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Innovazione e creatività sostengono la gamma di offerta degli espositori di Lineapelle

La fiera chiude oggi a Milano. Per Fulvia Bacchi, ceo di Lineapelle, "il fenomeno dell'aggregazione sta lentamente mutando lo scenario del comparto della pelletteria"
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Lineapelle chiude oggi a Milano Credits: FashionUnited
Scritto da Isabella Naef

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Lineapelle chiude oggi pomeriggio: l'edizione in scena a Fiera Milano Rho, pur tenendo conto del periodo complesso, ha mostrato le collezioni innovative per la prossima stagione primavera estate di 848 aziende, provenienti da 33 Paesi, presentando le novità che da sempre attraggono le grosse griffe della moda italiane e internazionali. "Quest'anno abbiamo circa un 70% di espositori italiani e il restante 30% di aziende estere, mentre gli altri anni il rapporto era 60 italiane e 40 straniere", ha spiegato a FashionUnited, Fulvia Bacchi, ceo della kermesse.

L'industria conciaria italiana nel 2025 riporta un calo complessivo del 5,2% in termini di fatturato e del 2,6% nei volumi

Sulla base dei dati attualmente disponibili (gennaio-ottobre), le stime sull’andamento dell’industria conciaria italiana nel 2025 riportano un calo complessivo del 5,2% in termini di fatturato e del 2,6% nei volumi di produzione rispetto all’anno precedente. "Il comparto della pelletteria e della calzatura stanno soffrendo, si tratta di un mercato formato da piccole e medie aziende, anche se il fenomeno dell'aggregazione sta lentamente mutando lo scenario", ha aggiunto Bacchi, sottolineando come la fiera abbia ritrovato nuova energia e abbia saputo rinnovarsi anche grazie all'unione con Filo. La 65esima edizione del salone dedicato ai filati, infatti, si è aperta mercoledì 11, con Lineapelle, è si è conclusa, ieri, un giorno prima rispetto a Lineapelle.

Questa edizione di Lineapelle è andata in scena con Filo

“La sinergia con Lineapelle è un esempio di rafforzamento della filiera: consente di offrire ai buyer nazionali e internazionali una visione più completa delle proposte dell’industria tessile”, ha spiegato Paolo Monfermoso, responsabile di Filo.

Filo si è conclusa ieri Credits: FashionUnited

Nel secondo giorno della 65a edizione, Filo ha ricevuto la visita del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “il tessile è un comparto di rilievo nella nostra economia, alfiere di stile e creatività: un’eccellenza che coniuga qualità e tradizione del prodotto italiano. Rafforzare la competitività delle nostre imprese sul mercato globale significa respingere il concetto del fast fashion, affronto ai diritti e alla natura”, ha osservato il ministro.

“Il ministero ha adottato specifici provvedimenti per l’ecodesign dei prodotti, la sostenibilità e la circolarità del settore. Stiamo lavorando per promuovere l’innovazione e l’utilizzo di fibre a basso impatto, smarcandoci da materie prime non sostenibili. L’Italia guida nel mondo la transizione dei comparti tessile e moda: in questa direzione, il coinvolgimento diretto delle aziende lungo l’intero ciclo produttivo è la chiave per il successo della filiera, a tutela di chi opera rispettando standard elevati e contro fenomeni di concorrenza sleale”, ha concluso Pichetto.

Filo ha proseguito la collaborazione con Class, acronimo di Creativity lifestyle and sustainable synergy

Per quanto riguarda la sostenibilità, la kermesse Filo ha proseguito la collaborazione con Class, acronimo di Creativity lifestyle and sustainable synergy, eco-hub internazionale con sede a Milano, fondato nel 2007 da Giusy Bettoni, che ne è anche ceo, per promuovere una nuova generazione di moda in cui la fusione tra design, innovazione, comunicazione e responsabilità crea un business consapevole e competitivo, in grado di operare sia a livello economico, sia sociale. La collaborazione tra Bettoni e Filo ha inteso offrire una visione del tema orientata all’innovazione responsabile, con esperienze e case history concrete, a partire dal progetto InsideOut by Class, che vuole dare visibilità a parametri meno visibili del tessile-abbigliamento, dall’etica alla tracciabilità e trasparenza, dalla salute alla circolarità.

La collaborazione tra Ice-Agenzia e Filo, invece, ha portato in fiera una delegazione di 25 buyer provenienti soprattutto dai paesi europei: Francia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Irlanda, Ungheria, Finlandia, e dalle zone dell’Asia come l’India e la Cina.

