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L'opera del fotografo italiano Paolo Roversi arriva in Spagna con Marta Ortega (Inditex) come mecenate

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Immagine di repertorio in cui il fotografo italiano Paolo Roversi posa durante un'intervista precedente alla mostra dedicata alla sua opera, con fotografie scattate nel corso di 50 anni di carriera, al Palais Galliera di Parigi il 14 marzo 2024. Credits: Dimitar DILKOFF / AFP
Scritto da Alicia Reyes Sarmiento

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La Fundación Marta Ortega Pérez (Fundación Mop), istituzione culturale promossa dalla presidente non esecutiva di Inditex, continua a rafforzare il proprio ruolo all'interno dell'ecosistema culturale della Galizia e il suo posizionamento come piattaforma di riferimento nel panorama internazionale della moda.

Il suo prossimo grande progetto espositivo rafforza questa linea strategica con una mostra dedicata all'opera del fotografo italiano Paolo Roversi, una delle figure più influenti nella costruzione del linguaggio visivo contemporaneo del settore.

La mostra Doubts aprirà al pubblico il 20 giugno presso la sede della fondazione al Muelle de Batería, ad A Coruña, e potrà essere visitata fino a settembre 2026. Il progetto riunirà una selezione di lavori emblematici della sua carriera insieme a materiale inedito, offrendo una lettura ampia e ricca di sfumature del suo universo creativo e del suo impatto duraturo sulla fotografia di moda internazionale.

Sara Grace, Parigi, 2018. Credits: Paolo Roversi.

La proposta rafforza la concezione della fotografia come un processo di esplorazione in continua costruzione, piuttosto che come un risultato chiuso, un'idea costante nella pratica di Roversi nel corso di oltre quattro decenni.

Strutturata come un percorso immersivo, Doubts propone un'esperienza espositiva articolata in spazi interconnessi. Ogni sala esplora una dimensione specifica del suo immaginario visivo, tra cui Theatre, Shadows, Grace e Fading, configurando un racconto frammentato che sottolinea il suo interesse per l'effimero, l'incompiuto e l'atmosferico come assi fondamentali della sua opera.

"Ammiro da molto tempo la sua opera ed è un piacere presentare questa mostra ad A Coruña", ha affermato la fondatrice e presidente della Fundación Mop, Marta Ortega Pérez, sottolineando il carattere speciale del progetto all'interno della programmazione estiva dell'istituzione e il suo legame personale con il lavoro del fotografo.

Un artigiano dell'immagine

A livello professionale, Roversi occupa un posto centrale all'interno della fotografia di moda contemporanea grazie al consolidamento di un linguaggio proprio sviluppato nell'ambiente dello studio. Il suo lavoro, caratterizzato dalla costruzione di atmosfere dense, dall'uso espressivo della luce e dall'incorporazione deliberata di espedienti come la sfocatura o l'imperfezione, ha influenzato in modo diretto generazioni di designer e creative director, che hanno trovato nella sua estetica un territorio fertile per la sperimentazione visiva.

Autodefinitosi a volte come un artigiano dell'immagine, la sua opera trascende questa categorizzazione per la sua profondità concettuale e sofisticazione tecnica. Nella sua pratica, lo studio si configura come un laboratorio controllato ma permeabile all'imprevisto. "Ogni evoluzione del mio lavoro è stata il risultato di un incidente e, quando questo accade, lo vivo come una forma di rivelazione creativa", ha sottolineato lo stesso fotografo, rivendicando l'errore come parte essenziale del processo.

La mostra stabilisce anche un dialogo con la storia della fotografia incorporando riferimenti che lo stesso Roversi ha riconosciuto come influenti. Tra questi figurano autori come Robert Frank, August Sander o Erwin Blumenfeld, così come la sensibilità pittorica di Julia Margaret Cameron, specialmente nel suo approccio alla bellezza al di sopra della precisione tecnica.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

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