Fashion Trend 2026: tra minimalismo e massimalismo, Lectra illustra l’estate dei contrasti e del valore

Moda
Credits: Lectra
PRESS RELEASE
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A pochi mesi dall’arrivo dell’estate, il settore fashion conferma una trasformazione strutturale già in atto: il passaggio definitivo verso la “premiumizzazione”. Ma quali saranno i capi chiave, le linee dominanti e come stanno evolvendo i prezzi?

Lectra – protagonista di soluzioni tecnologiche nei settori fashion, automotive e arredamento, ha analizzato i dati di Retviews, la sua soluzione basata sull'intelligenza artificiale specializzata nella competitive intelligence e nel benchmarking automatico, per scoprire i trend fashion del momento e come i brand stanno evolvendo le strategie e il pricing per adattarsi a un contesto sempre più complesso.

“In un mercato caratterizzato da consumatori più selettivi e da una crescente pressione competitiva, il vero cambiamento è il passaggio dal volume al valore”, commenta Antonella Capelli, President EMEA di Lectra. “Oggi la moda si ritrova a competere anche con le spese dedicate ad altre esperienze, dai viaggi alla ristorazione, e questo impone ai brand di rafforzare il proprio valore culturale e percepito. Allo stesso tempo, le persistenti pressioni sui costi e le divergenze tra mercati, come tra Stati Uniti ed Europa, richiedono strategie di pricing e approvvigionamento sempre più mirate. Grazie agli insight di Retviews, è possibile interpretare queste dinamiche e prendere decisioni orientate alla crescita.”

Tra T-shirt e paillettes: nella PE 2026, torna il dualismo tra minimalismo e massimalismo

Se da un lato cresce la domanda di capi essenziali e intramontabili, dall’altro emerge anche un forte desiderio di espressività.

I dati Retviews mostrano come i capi basic premium dominino gli assortimenti: le T-shirt registrano un incremento del +41% (+22% negli Stati Uniti), mentre il denim segna un aumento del +47%. Camicie (+13%) e capispalla (+17%) si confermano come must have, in linea con una crescente attenzione alla versatilità e alla durata.

Parallelamente, però, anche il massimalismo sta tornando protagonista, portando una nota glamour nell’abbigliamento di tutti i giorni. Per questa Primavera/Estate, le paillettes crescono del +40% e le frange del +34%, segno di un’estetica che risponde al bisogno di evasione e individualità, favorita anche dal boom del resale e della moda vintage.

Il minimalismo anni ’90 domina la stagione, trainato dal rinnovato interesse culturale per un guardaroba essenziale e sofisticato, complice anche il ritorno alla popolarità dell’icona di stile Carolyn Bessette-Kennedy con la serie Love Story. Secondo i dati Retviews, alcuni capi simbolo stanno vivendo una vera rinascita con pantaloni capri (+62%), infradito (+73%) e righe (+8%).

Il denim rimane irrinunciabile (+21% negli assortimenti), ma evolve nelle silhouette: crescono i modelli a vita bassa (+22%) e bootcut (+15%), mentre flare (+94%) e cargo denim (+108%) registrano un vero e proprio boom. Al contrario, la popolarità dei jeans baggy risulta in calo (-5%).

Inoltre, emerge anche una forte componente funzionale. Lo utility style, dalle giacche tecniche ai pantaloni cargo (+8%), guadagna spazio nelle collezioni, riflettendo una crescente fusione tra moda, comodità e lifestyle. Questa tendenza è riconducibile alla diffusione della cultura del benessere e delle community sportive, che influenzano sempre più anche il linguaggio dell’abbigliamento quotidiano.

Il colore: tra espressività e portabilità

Per le collezioni PE 2026, si evidenzia un forte orientamento, soprattutto nel segmento medio, verso palette cromatiche espressive ma al tempo stesso versatili. Secondo i dati Retviews, l’arancione si distingue come una delle tonalità in più rapida crescita della stagione (+150% su base annua), trainato dall’influenza sulle passerelle di brand come Chanel, Valentino, Dior, Prada e Loewe. Anche il rosso ciliegia consolida la propria presenza (+50%), affermandosi come evoluzione più vivace del bordeaux visto nella stagione precedente.

Parallelamente, emergono tonalità più versatili che continuano a sostenere le performance commerciali. Il blu registra un incremento del 23%, rafforzato sia da momenti di forte visibilità culturale sia dalla centralità del denim e dei capi basic di qualità. Il marrone (+75%) si conferma tra i colori dominanti, mentre la combinazione blu-marrone si afferma come uno degli abbinamenti distintivi della stagione, riflettendo un orientamento più ampio verso palette sobrie, sofisticate e facilmente indossabili.

Pricing evolution: il nuovo equilibrio tra premiumization e valore percepito

La stagione Primavera/Estate conferma una trasformazione ormai consolidata: il mercato mass e mid segment si comporta sempre più come quello del lusso. I dati Retviews evidenziano aumenti di prezzo a doppia cifra per player come Zara e Gap, riflesso di una progressiva premiumizzazione dell’offerta. A rafforzare questa tendenza contribuisce l’intensificarsi delle collaborazioni con stilisti di alto profilo, da John Galliano per Zara a Zac Posen per Gap, fino al ritorno di Stella McCartney con H&M, che accrescono la credibilità creativa dei marchi di massa e legittimano ulteriori rialzi di prezzo. Si tratta di un modello “high-low”, in cui l’approccio aspirazionale convive con l’accessibilità, dando vita a strategie di premiumizzazione a lungo termine.

Il 2026 segna il trionfo della spesa consapevole: si acquista meno, ma meglio, privilegiando qualità, durata e versatilità. Questo si riflette nella crescita dei capi basic premium, nell’aumento dei prezzi medi (capispalla +9% in UE, +17% negli USA; camicie +4% in UE, +9% negli USA) e nel rinnovato slancio del denim, con assortimenti in forte espansione in UE (+50% su base annua) e prezzi in aumento (+7% in UE, +1% negli USA), segnale della premiumizzazione dei capi essenziali. In questo contesto, il “valore” diventa centrale: secondo recenti dati PWC infatti, il 74% dei consumatori è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili e tracciabili.

Nel complesso, emerge un cambiamento definitivo: le collezioni mass e mid market sono oggi strutturalmente più costose rispetto a due anni fa, non per effetto di fluttuazioni temporanee, ma per un riposizionamento strategico. In questo scenario, il successo dei brand dipenderà dalla capacità di interpretare il concetto di valore in modo credibile, traducendolo in prodotti desiderabili, duraturi e coerenti con le aspettative di un consumatore sempre più esigente.

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