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Pitti Filati: compratori a quota 4400

Scritto da FashionUnited

27 gen 2020

Pitti Filati chiude a quota 4.400 presenze. L’estero traina (+3 per cento) con le performance positive di Regno Unito, Germania, Russia, Stati Uniti, Giappone, Svizzera, Turchia.

“I giudizi e i feedback che stiamo raccogliendo tra espositori e compratori sono tutti positivi", ha detto Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, "descrivono un Pitti Filati in cui si è lavorato con grande dinamismo negli stand, per presentare e approfondire le nuove collezioni delle nostre aziende, ben 136 a questa edizione. In cui si è registrato un livello come sempre altissimo di ricerca e creatività, una grande consapevolezza delle esigenze del mercato e al tempo stesso dei processi produttivi più sostenibili, un ambito in cui le filature d’eccellenza sono da sempre pioniere. Certamente il settore non sta attraversando una fase brillante: ci sono incognite evidenti legate al reperimento della materia prima, criticità per l’export su alcuni mercati, ma la voglia di rispondere al meglio alle difficoltà dell’attuale congiuntura l’abbiamo vista chiaramente, in tutte le aziende partecipanti".

“E’ una bella edizione di Pitti Filati anche nei numeri e soprattutto nella qualità delle presenze, l’elenco dei compratori intervenuti la esprime al meglio: ci sono tutti i maglifici più importanti, gli studi stilistici delle grandi maison e dei player di peso della moda globale. Da parte nostra cerchiamo di rendere il salone sempre più stimolante e ricco di input, sugli aspetti legati alla produzione, alle nuove tendenze e ai servizi al mercato", ha aggiunto Agostino Poletto, direttore generale di Pitti Immagine.

La kermesse è andata in scena a Firenze, dal 22 al 24 gennaio.

Nella classifica dei primi 15 paesi esteri si conferma in testa il Regno Unito, seguito da Francia, Germania, Russia, Stati Uniti, Svizzera, Giappone, Turchia, Spagna, Cina, Olanda, Svezia, Belgio, Corea e Danimarca.

Foto: Pitti Filati, dall'ufficio stampa Pitti Immagine