire a Isak Andic di procedere alla fondazione di quella fondazione, che in ogni caso si sottolinea che suo figlio "non è arrivato a costituire" dopo la sua morte.

Con il fermo sostegno della famiglia Andic

Se una volta conosciuto l'arresto di Jonathan Andic la famiglia Andic, attraverso i suoi portavoce autorizzati, non ha esitato a manifestare pubblicamente la sua "assoluta convinzione" sull'innocenza del figlio di Isak Andic nella causa che si sta ancora indagando sulla morte del fondatore di Mango, una volta conosciuta l'ordinanza del giudice istruttore ha voluto riaffermare, e di nuovo pubblicamente, tale convinzione. Un messaggio accompagnato da una valutazione di Cristóbal Martell, principale responsabile del team legale di Jonathan Andic, dalla quale l'avvocato del vicepresidente del consiglio di Mango ha voluto porre l'accento proprio sul futuro oscuro che si profila per lui, dopo un'ordinanza dalla quale viene conferita a Jonathan Andic la qualità di indagato per una causa di omicidio che considera "inconsistente", e che "stigmatizza" il figlio di Isak Andic, anche se dovesse essere dichiarato innocente come sostengono la famiglia Andic e il suo team legale.

Così, e come ultimo comunicato finora emesso a nome della famiglia Andic, i suoi portavoce comunicano a FashionUnited che dopo aver conosciuto l'ordinanza emessa dal tribunale, "la famiglia vuole ribadire l'innocenza di Jonathan Andic". Dopo il suo riconoscimento formale come indagato in una causa per omicidio, "si apre il momento processuale opportuno per dimostrare la sua assoluta innocenza", aggiungono in linea con la posizione difesa da Cristobal Martell, responsabile del team legale di Jonathan Andic, e per il quale "l'ipotesi di omicidio è inconsistente; ma, soprattutto, è dolorosa", oltre a "stigmatizzare un uomo innocente". "Ora inizia veramente il processo", aggiunge l'avvocato, una fase durante la quale "brillerà la verità e l'innocenza" di Jonathan Andic.

Rischio di carcere e perdita dell'eredità

Se nel migliore dei casi, e nell'ipotesi di essere innocente, e che come tale venga dichiarato alla fine di tutto questo processo giudiziario che ora si apre, Jonathan Andic affronta già la pena pubblica di portare con sé per sempre uno stigma che, da una parte o dall'altra, lo indicherà come responsabile della morte di suo padre; nel peggiore dei casi, troveremmo le conseguenze a cui, come responsabile di quel presunto omicidio, dovrà far fronte. Conseguenze che, oltre a quella condanna pubblica, comporterebbero la sua privazione della libertà, la perdita dell'eredità di suo padre e, naturalmente, la sua completa dissociazione da Mango.

A questo proposito, il Codice Penale spagnolo è chiaro e nel suo articolo 138, sull'omicidio e le sue forme, stabilisce una pena detentiva da 10 a 15 anni per i reati di omicidio. Prevedendo tuttavia a questo proposito che si possa addirittura imporre la pena dell'ergastolo rivedibile, se si valutasse di presentare il presunto omicidio come un assassinio contro una persona particolarmente vulnerabile per ragioni di età, come stabilito nell'articolo 140, e tenendo conto che Isak Andic aveva 71 anni al momento del suo decesso.

Per quanto riguarda come la sua dichiarazione di colpevolezza interferirebbe con l'eredità dell'imprenditore e con il suo rapporto con Mango, iniziando da quest'ultimo, non si esclude che l'azienda, che per il momento continua a non pronunciarsi al riguardo, possa adottare una qualche misura preventiva che releghi Jonathan Andic all'interno del suo consiglio di amministrazione dopo il suo arresto di questo martedì. Una disposizione che in ogni caso deriverà dalle decisioni prese in seno alla famiglia Andic, poiché sono oggi i tre figli di Isak Andic a controllare il 95% del capitale dell'azienda, che nonostante i suoi regolamenti interni e le sue direttive, continua a essere regolata dalle norme che vigono per le imprese private non quotate.

Per quanto riguarda l'eredità, nel caso in cui fosse dichiarato colpevole dell'omicidio di suo padre, è il Codice Civile a prevedere cosa accadrebbe in un'ipotesi così desolante, principalmente attraverso i suoi articoli 756 e 761. Punti della legge dai quali si dichiara che, in primo luogo, saranno "incapaci di succedere per causa di indegnità" colui "che sia stato condannato con sentenza definitiva per aver attentato alla vita, o a una pena grave per aver causato lesioni o per aver esercitato abitualmente violenza fisica o psichica in ambito familiare al defunto", leggasi il defunto, "il suo coniuge" o "persona a cui è unito da un'analoga relazione affettiva o uno dei suoi discendenti o ascendenti". Prevedendo a questo stesso proposito che, in tal caso, se l'erede escluso per "indegnità" ad ereditare "avesse figli o discendenti, questi acquisiranno il loro diritto alla legittima". Un'annotazione che lascerebbe il figlio di Jonathan Andic con Paula Nata come potenziale erede di suo nonno, considerazione che tuttavia rimarrebbe in sospeso fino a verificare se effettivamente sia stato concepito prima o dopo il decesso di Isak Andic. Una condizione, quella di essere stato concepito prima e non dopo la sua morte, che è considerata determinante, come stabilito nell'articolo 29 del Codice Civile ("il concepito è considerato nato per tutti gli effetti che gli sono favorevoli"), e che casualmente potrebbe verificarsi se si tiene conto che la nascita di suo figlio è avvenuta sabato 13 settembre 2025, indicando un concepimento proprio all'inizio di dicembre 2024.

In sintesi
  • Jonathan Andic, figlio del fondatore di Mango, Isak Andic, è stato arrestato e accusato formalmente dell'omicidio di suo padre, affrontando un futuro incerto che potrebbe includere una pena detentiva e la perdita della sua eredità.
  • Il giudice ha disposto la detenzione preventiva evitabile con una cauzione di un milione di euro per Jonathan Andic, basandosi su un cumulo di indizi probatori che suggeriscono la sua partecipazione “attiva e premeditata” alla morte del padre.
  • L'indagine rivela incongruenze nelle dichiarazioni di Jonathan Andic, visite preventive al luogo dei fatti, perizie tecniche che escludono un incidente e l'eliminazione di un telefono cellulare, oltre a una tesa relazione padre-figlio segnata dall'"ossessione per il denaro" di Jonathan.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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