Smi: la filatura chiude il 2016 in calo

Un 2016 con molte ombre per la filatura italiana. Secondo i dati del Centro Studi Smi, infatti, il fatturato settoriale è stimato mediamente in calo del -2,6 percento su base annua, dinamica questa che porta il giro d’affari a poco più di 2,8 miliardi di euro.

Smi: le esportazioni chiuderanno al -4,5 percento

Sul risultato settoriale, ha spiegato Smi in una nota diffusa ieri, giorno di apertura di Pitti Filati, alla Fortezza da Basso di Firenze, ha influito il calo della domanda estera; il mercato italiano, viceversa, ha dimostrato maggior interesse. Ciononostante anche a fronte di prezzi settoriali deboli il settore non è riuscito a compensare le perdite oltreconfine, dove invece i prezzi hanno tenuto (+0,1 percento, Istat).

Nel dettaglio, i mercati esteri, nonostante il primo trimestre del 2016 si fosse rivelato favorevole quanto meno per i filati lanieri e linieri, di mese in mese hanno progressivamente manifestato delle criticità. Per le esportazioni si prevede, pertanto, una chiusura dei dodici mesi al -4,5 percento, che porterebbe il fatturato estero settoriale sugli 832 milioni di euro.

Parallelamente l’import dovrebbe archiviare un aumento stimato al +3,8 percento, per un ammontare complessivo prossimo agli 881 milioni di euro.

Il saldo commerciale, come già avvenuto nel 2011, è tornato in deficit per un valore di 49 milioni di euro.

Il mercato interno, intercettato dalla variabile consumo apparente, dopo l’assestamento dello scorso anno, è tornato a registrare un discreto dinamismo, nell’ordine del +3,4 percento.

Considerando il versante occupazionale, sulla base dell’elaborazione dei dati forniti dalle aziende rispondenti all’Indagine Campionaria di Smi, la filatura laniera presenta ancora delle contrazioni nei primi tre trimestri dell’anno, rispettivamente pari al -1,1 percento, al -1,4 percento e al - 1,9 percento.

Foto: Pitti Immagine web site, Pitti Filati

 

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