Made in Italy, innovazione, marchi storici e talenti emergenti in scena a Micam e Mipel
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Marchi storici, come Brunate, per esempio, che quest'anno celebra 100 anni, ed etichette emergenti del footwear internazionale, come i dodici protagonisti di Emerging designers, area dedicata allo scouting dei nuovi talenti della calzatura internazionale realizzata in collaborazione con la società Honegger, attiva nel marketing fieristico internazionale: la 102esima edizione di Micam Milano ha chiuso i battenti ieri, 15 settembre, a Milano, confermandosi come una fiera di riferimento per i brand italiani ed esteri.
Lo testimonia anche Fabio Lombardi, master agency and strategic business development Italia, Spagna e Portogallo di Marco Tozzi, "sono venuti a trovarci buyer di grandi catene e storici clienti, per noi la fiera è andata molto bene", racconta a FashionUnited, sottolineando che il primo mercato è la Germania, sede del marchio che fa capo a Wortmann Group, mentre il secondo è l'Italia, a pari merito con la Francia.
Protagonista della collezione primavera estate 2027 Marco Tozzi, presentata a Milano nei giorni scorsi, è la rafia. Questo materiale, con la sua trama irregolare e naturale, ha conquistato anche il mondo sneaker, portando in un territorio solitamente votato alla tecnicità una materialità calda, quasi artigianale, capace di restituire un'idea di lusso disinvolto, mai ostentato.
La rafia è protagonista anche della collezione del marchio Raphia, che porta la firma del designer Said Belhadj. Il marchio produce le calzature fra il Marocco e i Paesi Bassi, dove ha sede il brand. Ogni paio di calzature del marchio nasce da foglie di palma essiccata, filate e intrecciate per formare un materiale leggero e traspirante. Rafia, ma anche materiali impermeabili, come quelli utilizzati da Giacomo Tenconi che ha fondato il marchio Tenconi. "Il mio progetto esplora l’intersezione fra moda, stampa 3D e cultura underground. Ho iniziato con una calzatura stampata in 3D realizzata in collaborazione con l'azienda tedesca Zellerfeld", ha raccontato a FashionUnited il designer.
Le calzature possono essere consegnate in 3-4 settimane, come il modello Wavy Mule, la prima release firmata Tenconi, progettata per la stampa 3D e con una produzione su richiesta. Non è proprio una sneaker ma nemmeno una ciabatta, "vive in quel territorio ambiguo dove le etichette smettono di avere senso". Accanto Tenconi e Raphia, gli altri talenti selezionati sono Éeclat, En Talons, Joel Wijangco, Maliko, Moon2gether, Nalebe, Paidal, Stefano Mugnai, Te Dreamers Club e Wud.
“Sostenere i nuovi talenti significa investire nel futuro dell’intera filiera calzaturiera. Con Emerging Designers vogliamo offrire ai designer emergenti non solo visibilità internazionale, ma anche un contesto concreto di relazione con buyer, aziende e operatori del settore", ha sottolineato Giovanna Ceolini, presidente di Micam e Assocalzaturifici.
"In un momento storico in cui la tenuta e la competitività della filiera dell’accessorio moda richiedono sempre maggiore capacità di fare sistema, la dimensione internazionale resta un elemento fondamentale. Le fiere appena concluse hanno dimostrato il valore di una collaborazione capace di valorizzare l’intera filiera, offrendo a buyer e operatori la possibilità di incontrare in un unico contesto aziende, prodotti e competenze complementari. Abbiamo avuto l’opportunità di spitare circa 37mila visitatori, con una forte presenza internazionale dai principali mercati (dai Paesi Europei Spagna, Germania, Francia, Turchia, Grecia, Polonia e sul fronte Extra Ue Cina, Stati Uniti, Giappone, Nigeria e Sud Africa), che confermano il ruolo strategico di queste manifestazioni nel sostenere le imprese, favorire nuove opportunità di business e rafforzare la proiezione internazionale dell’accessorio moda italiano", ha aggiunto Ceolini, commentando l'andamento dei saloni Micam Milano, Mipel, Milano Fashion&Jewels, TheOneMilano, le quattro manifestazioni che, insieme a Simac Tanning Tech ancora in corso, hanno dato vita a Fashion Link Milano un evento che ha valorizzato la forza delle singole manifestazioni attraverso una visione di sistema.
