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Confcommercio: la pandemia da Covid-19 brucia 116 miliardi nel 2020

Scritto da Isabella Naef

31 ago 2020

La pandemia da Covid-19 brucia 116 miliardi nel 2020. Secondo un'analisi dell'Ufficio Studi Confcommercio ogni italiano spenderà 1.900 euro in meno e il calo più forte va registrato in Lombardia con oltre 22 miliardi, mentre a livello percentuale il primato è del Trentino Alto Adige (-16 per cento).

Per Carlo Sangalli: "per tornare a crescere, grazie anche ai fondi europei, servono provvedimenti più incisivi e rapidi nella loro applicazione"

Confcommercio ha tirato le fila dell'effetto Covid, puntualizzando che si tratta di un effetto a diverse velocità quello emerso dall’analisi dei consumi nelle regioni italiane per il 2020 effettuata dall’Ufficio Studi.

. Se a livello nazionale la previsione è di un calo del 10,9 per cento (pari a una perdita di 116 miliardi, 1.900 euro pro capite), il Nord risulta l’area più penalizzata (-11,7 per cento, con il Trentino Alto Adige capoclassifica a -16 per cento), con quasi il 60 per cento del calo complessivo concentrato nelle sue otto regioni. La Lombardia registra la maggiore perdita in valore assoluto (oltre 22,6 miliardi di consumi), mentre nel Mezzogiorno la riduzione della spesa sul territorio è più contenuta (-8,5 per cento, Molise con -7,5 per cento la regione meno penalizzata) a causa della minor presenza di turisti stranieri e di una minore caduta dei redditi. In ogni caso, il quadro complessivo appare sconfortante e in tutti i territori, per differenti ragioni, dovrebbero passare almeno cinque anni per tornare ai livelli di spesa pro capite del 2019.

L'ufficio studi ha aggiunto che restano fondamentali "riforme strutturali, da finanziare in parte con i fondi europei, per tornare a crescere a ritmi più coerenti con le legittime aspettative di famiglie e imprese".

Inoltre, secondo Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, "nessuna area del Paese è stata risparmiata dalle conseguenze del Covid. Nell’anno in corso perderemo oltre 116 miliardi di consumi e circa 9,5 punti di Pil. Per tornare a crescere, grazie anche ai fondi europei, servono provvedimenti più incisivi e rapidi nella loro applicazione. Il tempo non gioca a nostro favore e i nodi fiscali e burocratici che rallentano la crescita devono ancora essere risolti”.

Stando all'Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-Ey, nei primi 7 mesi del 2020 la ristorazione è il settore in maggiore sofferenza con -30 per cento, seguita dall’abbigliamento -29,3 per cento. Meglio la categoria altro non food con -9,3 per cento. Il travel recupera 10 punti percentuali rispetto a giugno ma rimane negativo a -59 per cento a luglio e a -58 per cento nei primi 7 mesi.

Foto: Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, Confcommercio website