Fulvia Bacchi: Lineapelle e Filo hanno lavorato insieme per valorizzare l’impegno dei rispettivi espositori nell’innovazione, creatività e sostenibilità

“In un momento di grandi difficoltà, economiche e logistiche, in un momento in cui si dice che le fiere devono reinventarsi, Lineapelle e Filo hanno scelto di lavorare insieme per valorizzare l’impegno dei rispettivi espositori nell’innovazione, nella creatività e nella sostenibilità", ha detto Bacchi.

Tra i progetti che hanno catturato l'attenzione dei visitatori anche Lineapelle Interiors, piattaforma creativa che ha messo in mostra 22 progetti frutto di altrettanti dialoghi tra un’azienda di design e un produttore di pelli e materiali. Tra questi il divano Canapè di Ludovica Mascheroni, che coniuga il velluto cangiante di Jacqart con la pelle di Rino Mastrotto.

La concomitanza con i Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026 è stata rappresentata dall’allestimento di un’area lounge e show battezzata Lineapelle Après-ski.

Ampia la gamma di offerta degli espositori presenti a Lineapelle. Tra questi anche Rino Mastrotto, azienda nata a Montebello Vicentino nel 1998, specializzata nella produzione di pellami di alta gamma e di tessuti tecnici per l’industria della moda, dell’automotive e dell’arredamento.

A giugno 2025, Rino Mastrotto ha firmato un accordo per l’ingresso del Gruppo Prada nel capitale con una partecipazione del 10%. Nell’ambito dell’operazione, il Gruppo Prada ha conferito in Rino Mastrotto il 100% di Conceria Superior e di Tannerie Limoges. Con questo accordo Rino Mastrotto ha consolidato ulteriormente il legame con il Gruppo Prada, favorendo uno sviluppo strategico di lungo periodo.

La realtà conta 1300 dipendenti e ha chiuso il 2024 con 327,8 milioni di euro di fatturato e 75 milioni di euro di Ebitda. Il 40% del fatturato è prodotto in Italia. "Il 2025 si dovrebbe chiudere con un fatturato consolidato pari a circa 326 milioni, in linea con il 2024", ha spiegato a FashionUnited, Matteo Mastrotto, ceo di Rino Mastrotto. L'anno che si appena concluso è stato un anno complesso, ha spiegato il ceo, anche perchè i numerosi cambiamenti alla guida delle grosse griffe internazionali hanno comportato una richiesta sempre diversa da parte delle aziende clienti e richiesto uno sforzo di adeguamento sul fronte della creatività. "Abbiamo una gamma di offerta importante e riusciamo ad accontentare il cliente. Al momento riscontriamo una richiesta di prodotti più naturali, ossia meno lavorati rispetto a quanto avveniva nel passato", ha sottolineato Mastrotto. Inoltre, resta alta l'attenzione nei confronti dei prodotti sostenibili.

"Noi siamo molto stimolati dai clienti i quali desiderano dimostrare che il prodotto finale è realizzato con materie che rispettano alti standard di sostenibilità. Siamo partiti oltre cinque anni fa con il progetto di risparmio idrico per la tintura".

La linea sostenibile di pellami Hearth di Rino Mastrotto

Per il 2026, Rino Mastrotto prevede che il risparmio d’acqua durante la produzione della linea sostenibile di pellami Hearth si aggirerà intorno 7500 metri cubi (7.500.000 litri), ossia l’equivalente di tre piscine olimpioniche o l’acqua trasportata da 250 autobotti grandi industriali. La linea è unione simbolica delle parole “heart” e “earth”, riesce a ridurre infatti drasticamente l’impatto ambientale pur mantenendo la qualità e il pregio della pelle tradizionale. La linea ha i medesimi standard di qualità della pelle tradizionale, ma con un impatto ambientale significativamente ridotto.

La linea sostenibile di pellami Hearth di Rino Mastrotto Credits: FashionUnited
Dopo una ricerca sui processi di riconcia, tintura e ingrasso, l'azienda ha finalizzato un processo di conciatura che riesce a ridurre il consumo d’acqua del 91% e delle sostanze chimiche del 23%. Ciò significa che per ogni metro quadrato di pelle si risparmiano circa 38 litri d’acqua. La produzione di Hearth comporta anche una diminuzione delle emissioni di Co2 del 22% e un taglio del 25% nell’impiego di risorse fossili.

