Luxottica: +5,2 percento di fatturato nel primo trimestre

Il gruppo Luxottica ha archiviato il primo trimestre con un fatturato pari a 2,38 miliardi di euro, in aumento del 5,2 percento, a cambi correnti, e dell'1,9 percento a cambi costanti.

Come ha spiegato il management del gruppo in una nota, le vendite sono state favorite dal "forte contributo di Europa e America Latina, dall'andamento favorevole dei cambi e dall'ottima performance del marchio Ray-Ban, che conferma la sua vitalità con il successo delle nuove collezioni e dei negozi monomarca in Cina e Stati Uniti".

Il business wholesale è risultato in crescita del 2,5 percento a 958 milioni di euro ed è risultato invariato a parità di cambi, "anche in presenza di politiche commerciali di maggior rigore in Nord America e in Cina".

Il segmento retail ha registrato un aumento delle vendite pari al 7,1 percento (+3,3 percento a cambi costanti) a 1,42 miliardi, "grazie alla forte crescita dei nuovi negozi, alla performance molto positiva del retail ottico in Cina e in Australia e di Sunglass Hut in Europa e in America Latina, e al consolidamento di Salmoiraghi & Viganò nel perimetro di gruppo".

Nel 2016 Luxottica ha aperto 600 nuovi negozi

L'anno scorso Luxottica ha aperto 600 nuovi negozi, con un saldo netto di nuove aperture rispetto alle chiusure di 280 store. Questo quanto è stato sottolineato venerdì scorso, da Msssimo Vian, amministratore delegato del gruppo di occhialeria, che ha introdotto due novità: l'imposizione di un prezzo minimo negli Usa, "che ci ha portato a un lieve iniziale calo delle vendite, ma che ora è il trampolino di lancio per la qualità del fatturato" e il taglio degli intermediari in Cina, dove ora Ray-Ban ha adesso 60-70 negozi "con risultati eccezionali".

Durante il 2016 Luxottica ha raggiunto un totale di circa 8mila negozi, anche grazie all'integrazione definitiva di Salmoiraghi & Viganò, mentre il gruppo ha ottenuto una generazione di cassa "superiore a 660 milioni", ha spiegato Vian, annunciando che Luxottica sta montando microchip invisibili e non leggibili alle sue montature, anche per individuarle nel caso fossero poste in vendita su siti di e-commerce a prezzi non adeguati.

Quanto alla fusione con Essilor, Leonardo Del Vecchio, presidente e fondatore del gruppo, sarebbe felice se Luxottica restasse quotata a Milano nell'ambito dell'operazione di integrazione con Essilor che vedrà il lancio di un'Ops sulla società di Agordo e la quotazione a Parigi della holding EssilorLuxottica.

L'Ops, che avverrà alle stesse condizioni con cui la Delfin di Leonardo Del Vecchio consegnerà ai francesi il suo 62 percento, è tecnicamente finalizzata al delisting di Luxottica. "Sono gli investitori che decideranno sulla quotazione di Luxottica a Milano. Se si arriva al 90 percento più un'azione possiamo delistare la società, se no resta in borsa. E io personalmente ne sarei anche felice", ha detto il presidente di Luxottica rispondendo a un azionista nel corso dell'assemblea di bilancio, venerdì scorso.

Foto: Luxottica website

 

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