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Compratori italiani in calo a Pitti Uomo

I buyer italiani che hanno partecipato a questa edizione sono 7600 mentre nel gennaio 2025 si erano attestati a 8300
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Pitti Uomo chiude oggi, a Firenze Credits: Pitti Immagine
Scritto da Isabella Naef

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Secondo i dati diffusi ieri da Pitti Immagine, che organizza la kermesse Pitti Uomo, i numeri dei buyer italiani sono in calo rispetto allo scorso anno. A questa edizione sono 7600 mentre nel gennaio 2025 erano 8300.

Alle 12 di ieri, alla fiera, che ha visto la partecipazione di 758 espositori, i compratori esteri, invece, erano in linea con l'edizione dello scorso gennaio. Il salone si conclude oggi, a Firenze, passando il testimone a Milano, dove sta prendendo il via la fashion week che sarà in scena fino a martedì 20 gennaio.

“Alle 12 di oggi (ieri, ndr) le rilevazioni delle affluenze di buyer esteri in Fortezza da Basso registrano un andamento che conferma pienamente i dati dello scorso gennaio, quando raggiungemmo le 5000 presenze, in aumento sul 2024. Se pensiamo alle tante tensioni internazionali e alla cautela con cui il mercato si sta muovendo, è un risultato di grande importanza. Dall’altra parte i compratori italiani calano leggermente e al termine di questa edizione, domani pomeriggio (oggi, ndr), si attesteranno probabilmente intorno alle 7600 unità, in linea, non dimentichiamolo, con il problematico quadro che arriva dagli osservatori sulla distribuzione e il dettaglio nazionali”, spiega, in una nota, Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine.

I numeri finali dell'edizione del gennaio 2025 indicavano compratori italiani vicini alle 8300 presenze, mentre quelli esteri erano a quota 5000 presenze, con un numero complessivo pari a 13.300 unità e un totale di 20mila i visitatori.

Aumenti dei buyer provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Olanda, Turchia, Giappone e Grecia

Tra i principali mercati della moda maschile, rappresentati a Pitti Uomo, gli organizzatori hanno segnalato gli aumenti dei buyer provenienti da Regno Unito, Stati Uniti, Olanda, Turchia, Giappone e Grecia; mentre Germania, Spagna e Francia registrano leggere diminuzioni. Ottima la performance dall’insieme dei paesi del Nord Europa: Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia che risultano in deciso aumento. Quanto all’Asia, si confermano le presenze cinesi (con un bilanciamento tra Hong Kong e la Cina continentale), mentre Taiwan cresce e la Corea del Sud arretra leggermente.

Tra i mercati più lontani tengono "il Brasile, Messico, Israele, Canada e gli stati dell’Asia centrale (ponti fra Europa, Russia e Asia meridionale), mentre tra le novità o ritorni mediterranei vanno menzionati Libano ed Egitto, con l’aggiunta del Medio Oriente, a proposito del quale sono da segnalare gli Emirati Arabi e il Qatar", hanno aggiunto gli organizzatori.

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