Rino Mastrotto ha presentato in fiera la nuova collezione primavera estate 2027 “Origini” che riscopre il valore dell’esperienza tattile come un viaggio sensoriale caratterizzato da emozioni sincere e connessioni autentiche. La collezione è caratterizzata da texture leggere e quasi impercettibili giocano con la luce, creando un’eleganza che oscilla tra realtà e sogno.

La collezione Origini di Rino Mastrotto Credits: Rino Mastrotto

Accanto ai fornitori di pellami, la fiera Lineapelle propone anche materiali e accessori indispensabili per il mondo della confezione della calzatura. Tra gli espositori di questo segmento figura Nastrotex-Cufra, azienda attiva nella produzione di elastici per il settore moda e tecnico sportivo, in particolare per abbigliamento, intimo, calzature, mondo medi­cale e antinfortunistico, packaging e arredamento. La società ha presentato Versatility 2026 un sistema di elastici tecnici progettati per essere adattato a molteplici applicazioni, garantendo resa estetica, comfort, durata e stabilità nel tempo, anche in contesti produttivi complessi e ad alta specializzazione. La collezione interpreta in chiave contemporanea le esigenze di flessibilità, performance e affidabilità richieste oggi dalla filiera calzatura, pelletteria, abbigliamento e accessori.

“La partecipazione a Lineapelle rappresenta per Nastrotex-Cufra un momento centrale di confronto con designer, uffici stile, produttori e buyer internazionali", ha affermato Barbara Cucchi, amministratore delegato di Nastrotex-Cufra spa. "La fiera è il contesto ideale per raccontare una visione che mette al centro affidabilità tecnica, personalizzazione e dialogo con la filiera, elementi che da sempre caratterizzano l’approccio dell’azienda”.

Nella filiera presente in questi giorni a Fiera Milano Rho, si inserisce anche Albini Yarns, società di Albini Group specializzata nella produzione di filati di alta gamma per tessitura ortogonale, maglieria circolare, seamless e tricot. L'azienda ha preso parte a Filo, presentando la collezione autunno inverno 27-28.

Albini Yarns fa capo ad Albini Group Credits: Albini Yarns
La collezione propone blend di cotone e lana, sviluppati in diverse percentuali e reinterpretati anche in eleganti versioni crêpe, capaci di coniugare struttura, leggerezza e comfort. Accanto a questi, trovano spazio mischie di cotone e cashmere e di cotone e lana in titolazioni estremamente fini, pensate per applicazioni di alta gamma che richiedono performance tecniche e una sensazione al tatto particolarmente sofisticata.

I dati dell'industria conciaria

Sulla base dei dati attualmente disponibili (gennaio-ottobre), le stime sull’andamento dell’industria conciaria italiana nel 2025 riportano un calo complessivo del 5,2% in termini di fatturato e del 2,6% nei volumi di produzione rispetto all’anno precedente.

Non sembra quindi arrestarsi la tendenza negativa che caratterizza il settore conciario e, più in generale, l’intera filiera pelli internazionale da un triennio circa. Le ragioni della crisi permangono da tempo e comprendono una situazione geopolitica sempre fortemente critica e incerta (anche negli sviluppi futuri), una tendenza inflattiva che ha minato fortemente le capacità di acquisto di una parte importante di consumatori a livello globale e un rallentamento generalizzato dei consumi di beni moda, arredo e auto, a cui si affianca il deciso raffreddamento degli acquisti di prodotti di lusso da parte dei consumatori cinesi (forte volano di crescita nel periodo pre-pandemico). Anche l’export italiano di pelli conciate registra segno negativo, con un ribasso del 5,5% in valore nei primi 10 mesi dell’anno scorso, a confronto con il medesimo periodo di quello precedente. Nonostante il calo delle esportazioni totali, l’analisi delle singole spedizioni per principale Paese di destinazione mostra comunque andamenti diversi, anche di intensità non secondaria.

Tra i primi 20 Paesi di destinazione delle pelli italiane, crescono i flussi verso Francia (+4%, confermata prima meta estera), Germania (+5%), India (+12%), Corea del Sud (+5%), Turchia (+3%), Ungheria (+25%), Cambogia (+33%), mentre calano quelli verso Spagna (-7%), Vietnam (-4%), Cina (-23%, inclusa Hong Kong), Romania (-12%), Tunisia (-4%), Portogallo (-2%), Usa (-12%), Serbia (-17%), Albania (-23%), Polonia (-9%), Regno Unito (-6%), Slovacchia (-17%), Messico (-15%).

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