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'Brunello Cucinelli for humanity': in dono abbigliamento invenduto per 30 milioni di euro

Scritto da Isabella Naef

15 lug 2020

"Brunello Cucinelli for Humanity" è il progetto attraverso cui l'imprenditore umbro ha deciso di donare capi di abbigliamento invenduti per 30 milioni di euro L'iniziativa è stata annunciata ieri, attraverso un comunicato della Brunello Cucinelli spa. " Questo è il pensiero che ci ha guidati; da diversi filosofi occidentali e orientali abbiamo appreso che non esiste il male assoluto come non esiste il bene assoluto. C’è sempre un po’ di bene nel male e sempre un po’ di male nel bene ed entrambi ci sono maestri. Pensando a tutto questo abbiamo sentito il desiderio di far dono all’umanità di quei capi di abbigliamento che a causa dell’interruzione temporanea delle vendite si trovano ancora nelle nostre boutique. Il loro valore di manifattura, di stile e commerciale è lo stesso, ma il loro significato è fortemente aumentato, perché ora diventano segno sensibile del nuovo modo di pensare il capitalismo che noi prediligiamo, e che vede nell’armonia tra profitto e dono uno dei suoi momenti umanistici più significativi", ha annunciato il management.

Brunello Cucinelli stima un leggero calo del fatturato, atteso intorno al 10 per cento per l’anno 2020

"Questo progetto che noi tutti definiamo “intenso” mi sembra che in qualche maniera elevi la dignità dell’uomo e renda onore a tutti coloro che hanno lavorato nella realizzazione di tali capi. Camminerà di pari passo con l’altro, partito ormai diversi anni fa, che consiste nel riparare, recuperare e riutilizzare tutti i nostri prodotti. Tutto ciò va a completare il più grande progetto di “umana sostenibilità” nel quale da sempre abbiamo creduto e che ci piace riepilogare in: “clima ed emissioni, cura della terra e degli animali e cura della persona umana”. Sarebbe per me un vero piacere se questo gesto simbolico fosse accettato come segno augurale verso un nuovo e duraturo tempo nuovo", ha sottolineato Brunello Cucinelli, presidente esecutivo dell'azienda del cachemire.

Sempre ieri il consiglio di amministrazione ha aggiornato le stime di fatturato pel’esercizio 2020 e ha esaminato i ricavi netti preliminari del primo semestre 2020.

La società stima un leggero calo del fatturato, atteso intorno al 10 per cento per l’anno 2020; Positiva la performance stimata sia per il terzo, sia per il quarto trimestre 2020; il primo semestre è stato fortemente impattato per la chiusura di un numero significativo di boutique nel mondo a causa della pandemia.

I ricavi netti al 30 giugno 2020 sono stati pari a 205,5 milioni di euro, -29,5 per cento a cambi correnti

Numeri alla mano, i ricavi netti al 30 giugno 2020 sono stati pari a 205,5 milioni di euro, -29,5 per cento a cambi correnti (-29,7 per cento a cambi costanti) rispetto ai 291,4 milioni di euro al 30 giugno 2019. L'Europa ha segnato un -23,8 per cento, l' Italia -34,9 per cento, il Nord America un -39,1 per cento, la Cina -19,1 per cento, il resto del mondo -19,4 per cento.

Per quanto riguarda i singoli canali distributivi: i monomarca retail hanno segnato -31,7 per cento, i multimarca wholesale -23,7 per cento; i monomarca wholesale -27,7 per cento.

“Su questo primo semestre dell’anno ha fortemente influito la pandemia che si è abbattuta sul nostro pianeta. Ma già a oggi riusciamo a immaginare positivamente un terzo e quarto trimestre che ci dovrebbero portare a un leggero calo del fatturato nel 2020 intorno al 10 per cento. Immaginiamo altresì un 2021 in netta ripresa con un riequilibrio di fatturato che noi stimiamo intorno al 15 per cento”, ha detto Cucinelli

“Un ringraziamento speciale lo dobbiamo a tutti i nostri collaboratori che con dedizione e grande senso di responsabilità ci hanno consentito il totale recupero della produzione Autunno Inverno 2020 e la realizzazione fisica delle nuove collezioni Primavera Estate 2021", ha aggiunto Cucinelli.

"La nostra azienda è rimasta la stessa di febbraio, con l’unica modifica relativa ai nuovi ruoli di ceo assunti da Luca Lisandroni, in azienda da 4 anni, e Riccardo Stefanelli, interno alla famiglia e in azienda da 14 anni, con Brunello Cucinelli presidente esecutivo e direttore creativo", ha poi specificato il management sottolineando che il numero delle umane risorse è rimasto il medesimo: 2.024 dipendenti, di cui 1.000 a Solomeo e il resto negli spazi e nelle boutique di tutto il mondo.

" Prima del rientro, abbiamo fatto all’intero personale di Solomeo test sierologici e tamponi, e insieme all’Università di Perugia che analizza i dati, abbiamo stabilito che questi test seguiteranno sino alla fine della pandemia. La possibilità di sottoporsi al doppio test del tampone rinofaringeo e sierologico è estesa agli esterni che arrivano in azienda, con il relativo esito disponibile entro la successiva ora. Pensiamo che tutto questo contribuisca a farci lavorare con più serenità e attenzione, proteggendoci da eventuali ricadute", si legge, ancora, nella nota.

Per quanto riguarda la tendenza della moda e i cambiamenti in atto dopo un periodo così particolare come quello della pandemia, il management ha sottolineato che " il trend della moda abbia virato verso un modo di abbigliarsi che definiremmo quasi “senza tempo”, con capi che potremmo immaginare di indossare per anni, verso un gusto “chic” in linea con l’identità della nostra proposta di collezione".

Foto: Brunello Cucinelli website