Nei piani di Woolrich c'è l'Ipo alla Borsa di Milano

A distanza di un mese e mezzo dell'annuncio della nuova holding prende forma, passo dopo passo, la nuova strategia di Woolrich International. A fine novembre, Woolrich Inc., azienda made in Usa di abbigliamento outdoor, e Woolrich Europe, società del gruppo bolognese W.P. Lavori in Corso licenziataria del marchio per l'Europa e l'Asia, hanno annunciato di aver completato una fusione che prevede la costituzione di una nuova holding, Woolrich International. Contestualmente è stato messo a punto anche un piano strategico che vede la quotazione nell'arco di un periodo di tempo dai 3 ai 5 anni, l'aumento degli store, che dagli attuali 25 dovrebbero passare a 60, una ulteriore spinta sull'ecommerce e l'incremento del personale che toccherà quota 500 persone. In occasione di Pitti Uomo, dove l'azienda ha debuttato con una linea di calzature uomo e donna caratterizzato da due suole realizzate in esclusiva per Woolrich da Vibram, FashionUnited ha intervistato Cristina Calori, presidente di Woolrich International per capire quali sono i prossimi passi dell'azienda.

La quotazione è uno degli obiettivi che avete in agenda, può dirci a quale piazza finanziaria state pensando?

Credo che Milano sarà la piazza finanziaria che sceglieremo e che ci è maggiormente congeniale per dimensione. Alla borsa americana sono quotate grandissime aziende con un giro d'affari molto importante (Woolrich International ha sede legale a Londra, con uffici operativi a New York, Woolrich in Pennsylvania, Bologna e Milano, ndr).

Nei piani di Woolrich c'è l'Ipo alla Borsa di Milano

Come sta andando quest'anno, a quanto chiuderete e qual è l'obiettivo di fatturato che vi siete posti?

Prevediamo di chiudere l’anno fiscale 2016 con un fatturato di 170 milioni di euro (erano 144 milioni nel 2015, ndr). Entro il 2020 puntiamo a un giro d'affari di 266 milioni entro il 2020.

Obiettivi ambiziosi che hanno richiesto anche una ristrutturazione a livello manageriale?

Sì, certo, abbiamo nominato un amministratore delegato che è poi l'avvocato che ci ha seguiti nell'operazione di fine novembre e che, quindi, conosce benissimo la nostra realtà. Anche sul fronte creativo abbiamo nominato una figura professionale che segue il marchio a 360 gradi: Andrea Canè, direttore creativo globale di Woolrich International.

Visto che siete presenti sia in Europa, sia in Usa, su un totale di 45 Paesi, state pensando a una diversificazione delle collezioni?

Diciamo che siamo ancora in una fase di studio e di analisi dei vari mercati e non escludiamo di realizzare delle collezioni ad hoc per determinati mercati. La nostra forza è da sempre (W.P. Lavori in Corso è partner di Woolrich dal 1984,ndr) la capacità di accompagnare il cliente, di vederlo come socio, come amava dire mio padre Giuseppe, con cui nel 1982 ho fondato W.P. Lavori in Corso, e non come un antagonista. La missione di Woolrich è diventare un brand leader a livello globale nell’outerwear.

Quali sono i mercati su cui puntate e con quale strategia?

Gli Stati Uniti e il Canada in primis, ma anche Uk e Francia. Pensiamo a una ulteriore espansione e sviluppo globale della linea Woolrich John Rich & Bros., attiva nel segmento outerwear, grazie a significativi investimenti nel marketing, all’espansione della rete di vendita diretta (negozi monomarca e shop in shop), alla crescita del canale ecommerce e allo sviluppo di nuove partnership con qualificate catene di vendita. In atto anche il rilancio della linea Woolrich Outdoor mediante un nuovo piano di sviluppo globale e un piano di sviluppo per l’area cinese attraverso la costituzione di una società dedicata. In agenda anche il rafforzamento e lo sviluppo del potenziale del lanificio Woolen Mill (Woolrich PA), uno dei più antichi lanifici americani ancora attivo.

Nei piani di Woolrich c'è l'Ipo alla Borsa di Milano

Quanto conta oggi l'ecommerce?

Conta naturalmente molto, soprattutto negli Usa dove le persone sono abituate a comprare online e hanno già iniziato a disertare i negozi fisici. In termini percentuali sul totale del fatturato l'ecommerce pesa per un 10 percento e l'anno prossimo dovrebbe crescere di qualche punto.

State pensando anche una strategia digitale a livello globale?

Naturalmente si, stiamo puntando anche sul web marketing in quanto il canale online è molto importante così come l'integrazione dei canali. Pensiamo che il retail sia comunque imprescindibile perchè il cliente deve poter toccare il prodotto, motivo per cui stiamo progettando anche l'apertura di monobrand in Usa.

Un piano di crescita che comporterà anche l'ampliamento dell'organico fino a raggiungere 500 persone. Che figure professionali assumerete?

Personale per il retail ma anche per il marketing. Devo dire che stiamo investendo molto sui giovani in azienda, chi meglio di loro sa interpretare i bisogni, le esigenze e i desideri dello loro coetanei? Anche nel team creativo abbiamo diversi giovani talenti.

Foto: Woolrich International press office