In mostra a Capri il mito e lo stile delle vacanze sull'isola
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E' aperta fino al 18 agosto, presso gli spazi della Certosa di San Giacomo di Capri, la mostra dal titolo "MitoModa 1906-2026 Imprenditoria e stile vacanza a Capri“ che celebra i 120 anni de La Parisienne, antica impresa di moda nata sull'isola fondata nel 1906 da Mariuccia Di Fiore.
La mostra, che è stata inaugurata il 18 luglio con la presentazione del libro “Capri Couture. La Parisienne. Storia di un atelier, tra moda e arte” (Silvana Editoriale, pp. 192, 125 illustrazioni, 40), scritto da Maria Cristina Settanni, nipote di Mariuccia Di Fiore, è un omaggio allo stile che ha accompagnato le estati in costiera per decenni. Uno stile riconoscibile ovunque, che ha contribuito, assieme alla bellezza naturale ed eccezionale di questo territorio, a creare il mito delle vacanze a Capri.
La mostra è un viaggio nella memoria di Capri e nella storia della moda
Promossa da Francesca Settanni per celebrare i 120 anni di storia de La Parisienne, la mostra ha il patrocinio della Città di Capri ed è curata dalla storica del costume e giornalista milanese, Fabiana Giacomotti.
“MitoModa” nasce, fin dal titolo, come l’ideale completamento di un evento ospitato nei Musei e Parchi archeologici di Capri fino al 18 ottobre: la mostra “Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826-2026)”, curata da Massimo Osanna e Luca Di Franco.
Attraverso un percorso espositivo studiato dal creativo Sergio Colantuoni con il supporto grafico di Nicolò Stabile, la mostra propone 16 abiti storici d’archivio e inediti; venti fra gadget e documenti che raccontano gli anni in cui l’isola venne trasformata in Rest Camp per le truppe americane; 24 fotografie di grande formato, in molti casi restaurate, di volti e storie sconosciute talvolta agli stessi capresi come, per esempio, Euphrosine-Ephy Lovatelli; oltre mezz’ora di filmati dell’Istituto Luce e di Rai Teche, che raccontano l’evoluzione dell’isola da rifugio di un pubblico d’élite, colto e talvolta residente, a teatro del jet-set internazionale fino all’attuale trasformazione in meta del turismo di massa.
In mostra anche il primo completo “alla moschettiera” firmato La Parisienne e una gonna del “primo” Emilio Pucci
Fra le molte opere figura il primo completo “alla moschettiera” firmato La Parisienne, una gonna del “primo” Emilio Pucci (con etichetta “Emilio of Capri”, ricavata dalla tela degli ombrelloni dello storico stabilimento “La Canzone del mare”), un’eccentrica tuta da sera-sub in cotone spalmato firmata Irene Galitzine che sfilò nel Chiostro Grande proprio nel settembre del 1967, un abito dipinto a mano di Livio De Simone e il singolare caftano-kimono del couturier francese Yves Dupuis.
La mostra, così come il libro, è un viaggio nella memoria di Capri: la storia di tre generazioni di donne, dalla pionieristica Mariuccia Di Fiore alla figlia Adriana, fino a Francesca, Luciana e Maria Cristina Settanni. Un ecosistema in cui si sono fusi la manodopera locale e lo sguardo cosmopolita di stilisti stranieri “rapiti” dall’isola, come Yves Dupuis (allievo di Dior), che scelse di vivere a Tragara legando la sua villa al Comune affinché diventasse un futuro Museo della Moda.
Capri ha codificato una vera e propria filosofia del vestire: la moda vacanza fatta di pantaloni alla pescatora, di sandali capresi (nati dall’intuizione classica di Euphrosine “Ephy” Lovatelli, antesignana dello stilista e pittore Mariano Fortuny), di camicie coloratissime e di cappelli di paglia ispirati alla tradizione dei marinai.
Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza le antiche coltivazioni medievali di lino e canapa, la tradizione serica legata all’esperienza paritetica della Real Colonia di San Leucio. Nel secondo dopoguerra, questa sapienza artigiana fu trasformata in un brand globale da intellettuali visionari come Edwin Cerio e imprenditrici del calibro di Clarette Gallotti (La Tessitrice dell’Isola), che nel suo laboratorio ad Anacapri dava lavoro a ben sessanta donne, rifornendo lo stesso Emilio Pucci.
La mostra celebra questa straordinaria eredità tutta femminile, passata di madre in figlia: da Mariuccia Di Fiore ad Adriana, fino a Francesca, Luciana e Maria Cristina Settanni. Un ecosistema in cui si sono felicemente fusi la manodopera locale e lo sguardo cosmopolita di stilisti stranieri “rapiti” dall’isola, come Yves Dupuis (allievo di Dior), che scelse di vivere a Tragara legando la sua villa al Comune affinché diventasse un futuro Museo della moda.
Il libro "Capri couture" racconta una storia di donne, creatività ed emancipazione, iniziata oltre centoventi anni fa nel cuore di Capri e intrecciata alla storia stessa dell’isola.
Dalla visione pionieristica di Donna Mariuccia, all’eleganza imprenditoriale di Adriana, fino al lavoro di Francesca e Luciana oggi, la maison La Parisienne attraversa generazioni, custodendo il valore più autentico della moda caprese: la capacità di trasformare il desiderio in esperienza.
Tra tessuti colorati, arte sartoriale, atmosfere della "piazzetta" e clienti internazionali, questo libro racconta la nascita di uno stile diventato simbolo di un fascino spontaneo e, al contempo, sofisticato.
Un viaggio dentro un’eleganza senza tempo, dove ogni abito porta con sé il profumo dell’isola, la luce del Mediterraneo e la libertà di sentirsi uniche.