Contraffazione: per il il 72 per cento degli italiani è normale acquistare prodotti falsi

Secondo una ricerca di Confcommercio – Format Research sul sentiment dei consumatori nei confronti dell'illegalità, dell'abusivismo e della contraffazione è emerso che per oltre il 50 per cento dei consumatori la ragione principale degli acquisti illegali è di natura economica. Inoltre, numeri alla mano, solo il 36,2 per cento dei consumatori è convinto che l'acquisto illegale sia effettuato inconsapevolmente, mentre circa l'80 per cento dei consumatori ritiene che l'acquisto di prodotti illegali/contraffatti o l'utilizzo di servizi svolti da abusivi possa comportare rischi per la salute e la sicurezza, rivelandosi di scarsa qualità.

La sanzione per chi acquista prodotti falsi parte da 100 euro fino a 7000 euro

Ma nonostante queste convinzioni, il 27 per cento degli italiani ha acquistato un prodotto falso nell’ultimo anno e il 72 per cento ha dichiarato di pensare che sia normale farlo o, al massimo, sia un peccato veniale.

Questi dati sono stati diffusi da Federazione moda Italia con la campagna di comunicazione rivolta a un acquisto sempre più consapevole e all'importanza della qualità e del rispetto dei requisiti di sicurezza e legalità dei prodotti in vendita in particolare nei negozi di fiducia sotto casa.

L'iniziativa prevede anche la diffusione del Vademecum aggiornato sulla lotta alla contraffazione dal titolo “Compri falso ? Ma lo sai che…”.

Si tratta di 10 consigli pratici per evitare di cadere in tentazione verso un acquisto non consapevole e solo apparentemente a buon mercato. Si parte da un'elencazione di problematiche che riguardano i rischi per la salute in quanto molti prodotti contengono agenti chimici e solventi cancerogeni; per arrivare alle sanzioni anche per chi acquista prodotti falsi a partire da 100 euro fino a 7000 euro.

La campagna ricorda anche che chi produce e chi vende un prodotto contraffatto commette un reato penalmente rilevante, mentre chi acquista un prodotto contraffatto è complice di un reato.

Riparte la campagna di Federmoda sulla legalità

Le stime della Banca Mondiale (World Development Report) ritengono che il volume d’affari della contraffazione nel mondo si aggiri intorno 350 miliardi di euro.L'Italia è il primo Paese in Europa nel consumo di prodotti contraffatti ed è al terzo posto nel mondo per la produzione.

Come descritto nel Rapporto 2018 del Ministero dello sviluppo economico (Il valore economico e l’impatto fiscale della contraffazione” a cura del Ministero dello Sviluppo economico Direzione generale per la lotta alla contraffazione-Uibm), la contraffazione ha un valore di mercato di 7 miliardi e 208 milioni di euro (il 9,4 per cento in più rispetto al 2012, quando era pari a 6 miliardi e 535 milioni). L’impatto sull’occupazione riguarda complessivamente 104mila posti di lavoro, di cui 38.000 nel solo settore moda (36,5 per cento sul totale).

I prodotti di abbigliamento, gli accessori moda, le scarpe, la pelletteria, gli articoli sportivi sono quelli maggiormente interessati dalla contraffazione essendo al primo posto della speciale classifica per categoria merceologica.

Un’indagine di Format Research per Federazione moda Italia del maggio 2019, ha svelato che il 28 per cento dei negozi di moda vede la contraffazione come un vero e proprio competitor. Un fenomeno che, per valore di pezzi sequestrati in Italia in soli nove anni, dal 2008 al 2017, ha raggiunto quasi 5,3 miliardi di euro, di cui oltre 3 miliardi per i soli prodotti tessili, abbigliamento, calzature ed accessori moda (pari al 56,9% del valore totale dei prodotti sequestrati).

Il vademecum ricorda, inoltre, che acquistare prodotti falsi comporta una sanzione per l’acquirente finale da 100 euro a 7.000 euro e che la qualità di un prodotto contraffatto corrisponderà al prezzo pagato dal consumatore sia in termini di scarsa fattura dello stesso, sia per la mancanza di garanzie di qualità, di assenza di difetti e di assistenza post vendita.

Foto: Pexels

 

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