Borsalino dichiara fallimento

Fine di un'era: Borsalino è fallita. Il tribunale ha infatti respinto la richiesta di concordato della Haeres Equita srl, società dell'imprenditore svizzero Camperio, che gestisce l'azienda dopo l'affitto del ramo.

Questo quanto reso noto dai sindacati, che ieri nel pomeriggio hanno incontrato i curatori, Stefano Ambrosini e Paola Barisone, e i lavoratori.

Il tribunale di Alessandria ha respinto la seconda richiesta di concordato dopo quello che era stato revocato a dicembre 2016

Nel dettaglio il tribunale di Alessandria ha respinto la seconda richiesta di concordato, dopo quello che era stato revocato a dicembre 2016.

Borsalino è una storica azienda alessandrina di cappelli. "In passato creammo generazioni di stile. Oggi creiamo lo stile delle nuove generazioni". Alla Borsalino si usava dire così da 160 anni.

Un pezzo di Italia che ha letteralmente fatto la storia della moda e del cinema nel mondo e ora la celebre fabbrica fondata da "u siur Pipen" nel 1857 oggi ha chiuso.

Giuseppe Borsalino, "u siur Pipen", classe 1834, per avere la qualifica di Maestro Cappellaio aveva lavorato per lunghi 7 anni nel cappellificio Berteil in rue du Temple a Parigi. Poi era tornato e aveva aperto il suo primo laboratorio in un cortile di via Schiavina ad Alessandria insieme al fratello Lazzaro.

Siur Pipen guardava all'estero, soprattutto all'Inghilterra: Denton, Stockport, Manchester.

Fino a oggi, come informa il sito web dell'azienda, la Borsalino aveva dieci punti vendita monomarca di proprietà in Italia e uno a Parigi, oltre a essere presente nelle boutique e negli store di tutto il mondo: da Saks Fifth Avenue ad Harrod's, da Galeries Lafayette a Printemps.

Sfioccatura, soffiatura, imbastitura, pre-follatura, visitaggio, bagnaggio, follatura, assemblaggio, tintura, sbridaggio, apprettatura, informatura, pomiciatura, informatura di seconda, visitaggio, bridaggio e finissaggio: sono i cinquanta passaggi produttivi e una media di sette settimane di lavoro per ogni copricapo.

Un sistema di lavoro che ha reso Borsalino, un vero simbolo del made in Italy. Il successo arrivò nel 1942, quando uscì il film «Casablanca». Celebre la scena dell’addio tra i due protagonisti, Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, entrambi con un Borsalino in testa.

Alain Delon andò oltre nel 1970, interpretando un film dal titolo «Borsalino». L’azienda italiana era allora all’apice del successo. Poi, complici le mode, il declino e la triste conclusione odierna.

A maggio del 2015 Borsalino presentava istanza di concordato al Tribunale di Alessandria e si preparava a passare di mano con l'arrivo come nuovo socio di Philippe Camperio.

Come spiegava l'azienda in una nota stampa, l'imprenditore italiano, Philippe Camperio, insieme a un collettivo di esperti del lusso e di private equity, entrava nell’operazione di ristrutturazione di Borsalino.

Si trattava di un primo passo per rilanciare Borsalino e garantire i suoi oltre 110 dipendenti.

Adesso, invece, con la decisione del tribunale di ieri, il sogno si infrange definitivamente.

Foto: Borsalino website