In totale sono stati 758 marchi presenti a Micam, di cui 378 italiani e 380 internazionali
Restando in tema di numeri, il settore calzaturiero italiano ha aperto il primo trimestre 2026 con un quadro complesso.
Il fatturato, secondo la nota congiunturale elaborata dal Centro studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, le esportazioni, che rappresentano circa il 90% del giro d’affari complessivo del settore segna un arretramento del 2,7%, mentre l’export evidenzia segnali di debolezza diffusa, con una flessione complessiva, nei primi tre mesi, del -1,6% e contrazioni ancora più marcate nei mercati extra-Ue.
In questo scenario, il versante interno ha registrato un recupero lieve dei consumi ma non in grado di compensare la frenata sui mercati internazionali, che restano il principale driver del settore. Le tensioni geopolitiche stanno amplificando le criticità. Il quadro internazionale conferma l’instabilità delle previsioni e sta generando costi crescenti e rallentando le decisioni di acquisto dei nostri buyer. L’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia sono elementi di preoccupazione.
Sul fronte nazionale arrivano segnali più incoraggianti. Le famiglie italiane hanno acquistato calzature per 1,28 miliardi di euro nel trimestre (prezzi al dettaglio), in crescita del +1,7% in valore e del +2,1% in quantità rispetto a gennaio-marzo 2025 grazie, in particolare, alle scarpe da donna e alle sneaker. Queste ultime, assieme alle sportive, pesano per il 41% sulla spesa totale.
La Francia (+6% valore, malgrado un -3,6% nelle quantità) si conferma prima destinazione del made in Italy calzaturiero
Tra i partner europei, la Francia (+6% valore, malgrado un -3,6% nelle quantità) si conferma prima destinazione del made in Italy calzaturiero, mentre la Germania accusa una frenata che si attesta al -10%.
Pesano le tensioni internazionali: l’export verso il Medio Oriente segna un -33% (con un -62% a marzo, dopo l’inizio del conflitto), quello verso i Paesi dell’ex blocco sovietico un -21%, mentre gli Stati Uniti, alle prese sin dalla primavera 2025 con la questione dei dazi doganali aggiuntivi sulle merci in ingresso, registrano un -7,4% in valore. Il saldo commerciale settoriale si rafforza comunque a 1,3 miliardi di euro, in crescita del +10,9% sul 2025, grazie al netto rallentamento delle importazioni, scese del -9,5% in valore.
Come accennato, tornando alla fiera, accanto ai nomi emergenti e a quelli esteri, il made in Italy ha fatto bella mostra di sè con nomi come il calzaturificio Brunate, con sede a Lomazzo, in provincia di Como, e specializzato nella calzatura donna, che celebra quest’anno il centenario dalla sua fondazione. La dimensione familiare dell’impresa e una costante ricerca della qualità hanno accompagnato l’azienda attraverso generazioni e trasformazioni, mantenendo vivo il valore della manifattura italiana e portando il marchio oltre i confini italiani, con una presenza consolidata sui mercati internazionali.
Made in Italy protagonista anche a Mipel
Made in Italy protagonista anche a Mipel dove, per esempio, il Gruppo Campomaggi è stato presente con Gabs e Caterina Lucchi. Per Gabs, la stagione spring summer 27 prosegue il percorso di evoluzione del brand attorno al concetto di “Designed for a better everyday”. La nuova collezione amplia il concetto di utility attraverso nuove famiglie di prodotto e una proposta pensata per accompagnare esigenze e momenti diversi della quotidianità. Caterina Lucchi ha presentato, invece, una collezione che prosegue il percorso di ricerca del brand, valorizzandone l’identità attraverso una proposta contemporanea e riconoscibile.
“Oggi i buyer cercano non solo prodotti, ma interlocutori, idee e soluzioni in grado di rispondere a strategie commerciali sempre più mirate e internazionali. Per questo stiamo lavorando per rendere Mipel una piattaforma sempre più aperta e internazionale, attraverso una maggiore integrazione con il sistema moda di Fiera Milano e un’attività di incoming sempre più qualificata", ha raccontato Claudia Sequi, presidente di Mipel e Assopellettieri.
Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assopellettieri, il primo semestre del 2026 va ancora a rilento. Risultano in calo fatturato (-2,5% tra le aziende associate intervistate) e produzione industriale (-4,6% l’indice Istat).
Le dinamiche della domanda rimangono sottotono, sia sul mercato nazionale (pressoché fermo: -0,5% l’indice Istat delle vendite al dettaglio) sia, soprattutto, sul versante estero (-3,4% in valore l’export dei primi 5 mesi, con un -11,1% nei KG) dove la pelletteria made in Italy realizza l’85% del proprio fatturato annuo (che in chiusura 2025 valeva 11,39 miliardi di euro).
La tenuta dei mercati comunitari (+1,9% in valore nell’insieme, con un +2,8% per la Francia e un +1,4% in Germania) bilancia solo in parte la frenata sperimentata dalle vendite extra-Ue (che cedono nel complesso il -6,4%): le due aree colpite dalle guerre in corso registrano un -48% (il Medio Oriente) e un -16% (i paesi dell’ex blocco sovietico, con un -21,2% per la Russia), mentre prosegue il ridimensionamento dei mercati del Far East (-4,4%).
Il saldo commerciale si conferma sui livelli dello scorso anno (2,56 miliardi di euro da gennaio a maggio, -0,3%), ma solo grazie alla frenata in valore dell’import (-8,7%), legata all’ulteriore calo dei prezzi medi delle merci in ingresso.
In questo scenario complesso l'innovazione dei materiali riveste una importanza fondamentale per restare competitivi sul mercato.
Dermacolor e BeDimensional, per esempio, hanno presentato a Simac il nuovo prodotto conciario con cristalli bidimensionali Dermasoft Climaflex Bdm.
Nel dettaglio, Dermasoft Climaflex Bdm nasce dall’integrazione del know-how di BeDimensional nella produzione e nell’applicazione di materiali bidimensionali e delle competenze di Dermacolor nella chimica conciaria. L’ausiliario incorpora nitruro di boro esagonale in una formulazione liquida concentrata, progettata per distribuirsi all’interno della struttura fibrosa del pellame.
Uno degli elementi distintivi della soluzione è la possibilità di inserirla nei tradizionali processi di lavorazione della pelle. Dermasoft Climaflex Bdm può, infatti, essere utilizzato nelle fasi di concia, riconcia e rifinizione, senza richiedere modifiche sostanziali agli impianti o alle linee produttive esistenti, dunque facilitandone l’integrazione nei processi industriali.
La soluzione è pensata per lo sviluppo di pellami che combinano prestazioni meccaniche, gestione termica e comfort.
Innovazione e performance hanno caratterizzato le proposte di Vibram presentate a Lineapelle
Innovazione e performance hanno caratterizzato anche le proposte di Vibram che, a Lineapelle 2026, kermesse in scena a Fiera Milano Rho fino a domani, 17 settembre, ha presentato “Built on experience”, un nuovo capitolo della propria proposta lifestyle che traduce nel design contemporaneo il know-how maturato in anni di ricerca e sviluppo nei mondi sport e outdoor e work and safety, con 12 nuove suole che reinterpretano il Dna performance del brand.
La collezione mantiene l’autenticità della performance Vibram, ma la traduce in soluzioni progettuali adatte alla quotidianità e a differenti interpretazioni del footwear contemporaneo.
Il percorso espositivo presenta dodici suole, Aosta, Barra, Brera, Classy, Cogne, Diade, Frost, Koru, Melbourne, Pilar, Secret Tread e Tobia, ciascuna costruita attorno a un preciso universo di ispirazione, dal work and safety all'urban running, dal trekking all'after ski.
La suola Melbourne, per esempio, interpreta i principi zero-drop e il movimento naturale attraverso una geometria che segue la curva biomeccanica del piede, mentre Tobia guarda al mondo sailing con una costruzione dalle linee essenziali e scanalature verticali pensate per favorire il drenaggio dell’acqua.
Con quartier generale in Italia ad Albizzate (Varese), Vibram produce oltre 40 milioni di suole all’anno, dedica più di un milione di chilometri ai test, ed è presente in 120 Paesi. L'azienda ha sedi di produzione, ricerca e rappresentanza negli Usa, in Cina, in Giappone, in Brasile e in Italia.