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Farfetch cresce nel quarter e fa pace con il fisco italiano

Scritto da FashionUnited

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Courtesy of Farfetch
Farfetch, che ad agosto ha deciso di regolarizzare la sua posizione con il fisco italiano dopo la conclusione dell’operazione “Marketplace” condotta dalla Guardia di Finanza di Bologna, ha approvato i dati del secondo trimestre.

Nel secondo trimestre chiuso il 30 giugno, il gross merchandise value di Farfetch Limited è aumentato di 12,6 milioni di dollari, passando da 1.007,8 milioni di dollari, con una crescita dell'1,3 per cento.

I ricavi dell'azienda sono aumentati di 56 milioni di dollari a quora 579,3 milioni di dollari, con una crescita del 10,7 per cento. L'aumento è stato determinato da un incremento del 60,3 per cento dei ricavi della piattaforma che hanno raggiunto i 116,6 milioni di dollari, da una crescita del 52 per cento dei ricavi nei negozi e da un aumento dello 0,7 per cento dei ricavi della piattaforma digitale.

Il gross merchandise value della piattaforma digitale dell'azienda è diminuito di 30,3 milioni di dollari a 883,1 milioni di dollari nel secondo trimestre, con un calo del 3,3 per cento.

L'azienda ha aggiunto che la performance del Gmv della piattaforma digitale riflette i continui problemi dovuti alla sospensione del commercio in Russia e in Cina, dove le restrizioni regionali di Covid-19 continuano a influenzare gli ordini nella Cina continentale. Inoltre, il passaggio al prezzo pieno è proseguito nel secondo trimestre, ma è stato più che compensato da un calo delle vendite a prezzo ridotto.

"Nel secondo trimestre del 2022 Farfetch ha dimostrato la propria capacità di affrontare le sfide macro, garantendo al contempo una solida crescita sottostante e gestendo le risorse in modo efficace. Abbiamo ottenuto una crescita dei ricavi, a valuta costante, del 21 per cento rispetto all'anno precedente e abbiamo ampliato i margini di profitto lordo con una forte redditività delle unità", ha aggiunto Elliot Jordan, cfo di Farfetch.

Quanto alla vicenda con il fisco italiano, gli uomini delle Fiamme Gialle, nel dettaglio il Nucleo di polizia economico-finanziaria del Comando provinciale di Bologna, ha accertato “l’esistenza, l’operatività e la stabile organizzazione” della società che avrebbe operato in Italia (dove ha un portafoglio di oltre 200 partner affiliati) sin dal 2011. Questo però “in maniera assolutamente occulta” e cioè “senza mai formalizzare la propria presenza, assumere formalmente personale dipendente e avviare uffici o negozi“, ma bensì “sfruttando le boutique affiliate che, assumendosi ogni rischio, hanno messo a disposizione spazi fisici per lo stoccaggio di merce da vendere sulla piattaforma”.

Il marketplace così costituito, come riporta il Resto del Carlino, avrebbe incassato ingenti provvigioni dai partner italiani calcolate in media sul 30 per cento del venduto, il cui imponibile è stato di fatto evaso. Di fronte alle prove raccolte dai finanzieri, che hanno individuato la “sede” italiana della multinazionale nell’abitazione di un soggetto a disposizione dell’impresa estera, Farfetch ha già versato all’erario, in un’unica soluzione, circa 12 milioni per definire ogni pendenza con il fisco relativamente agli anni dal 2015 al 2019.

L'azienda, inoltre, attraverso la costituzione di una nuova società di diritto italiano, si è impegnata a versare le imposte, anche future, dovute sulle provvigioni maturate sul territorio a far data dal primo gennaio 2020.

Farfetch
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