Nella nuova Agenda toscana per il lavoro ci sono 25 milioni per giovani, competenze e ricollocazioni

Dopo lo sciopero dei dipendenti dell'industria e della moda che si è svolto a Firenze il 9 luglio, qualcosa comincia a muoversi. Oggi, infatti, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani incontra i sindacati, mentre il 30 o 31 luglio si terrà quello con tutte le categorie economiche e i rappresentanti dei lavoratori che dovrebbe.

“Non un elenco di misure ma percorsi che possono cambiare concretamente la vita delle persone”, ha sottolineato Giani.

Stando ai numeri diffusi dalle rappresentanze dei lavoratori prima della sciopero del 9 luglio, dal 2019 a oggi, solo nella pelletteria, in provincia di Firenze sono state chiuse 830 aziende, con 7.000 dipendenti, parzialmente riassorbiti da altri brand, mentre negli ultimi due anni l’aumento della cassa integrazione è stato del 250-260%. Sono alcuni dei dati forniti da Cgil, Cisl e Uil per rendere l'idea della crisi del settore moda.

Intanto, la Regione rafforza il “pilastro” lavoro della sua strategia per lo sviluppo con un piano di interventi per i prossimi anni. È l’Agenda Toscana Lavoro 2030, come specifica Toscana Notizie, agenzia di informazione della giunta regionale toscana, "ossia un nuovo Patto che implementa e aggiorna quello sottoscritto ormai cinque anni fa, aprendo una nuova fase di azioni regionali dopo la conclusione di Gol, il programma di riforma delle politiche attive previsto dal Pnrr con cui la Toscana si è resa protagonista come la Regione più performante d’Italia per tasso di occupazione".

L’agenda, presentata nei giorni scorsi dal presidente Eugenio Giani e dall’assessore al lavoro Albero Lenzi, punta a raggiungere circa 10.000 beneficiari e avrà un budget di 25 milioni di euro. Sarà formalmente sottoscritta nei prossimi giorni.

Sei le direttrici attraverso cui si dispiegherà Toscana Lavoro 2030: formazione dei giovani, competenze, contrasto al mismatch, conciliazione vita-lavoro, creazione di impresa, potenziamento della capacità di intervenire nelle crisi.

“Non un elenco di misure ma percorsi che possono cambiare concretamente la vita delle persone”, ha sottolineato Giani.

Il piano è il frutto di una programmazione condivisa con la Commissione regionale permanente tripartita, l’organismo istituzionale di concertazione sulle politiche per l’occupazione.

L'incontro con i sindacati è in agenda oggi, 27 luglio

“Vogliamo costruire passaggi reali, non limitarci a finanziare corsi o bandi”, ha sottolineato il presidente, che ha specificato come il nuovo Patto sia una delle articolazioni della ricetta della Regione per dare una mano al rilancio e alla crescita. “La nuova agenda è il primo capitolo a cui si affiancano l’insieme di iniziative a supporto delle imprese e l’idea di una legge, che vogliamo elaborare confrontandoci con il sindacato, per disciplinare la fase dell'intervento delle istituzioni pubbliche nella rigenerazione delle imprese in crisi”, prosegue Giani, indicando i tempi di due incontri con le parti sociali annunciati nei giorni scorsi. "Il primo con i sindacati, che si terrà il 27 di luglio, e il secondo con tutte le categorie economiche e i rappresentanti dei lavoratori che dovrebbe tenersi il 30 o il 31 luglio”.

La definizione di dettaglio della strategia del nuovo Patto per il lavoro emergerà attraverso un processo di ascolto e di confronto che metterà al centro i territori toscani.

Per quanto riguarda le crisi aziendali, la nuova programmazione destina alla ricollocazione dei lavoratori oltre 5,4 milioni di euro (per circa 3000 beneficiari), per intervenire prima che competenze e professionalità vadano disperse. Lo strumento sarà quello dei voucher aziendali, per un massimo di 3.000 euro per lavoratrice o lavoratore, a sostegno della formazione necessaria a nuove assunzioni collegate a insediamenti, espansioni o riconversioni produttive. Previste anche risposte a fabbisogni concreti: dalle abilitazioni professionali e dalle patenti superiori alla B, ai corsi di italiano per lavoratori stranieri, fino alle competenze sull’intelligenza artificiale e al supporto al passaggio generazionale.


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