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Cosa ha in serbo il 2021 per il settore retail?

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Scritto da Sponsor

9 mar 2021

Business

Dopo la prima ondata della pandemia a livello mondiale, nel 2020 i retailer hanno assistito a una spinta verso l'e-commerce e l'omnichannel. La chiusura temporanea dei negozi non essenziali ha costretto i consumatori di tutto il mondo a rivolgersi a canali alternativi per lo shopping, tra cui online, tramite mobile e social media. Nel corso degli ultimi mesi, è diventato evidente che i retailer con una solida strategia omnichannel e la presenza online sono stati in grado di reagire più velocemente a questi cambiamenti che senza dubbio prenderanno sempre più piede nel 2021.

Per esempio, il retailer statunitense di abbigliamento sportivo Nike ha riportato in precedenza una perdita trimestrale di 790 milioni di dollari con entrate inferiori di 1 miliardo di dollari rispetto alle previsioni iniziali di Wall Street. Nonostante gli scarsi risultati del quarto trimestre, il retailer ha assistito ad un aumento del 75% delle vendite online, che rappresentano il 30% delle sue entrate, un obiettivo che il retailer di abbigliamento sportivo non si aspettava di raggiungere fino al 2023. Grazie alla sua core strategy che prevede investimenti nei canali digitali, nell'innovazione e nelle vendite Nike Direct, Nike è riuscita ad ampliare la sua base clienti e a guadagnare quote di mercato in un momento così particolare.

Purtroppo non tutti i retailer di abbigliamento e calzature hanno avuto lo stesso successo e il gruppo Arcadia, società britannica conglomerata nel settore della moda, è stata l'ultima ad essere entrata in amministrazione controllata nel dicembre 2020. Tuttavia, non tutto è perduto quando si tratta di shopping e di esperienza di acquisto in store. Con l'inizio di un nuovo anno, osserviamo tre tendenze che emergeranno nel 2021 e come i retailer possono prepararsi alle prossime sfide e alla nuova normalità.

1. Digital-first - le nuove tecnologie prendono il comando

Il passaggio al digitale ha ricevuto una spinta improvvisa con lo scoppio del nuovo virus. Le vendite online sono aumentate del 25% durante un periodo di due settimane nel solo marzo 2020, un grande salto rispetto al tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 14% registrato negli ultimi quattro anni, secondo l'Adobe Digital Economy Index: Monitoraggio dello stato dell'e-commerce durante COVID-19 e oltre.

Anche se gli alimentari hanno trainato questa crescita, le vendite e-commerce di abbigliamento, grandi magazzini e prodotti di bellezza sono aumentate in media di quasi il dieci per cento dall'inizio della pandemia, secondo McKinsey & Company. In seguito alla chiusura di retail non essenziali in tutto il mondo, le abitudini di spesa dei consumatori si sono spostate verso i canali online, evidenziando la necessità per i retailer di rafforzare la propria presenza in campo digitale. Chi non è presente online faticherà a collegarsi con i consumatori finché i lockdown continueranno in tutto il mondo.

Presto i consumatori si aspetteranno di vivere un'esperienza di acquisto completa, indipendentemente dal canale che utilizzano. La necessità di trasferire le esperienze in-store su una piattaforma digitale non potrà che aumentare e ciò renderà indispensabile per i retailer estendere la propria presenza su altri canali e investire in nuove tecnologie. L'intelligenza artificiale (AI), i robot, l'IoT e la realtà estesa (XR) che include sia la realtà virtuale che quella aumentata (VR/AR) sono tutti destinati a giocare un ruolo sempre più importante nel futuro del retail. La realtà virtuale diventerà sempre più comune in quanto può essere utilizzata per offrire un'esperienza di shopping online coinvolgente, ricca di funzionalità e personale.

Il retailer di moda di lusso Gucci ha lanciato un nuovo servizio di shopping virtuale all'inizio di quest'anno, che permette ai clienti di comunicare direttamente con i dipendenti tramite videochiamata, una novità assoluta per il settore del lusso. Il servizio Gucci Live permette ai clienti di parlare con i consulenti del brand da un nuovo store tecnico “cliente remoto” a Firenze in Italia, conosciuto come Gucci 9. Allo stesso tempo, la Realtà Aumentata sarà usata dai retailer in-store e online per offrire ai clienti la possibilità di saperne di più sui prodotti o di provare virtualmente i capi di abbigliamento. Quest'anno il retailer di lusso Burberry ha lanciato la sua nuova funzionalità di Realtà Aumentata che permette ai clienti di visualizzare i rendering 3D dei prodotti nel mondo reale attraverso la ricerca su Google.

2. Ripensare il ruolo dei negozi fisici - la sicurezza prima di tutto!

La pandemia ha colpito duramente le tradizionali attività degli store e il nuovo distanziamento sociale, la maggiore igiene e i metodi di pagamento contactless solo alcuni dei cambiamenti osservati. Per molti clienti oggi, quando visitano uno store di persona, la priorità è quella di entrare e uscire nel modo più veloce e sicuro possibile. Offrire loro un'esperienza di shopping sicura è essenziale e fondamentale per ridurre le ansie e favorire il ritorno agli acquisti in store. I retailer dovranno reinventare il ruolo dei negozi fisici del futuro e allo stesso tempo mettere in atto tecniche di distanziamento sociale e di igienizzazione.

