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Il progettista di visite ed eventi virtuali tra le professioni più gettonate

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Scritto da Isabella Naef

22 feb 2021

La transizione tecnologica e la crisi in atto avranno un ruolo chiave nel definire il futuro dell’occupazione, soprattutto come acceleratori dei processi di obsolescenza di competenze, mansioni e professioni. Nel dettaglio, i processi di digitalizzazione e iperconnessione richiederanno profili di competenze compositi, in grado di gestire la complessità tecnica, tecnologica, organizzativa e gestionale. In tale contesto, sarà essenziale tanto l’up e reskilling dei lavoratori, quanto la formazione di skill adeguate nei giovani che fanno per la prima volta il loro ingresso sul mercato del lavoro.

Tra le professionalità che saranno richieste figurano gli addetti all'integrazione con i robot assemblatori, il progettista di visite ed eventi virtuali e i giornalisti.

Ey, Pearson e ManpowerGroup: il 36 per cento delle professioni attuali sono destinate a crescere nei prossimi 10 anni

Questo quanto risulta dall'indagine “Professioni 2030: il futuro delle competenze in Italia”, uno studio predittivo sulla domanda di lavoro basato su tecniche di machine learning realizzato in collaborazione dalle tre realtà e messo a punto da Ey, attivo nei servizi professionali, Pearson, azienda operante nell'education, e ManpowerGroup, multinazionale che si occupa di innovative workforce solution. Le tre realtà hanno dato vita a un Osservatorio permanente sul mercato del lavoro. Il nuovo organismo sarà in grado di supportare stakeholder pubblici e privati nella definizione di politiche occupazionali e formative, modulate in base allo sviluppo delle esigenze dei mercati e delle imprese nei prossimi dieci anni.

La ricerca sviluppa un modello predittivo su come cambierà il lavoro e le competenze in risposta al variare di macro-trend chiave, come i cambiamenti ambientali, sociali, politici e tecnologici. Si basa su una struttura metodologica creata dall’Università di Oxford, oggi potenziata e adeguata grazie all’aggiornamento e all’integrazione di strumenti e metodi che hanno migliorato l’efficacia complessiva dell’acquisizione e gestione delle analisi degli esperti, nonché dell’algoritmo di machine learning.

Prima della crisi, oltre il 25 per cento delle figure professionali risultavano difficili da reperire da parte delle imprese italiane . La ricerca internazionale di ManpowerGroup sul Talent Shortage ha messo in luce come la mancanza di talenti sia duplicata nel corso dell’ultimo decennio e che i datori di lavoro italiani non riescono a trovare lavoratori con le giuste competenze. In tale scenario, secondo le stime Ocse, la crisi Covid-19 potrebbe inoltre causare una perdita di posti di lavoro compresa tra 1 milione e 200 mila e 1 milione e 400 mila.

“Da questo studio emerge in maniera chiara come la crisi Covid avrà un ruolo chiave nel definire il futuro del lavoro e delle competenze. In questi mesi abbiamo assistito a un grande fenomeno sociale di sopravvivenza e adattamento che genererà sul mercato del lavoro modifiche permanenti: avremo profili più ibridi, con competenze tecniche (57 per cento delle professioni in crescita sono legate alla tecnologia) e con una crescita di competenze sociali e relazioni, di ascolto, di comprensione; avremo soprattutto più del 50 per cento di nuove professioni che nasceranno con set di competenze che seguiranno dinamiche che si possono anticipare per arrivare preparati", ha detto, attraverso una nota, Donato Ferri, mediterranean consulting and people advisory services leader di Ey.

Trend occupazionali fino al 2030

A livello nazionale le previsioni occupazionali identificate dai modelli predittivi indicano che l’80 per cento delle professioni presenti in Italia muterà quantitativamente nel prossimo decennio. Il modello prevede, innanzitutto, che più di un terzo della forza lavoro attuale svolge professioni che cresceranno nei prossimi dieci anni (circa il 36 per cento), mentre tutte le altre rimarranno stabili (20 per cento ), o decresceranno (44 per cento). Solo la metà delle professioni in crescita, tuttavia, saranno legate a vario titolo alla tecnologia: aumenteranno anche professioni legate alla cultura, alla comunicazione, ai servizi di cura (di carattere sanitario e non), all’insegnamento e alla formazione.

Nel dettaglio, la ricerca ha identificato alcune professioni che emergeranno nei prossimi 10 anni in Italia, evidenziando tre categorie di processo trasformativo delle professioni. Per scissione specialisti delle interfacce umane; esperti delle applicazioni "internet of things" in agricoltura, human-machine teaming manager, tecnico delle macchine a guida autonoma.

Per fusione di due o più professioni: addetti all'integrazione con i robot assemblatori, progettista di visite ed eventi virtuali. Infine, per ibridazione: manovali e personale non qualificato della costruzione; giornalisti; personale non qualificato addetto ai servizi di custodia di impianti; addetti all'assistenza personale ed esperti legali in imprese.

Lo studio ha inoltre permesso di identificare tre cluster di competenze che hanno e avranno un ruolo chiave. In primo luogo, un set di competenze fondamentali, apprendimento e ascolto attivo, adattabilità, comprensione degli altri e problem solving, strettamente associate alle occupazioni in crescita.

In secondo luogo, un ecosistema di competenze aggiuntive: capacità di analisi, conoscenze e abilità tecniche, abilità di base come le strategie di apprendimento, attitudini cognitive quali l’originalità, e abilità sociali come la persuasione, che agiscono, eterogeneamente per ciascuna professione, in maniera “aumentativa” rispetto alle competenze fondamentali e a quelle che caratterizzano le singole professioni.

Infine, un set di competenze “ibridanti”, conoscenze in psicologia, informatica, gestione di impresa, capacità di valutazione sistemica, ideazione e originalità, persuasione e adattabilità, che derivano da processi evolutivi di scomposizione e ricomposizione dei set di competenze delle professioni.

Foto: Pexels