Malo: il 9 giugno incontro in Regione sulla crisi dell'azienda

Non c'è ancora una soluzione per Malo (dal latino “ego malo” che significa “io preferisco", ndr) . L'azienda, in crisi da diverso tempo, non è riuscita a risollevarsi e i dipendenti di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, il 31 maggio, hanno dato vita all'ennesima protesta per cercare di sensibilizzare la proprietà e le istituzioni sulla loro condizione precaria. Venerdì 9 giugno si terrà un nuovo incontro sulla situazione di crisi dell'azienda del cachemire in Regione. Alla riunione, che si svolgerà in Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della Presidenza della Regione, sono state invitate le istituzioni locali e i rappresentanti sindacali degli stabilimenti di Campi e di Borgonovo (Piacenza).

Il 31 maggio i lavoratori della Malo hanno acceso delle lanterne per rappresentare simbolicamente la propria volontà di "fare luce sul futuro dell’azienda", che versa in un grave stato di crisi. "Occorrono soluzioni immediate. Tutti i cittadini, i lavoratori, i rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali, i rappresentanti delle forze politiche sono invitati a partecipare all'evento. Appuntamento con i lavoratori, Rsu, Filctem Cgil e Femca Cisl stasera (il 31 maggio, ndr) alle 21 davanti alla sede della Malo a Campi Bisenzio (Firenze) in via Gattinella 6", avevano sollecitato i sindacati.

La preoccupazione tra i lavoratori è per il perdurare della situazione di crisi della Malo, dove la produzione va a ritmo estremamente ridotto per le difficoltà di liquidità della società. I sindacati hanno anche informato di aver avanzato loro proposte sul piano di rilancio e rafforzamento presentato nelle settimane scorse dall’azienda. Nel piano della dirigenza sono previsti 20 esuberi a Campi Bisenzio e 38 a Borgonovo. I sindacati hanno detto fatto presente che occorrono investimenti ulteriori rispetto ai 20 milioni in 18 mesi annunciati che servirebbero a malapena a coprire le perdite dei prossimi esercizi.

Per i sindacati occorrono investimenti ulteriori rispetto ai 20 milioni in 18 mesi annunciati dal management di Malo

"Ormai è già fin troppo tardi: una buona parte della collezione è stata pregiudicata per le conseguenze della mancanza di liquidità e non arriverà mai in tempo nei negozi. C'è il rischio che si intacchi la fiducia dei clienti e dei consumatori", hanno aggiunto le rappresentanze sindacali in una nota.

Già lo scorso dicembre si era parlato di rischio chiusura. "Il tempo stringe, l’azienda presenti un piano industriale di rilancio che risani la situazione, si sono persi troppi soldi negli ultimi due anni a causa di scelte industriali sbagliate", scrivevano a fine anno i sindacati e da allora non sono stati fatti grandi passi avanti.

La storia di Malo ha inizio in Liguria negli anni ’70 con Alfredo e Giacomo Canessa che freschi di laurea frequentano la famosa piazzetta di Portofino. Da lì parte l'idea di creare un cashmere italiano, realizzato al 70 percento ancora manualmente. Il successo della loro prima produzione amatoriale li incoraggia a espandersi e a trasferirsi a Firenze che in quegli anni è la indiscussa capitale italiana del lusso. E' così, nel 1972, a Firenze nasce Malo: brand italiano che produce solo capi in cachemire.

L'azienda è poi passata sotto il controllo di It Holding nel 1999 e, nel 2014, il fondo Quadro Capital Partners guidato dal managing partner Giedrius Pukas ha preso il controllo della società italiana insieme a Retail Brands Collection (ex Sun Investment Partners), holding di investimento specializzata nel settore retail fondata da Sergey Lomakin.

Foto: Malo website

 

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