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Il Max Mara Art prize for women si apre verso nuovi Paesi

Il partner per la decima edizione del premio sarà il Museum Macan, Museum of Modern and contemporary art in Nusantara, Giacarta
Cultura
Collezione Maramotti, Ingresso lato est Credits: Courtesy Collezione Maramotti, ph Bruno Cattani
Scritto da Isabella Naef

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Max Mara e Collezione Maramotti danno vita a una nuova fase del Max Mara Art prize for women. Il premio si apre verso nuove geografie e si sposterà a ogni edizione in un nuovo Paese.

La prima curatrice per questa nuova nuova formula del premio è Cecilia Alemani, direttrice e curatrice capo della High line art di New York. In accordo con Max Mara e Collezione Maramotti, Alemani individuerà il paese e l’istituzione di riferimento che varieranno per ogni edizione. "Insieme, collaboreranno per sostenere in modo sistematico e strutturale il lavoro di artiste emergenti e mid-career che si identificano nel genere femminile", si legge in una nota.

Il partner per la decima edizione del Max Mara Art prize for women (2025-2027) sarà il Museum Macan, Museum of Modern and contemporary art in Nusantara, Giacarta, Indonesia.

Preservando le specificità e gli obiettivi che lo hanno contraddistinto fin dal 2005, il premio Max Mara estende, quindi, il suo raggio d’azione internazionale per raggiungere luoghi, il cui valore culturale offre alla storia del premio e dei partner un più ampio e reciproco arricchimento. Il premio intende continuare a rappresentare un fondamentale contributo al progresso verso una reale uguaglianza di opportunità per le artiste, creando al contempo ponti con altre parti del mondo, stimolando le diversità espressive e offrendo ispirazione e modelli positivi a nuove generazioni di artiste.

“Nel 2005 Max Mara istituì il Max Mara Art prize for women in spirito di continuità con i propri valori fondanti: sostenere le donne e il loro processo di emancipazione. Sviluppare un premio che consentisse alle artiste di esprimere appieno le proprie potenzialità è stato, allora, un atto pioneristico. Ciò è avvenuto offrendo l’opportunità per una crescita tecnico-artistica, umana e culturale con modalità del tutto originali. Considerando gli importanti risultati ottenuti nella scena artistica britannica, sono assolutamente convinto della strada che Max Mara e Collezione Maramotti stanno intraprendendo. Aprendosi al mondo, questo riconoscimento potrà essere un trampolino di lancio ancor più efficace e significativo per la carriera di artiste che provengono da mondi e culture che vanno ben oltre l’Europa”, ha sottolineato, attraverso una nota, Luigi Maramotti, presidente di Max Mara Fashion group.

La giuria di questa edizione, presieduta da Cecilia Alemani, sarà composta dalla direttrice del Museum Macan Venus Lau, dalla curatrice Amanda Ariawan, dalla gallerista Megan Arlin, dalla collezionista Evelyn Halim e dall’artista Melati Suryodarmo. L’inizio di questa decima edizione segna la conclusione della lunga e proficua collaborazione che per due decenni Max Mara e Collezione Maramotti hanno sviluppato nel Regno Unito con Whitechapel Gallery di Londra, partner di fondamentale rilevanza per il premio, celebre per il suo lavoro di ricerca e promozione di artiste emergenti e affermate.

“Intrecciare connessioni con altri paesi del mondo, con realtà culturali ed esperienze artistiche diverse rappresenta un ulteriore, appassionante tassello nell’evoluzione del Max Mara Art prize for women, e si integra con coerenza nella missione della Collezione Maramotti, che aspira a essere lo specchio di idee e pratiche artistiche originali, innovative e ambiziose del tempo presente", ha sottolineato Sara Piccinini, direttrice di collezione Maramotti.

Sara Piccinini, direttrice Collezione Maramotti Credits: Courtesy Collezione Maramotti, ph. Bruno Cattani
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