Istat: aumenta la fiducia dei consumatori, cala quella delle imprese

La fiducia dei consumatori sembra essere tornata mentre quella delle imprese è in calo. L'Istat, infatti, ha stimato un aumento dell'indice del clima di fiducia dei consumatori da 113,2 a 114, mentre quello delle imprese è passato da 99,7 a 99,2. Nel dettaglio, nel settore dei servizi da 99,5 a 98,6, e nel commercio al dettaglio da 105 a 102,8.

In particolare, sottolinea l'Istat, per quanto riguarda i consumatori, il parziale recupero del clima di fiducia rispetto alla flessione di dicembre 2018 deriva da una valutazione meno negativa sulla situazione economica e da prospettive più favorevoli sulla situazione familiare.

Nel manifatturiero è evidenziato un peggioramento dei giudizi sul livello degli ordini e della domanda

Come anticipato, la situazione, sottolinea anche Confcommercio, è meno rosea per le imprese. Prosegue, infatti, il progressivo indebolimento del clima di fiducia delle imprese in atto già dallo scorso luglio. Il calo di gennaio è trainato da un peggioramento sia dei giudizi, sia delle aspettative. Il calo è più evidente nella manifattura e nel commercio al dettaglio.

I segnali positivi sono circoscritti al miglioramento delle aspettative sugli ordini nei servizi e, soprattutto, al marcato incremento dei climi di fiducia nelle costruzioni.

In particolare, l'indice di fiducia delle imprese risulta in flessione in tutti i settori con la sola eccezione delle costruzioni dove l'indice aumenta da 130,3 a 139,2.

Nel comparto manifatturiero è evidenziato un peggioramento dei giudizi sul livello degli ordini e della domanda unitamente a un aumento del saldo relativo alle scorte di magazzino; anche le aspettative sul livello della produzione sono in peggioramento rispetto al mese scorso.

Nel commercio al dettaglio tutte le componenti dell'indice risultano in peggioramento fatta eccezione per i giudizi sul livello delle giacenze che rimangono sostanzialmente stabili rispetto allo scorso mese.

"L'andamento del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese nel mese di gennaio riflette le incertezze che caratterizzano l'attuale fase congiunturale. Il parziale recupero del sentiment delle famiglie, che segue il sensibile calo di dicembre, è presumibilmente legato al varo dei provvedimenti di ridistribuzione. Piuttosto grave è la prosecuzione della riduzione della fiducia delle imprese, la cui correlazione con l'attività economica è più forte di quella tra consumi e fiducia delle famiglie", ha sottolineato l'Ufficio Studi di Confcommercio.

Insomma, una situazione "che non fa presagire un buon inizio d'anno per la dinamica del Pil, come indicato nella Congiuntura Confcommercio dello scorso dicembre (variazione percentuale Pil di gennaio: congiunturale 0,0 per cento, tendenziale +0,4 per cento)", ha aggiunto l'Ufficio Studi di Confcommercio in merito alle rilevazioni del clima di fiducia di consumatori e imprese a gennaio diffuso ieri dall'Istat.

Foto: Pexels
 

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