Secondo l'indagine di McKinsey & Company, dopo l'epidemia di coronavirus, in Cina il 65% dei consumatori si preoccupa di più della sicurezza dei prodotti. Per riconquistare la fiducia dei consumatori in futuro, i retailer dovranno implementare politiche e processi per offrire acquisti a distanza sicuri, igienizzare prodotti e superfici e comunicare le regole in modo proattivo, aperto ed empatico.

Investire nelle nuove tecnologie, come le SmartSolutions di Checkpoint Systems, è un modo con cui i retailer possono contribuire a migliorare le norme di sicurezza e salute all'interno del proprio store, tranquillizzando allo stesso tempo dipendenti e clienti. SmartOccupancy Solution, per esempio, è l'ideale per garantire il monitoraggio del numero di clienti in uno store poiché conta le persone che entrano ed escono in tempo reale. I dati possono essere monitorati dal vivo sui tablet e quando il locale è vicino alla capacità massima vengono inviati degli avvisi al personale. Allo stesso modo, SmartTemperature può valutare con precisione se un individuo ha la febbre da una distanza di 3 metri, fornendo ai retailer un modo sicuro per controllare sia i dipendenti che i clienti prima che entrino nello store.

Le casse automatiche offrono ai retailer un altro mezzo per rassicurare i clienti, offrendo una maggiore comodità e misure di distanziamento sociale. Per contrastare il walk-away, ovvero i casi in cui non viene effettuato il pagamento finale ma i prodotti vengono presi, Checkpoint Systems offre una soluzione a impatto zero grazie ai tag RFID che vengono disattivati solo dopo che è stato eseguito il pagamento. I resi nello store sono un altro aspetto che preoccupa molti clienti e retailer ma la soluzione Inventory Quarantine di Checkpoint è in grado di offrire un processo di quarantena automatizzato per qualsiasi merce resa e gestisce lo stock in modo sicuro e tempestivo prima che venga rimesso in vendita.

3. Omnichannel e gestione dei dati per migliorare l'efficienza

Prima dello scoppio della pandemia a livello mondiale, i principali retailer presenti online utilizzavano i dati per identificare le tendenze in corso, il traffico e i consigli sulle scelte d'acquisto. In futuro, i retailer andranno oltre la raccolta dati e sondaggi e useranno i dati per tracciare quasi in tempo reale le tendenze dei consumatori e i cambiamenti dei comportamenti di acquisto. Dall'inizio del 2020, diversi retailer sono passati a seguire una strategia omnichannel, concentrandosi sull'e-commerce. Tuttavia, se i retailer non possono scalare le loro capacità logistiche e operative, continueranno a faticare anche quando la crisi si sarà attenuata.

Avere una supply chain snella e assistita dalla tecnologia RFID è fondamentale per costruire una solida strategia omnichannel. I principali retailer, tra cui Nike, Inditex e C&A, hanno utilizzato le soluzioni RFID per ottimizzare l'accuratezza e la capacità di pianificazione dell'inventario ed evitare situazioni in cui le scorte sono in eccesso o esaurite. La tecnologia RFID può essere sfruttata per aumentare la visibilità e la flessibilità della supply chain poiché offre dati precisi sulla posizione dei prodotti nei vari hub. Tramite un sistema integrato di risposta, l'RFID può fornire dati e analisi in tempo reale per snellire i processi di fornitura e implementare strategie di sicurezza che i retailer possono usare per evitare potenziali interruzioni e intoppi. Allo stesso tempo, la tecnologia RFID aiuta anche ad aumentare l'accuratezza dell'inventario e diminuire così la possibilità di errori dovuti al tracciamento manuale.

Utilizzando questi preziosi insight, i retailer possono rispondere rapidamente e prendere decisioni decisive e basate sulle informazioni per quanto riguarda gli ordini di magazzino. Allo stesso tempo, possono reagire tempestivamente al cambiamento della domanda dei consumatori e ridistribuire la merce tra i loro punti vendita fisici e l'e-commerce in base ai dati di vendita. L'RFID è anche visto come lo strumento più conveniente e utile per i retailer che vogliono incentivare i servizi click and collect, la consegna in giornata e le fasce orarie di ritiro degli ordini. In futuro, le soluzioni RFID saranno ancora più utili e aiuteranno i retailer a ottimizzare le loro supply chain, la consegna e il ritiro in store e la preparazione degli ordini.

Checkpoint Systems fornisce un assortimento completo di soluzioni RFID, dai tag e inlay al software basato sul cloud, all'hardware per la codifica, per aiutare i retailer a raggiungere i loro obiettivi RFID. Le nostre soluzioni sono installate negli store, nei centri di distribuzione e nelle strutture produttive di tutto il mondo. Il nostro team è perfettamente qualificato per implementare questa tecnologia e siamo a disposizione per sostenere il settore retail in questo periodo di difficoltà senza precedenti.

www.checkpointsystems.com

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