Confcommercio preoccupata per la riduzione delle coperture del bonus Transizione 5.0
Alle preoccupazioni di Confindustria Moda si aggiungono anche quelle di Confcommercio.
L'associazione, ieri, ha espresso "forte preoccupazione per le conseguenze derivanti dalla riduzione delle coperture del bonus Transizione 5.0 sulle imprese del proprio sistema. Le imprese associate hanno accolto con grande interesse il Piano Transizione 5.0, così come già avvenuto per il precedente Piano Transizione 4.0", spiega una nota.
"In particolare, nei settori del terziario, tra cui ospitalità, logistica, sanità, Ict e vending, si registra un ampio utilizzo degli incentivi di transizione 4.0, con un’incidenza pari al 18,1% (3,3 miliardi di euro) per i beni materiali e al 28,7% (89 milioni di euro) per i beni immateriali. Le nuove disposizioni introdotte dal Piano Transizione 5.0 hanno inoltre ampliato il perimetro delle spese ammissibili, creando le condizioni per un maggiore accesso agli incentivi da parte delle imprese del commercio e dei servizi. In questo contesto, la riduzione di un terzo del credito d’imposta rischia di incidere in modo significativo sulle scelte di investimento delle imprese, soprattutto nei settori del terziario che più investono in innovazione", conclude Confcommercio.
Il ministero delle Imprese e del made in Italy, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il ministero per gli Affari europei Pnrr e politiche di coesione, intanto, ha convocato per domani, primo aprile, alle 11, a Palazzo Piacentini, un tavolo di confronto con le associazioni nazionali d’impresa sul credito d’imposta Transizione 5.0 per l’anno 2025, dando seguito a quanto deciso dal Consiglio dei ministri nel corso dell’approvazione del Dl fiscale.
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